The Village

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The Village
The Village.JPG
Bryce Dallas Howard in una scena del film
Titolo originale The Village
Paese di produzione USA
Anno 2004
Durata 108 min.
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, thriller
Regia M. Night Shyamalan
Soggetto M. Night Shyamalan
Sceneggiatura M. Night Shyamalan
Fotografia Roger Deakins, Gerardo Puglia
Montaggio Christopher Tellefsen
Musiche James Newton Howard
Scenografia Tom Foden
Costumi Ann Roth
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Village è un film del 2004, diretto e sceneggiato dal regista indianoamericano M. Night Shyamalan.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Convigton, Pennsylvania: un villaggio americano del XIX secolo è circondato da una foresta che sembra essere infestata da mostruose creature.

All'interno del villaggio, completamente isolato dal resto del mondo, la vita si svolge serena all'insegna di un patto che gli anziani della comunità stipularono con delle misteriose creature dei boschi circostanti chiamate "le creature innominabili": pare infatti che, in passato, gli anziani promisero alle creature di non inoltrarsi nei loro boschi a patto che esse non invadessero il villaggio. La promessa rimane intatta a lungo, tanto che nessuno degli abitanti osa varcare i confini dell'abitato e tutti si premuniscono di non usare nulla di colore rosso, colore che pare attiri le bestie.

Lucius pare però insofferente al divieto di avere contatti con l'esterno, e prega gli anziani di dargli il permesso di avventurarsi nel bosco, cosa che gli viene negata. La situazione precipita in breve tempo, poiché l'uomo varca di poco la soglia del bosco e le creature si manifestano in città per palesare il proprio disappunto per la violazione del patto. Lucius confessa intanto il proprio amore ad Ivy, giovane non vedente, con la quale scambia una promessa di matrimonio.

Noah, un ragazzo con patologie mentali, è però segretamente innamorato di Ivy e, alla notizia della relazione tra i due, ferisce Lucius riducendolo in fin di vita. Ivy chiede così al padre di avventurarsi oltre il bosco per raggiungere la città dove potrà comperare le medicine per il suo amato, e ottiene il permesso.

Poco prima della partenza Ivy viene a conoscenza dal padre che le creature sono state inventate dagli anziani che hanno inscenato più volte la presenza degli stessi per impedire che gli abitanti del villaggio si avventurassero in città. Con questa certezza Ivy si avventura nel bosco in compagnia di due ragazzi che però, impauriti, l'abbandonano. Da sola prosegue fino all'incontro con una delle fantomatiche creature, che la giovane riesce a uccidere facendola cadere in un fossato. Solo dopo la caduta si scopre che la creatura era in realtà Noah che, sottratto un costume agli anziani, si era avventurato nel bosco alla ricerca della donna che, non vedente, crede di aver ucciso una bestia vera.

Giunta al limitare del bosco Ivy fa l'incontro con un ranger di fine XX secolo, che le procura i medicinali di cui necessita per salvare Lucius: si scopre dunque che ella abita in una riserva protetta, nata per sogno di un gruppo di uomini, gli anziani, che feriti chi per un lutto in famiglia, chi per le asprezze del quotidiano, ha deciso di creare un villaggio riportandolo indietro di un secolo, lontano dalla modernità e dal dolore del quotidiano.

Critica e commento[modifica | modifica sorgente]

The Village ha ricevuto recensioni contrastanti da parte della critica cinematografica. Tale spaccatura potrebbe essere ricondotta in parte ad una errata promozione del film: il trailer infatti poteva far intendere che si trattasse più di un film horror che di un thriller psicologico.[1]

Uno dei temi centrali del film è la "posizione schizoparanoide" e la paura (vedi Melanie Klein) . Il male è percepito come un qualcosa che viene sempre e comunque dall'esterno, fuori di sé, al punto da credere che la salvezza o la sicurezza sia ottenibile con il semplice isolamento.[2]

In Italia la critica è stata positiva. Roberto Nepoti scrive su la Repubblica: «Più che un film "di paura", The Village è un film sulla paura: la paura che assedia l'America dopo gli attentati alle Twin Towers; la paura che ne ha fatto un Paese protetto fino all'autoreclusione; la paura che i governanti usano come strumento di potere e di controllo sulla vita degli altri. Lì accanto, la nostalgia di un mondo innocente e aurorale, da cui l'America è stata definitivamente risvegliata all'inizio del millennio. The Village è anche un film (non d'amore ma) sull'amore. L'amore si presenta come l'altra faccia della paura, che consente di non farsi annientare ma di crescere, di superarsi anche attraverso prove dolorose. Distinguendo in modo netto tra superstizione (alimentata dagli anziani del villaggio) e fede (che infonde forza ai due giovani innamorati), il film tocca il livello alto della parabola, mille leghe avanti alla gran parte dei thriller orrorifici in circolazione. E tutto ciò senza togliere un'unghia di paura, né del piacere di spaventarsi davanti a uno schermo»[3].

Alberto Crespi scrive su l'Unità: «[...] l'isolamento: The Village racchiude nel suo microcosmo l’America del Mayflower e l’America di Bush: un paese che, in certe sue componenti, rifiuta l’incontro con chi è diverso, si rinchiude nelle proprie tradizioni e le scambia per verità. Shyamalan mette in scena un mondo accerchiato, ed è molto abile nel descrivere gli effetti sulla psiche, e sul comportamento della sindrome da accerchiamento»[4].

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film ha incassato 114 milioni di dollari negli Stati Uniti e 142 milioni di dollari a livello internazionale, per un totale di 256 milioni di dollari[5]. In Italia ha incassato un totale di 6.638.000 di euro (2.590.000 nella prima settimana)[6].

Premi e nomination[modifica | modifica sorgente]

Premi[modifica | modifica sorgente]

2005 ASCAP Film and Television Music Awards
2005 Evening Standard British Film Awards

Nomination[modifica | modifica sorgente]

2005 Premio Oscar
2005 Sony Ericsson Empire Awards
2005 MTV Movie Awards
  • Miglior performanca femminile — Bryce Dallas Howard
2005 Motion Picture Sound Editors (Golden Reel Award)
  • Nominated - Best Sound Editing in a Feature: Music, Feature Film — Thomas S. Drescher
2004 Online Film Critics Society Awards
  • miglior performance — Bryce Dallas Howard
2005 Teen Choice Awards
  • Choice Movie Scary Scene — Bryce Dallas Howard, Ivy Walker waits at the door for Lucius Hunt.
  • Choice Movie: Thriller

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora originale è stata composta da James Newton Howard ed è stata nominata per l'Oscar alla migliore colonna sonora del 2004 (il premio andò a Jan A. P. Kaczmarek per il film Neverland - Un sogno per la vita). Si tratta di una partitura per orchestra sinfonica, con eminenti parti solistiche per pianoforte e violino: nell'esecuzione utilizzata per il film le parti del violino solista sono interpretate da Hilary Hahn. Newton Howard, qui alla quarta collaborazione con il regista, ha realizzato le musiche di tutti gli altri film diretti da Shyamalan. È noto inoltre per aver composto le musiche di altri film con atmosfere analoghe a questo. L'edizione discografica dell'opera, prodotta e distribuita in occasione dell'uscita del film nel 2004, comprende una selezione di tredici brani, per una durata complessiva di 42 minuti.

Lista tracce del CD Hollywood Records nr. 0946 357991 2 5, distribuito in Europa a partire dal 27/07/2004:

  1. "Noah Visits"
  2. "What Are You Asking Me?"
  3. "The Bad Color"
  4. "Those We Don't Speak of"
  5. "Will You Help Me?"
  6. "I Cannot See His Color"
  7. "Rituals"
  8. "The Gravel Road"
  9. "Race To Resting Rock"
  10. "The Forbidden Line"
  11. "The Vote"
  12. "It Is Not Real"
  13. "The Shed Not To Be Used"

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il primo titolo del film era The woods, ma venne modificato in seguito all'omonimia con un film diretto da Lucky McKee[7].
  • La guardia che sentiamo parlare e che vediamo riflessa nel vetro è lo stesso regista.
  • Il villaggio visto nel film è stato costruito nella sua interezza in un campo fuori Chadds Ford, Pennsylvania

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mymovies
  2. ^ Si veda Alberto Sibilla, Gli alieni e le torri di guardia: la rappresentazione della paranoia nei film di fantascienza americana, in POL.it 2005 - La psiche al cinema, in particolare qui. URL consultato il 31-1-2011.
  3. ^ Da Repubblica il 24 ottobre 2004.
  4. ^ Da l'Unità il 30 ottobre 2004.
  5. ^ http://www.boxofficemojo.com/movies/?id=village.htm da sito boxofficemojo
  6. ^ http://www.mymovies.it/cast/?id=35171 da sito mymovies
  7. ^ Da cinema.it

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