Suonatore di liuto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Suonatore di liuto
Suonatore di liuto
Autore Michelangelo Merisi da Caravaggio
Data 1595 1596
Tecnica olio su tela
Dimensioni 100×126,5 cm
Ubicazione Ermitage, San Pietroburgo

Suonatore di liuto è un dipinto ad olio su tela di cm 100 x 126,5 realizzato tra il 1595 ed il 1596 dal pittore italiano Caravaggio. È conservato all'Ermitage di San Pietroburgo.

L'opera fu dipinta molto probabilmente successivamente a quella originaria destinata al Marchese Giustiniani ora custodita presso il Museo dell'Ermitage. Questa è invece stata realizzata, forse con l'aiuto di suoi allievi di bottega, per il cardinale Francesco Maria Del Monte. Entrambi lo consideravano il più bel quadro delle proprie collezioni.

Secondo le parole entusiastiche con cui Giovanni Baglione lodava il dipinto nel 1642:

« Dipinse un giovane che sonava il lauto che vivo e vero il tutto parea con una caraffa di fiori piena d'acqua, che dentro il riflesso d'una finestra eccellentemente si scorgeva. »

Era probabilmente uno dei primi dipinti che entrarono a far parte della ricca collezione di tele di Caravaggio di Vincenzo Giustiniani, forse stesso committente dell'opera.

Si ritiene, data l'estrema somiglianza estetica col Bacco degli Uffizi, che a posare per entrambe le opere sia stato lo stesso modello. Una parte della critica lo identifica col pittore siciliano Mario Minniti, amico di scorribande, e forse amante, di Caravaggio. Altri lo identificano col castrato spagnolo Pedro Montoya, che in quegli anni era cantore nella Cappella Sistina; non a caso, il fanciullo ha le labbra dischiuse, come se stesse cantando accompagnandosi con lo strumento. Da contrappunto alla perfetta scorciatura degli strumenti musicali abbandonati sul tavolo che corrisponde alle rigide regole prospettiche apprese dallo studio lombardo, la gestualità morbida della mani che sfregano le corde e lo sguardo languido con la bocca socchiusa del suonatore lasciano l'impronta della naturalezza che Caravaggio ha sempre professato strenuamente.

L'elemento più pregevole del dipinto è sicuramente la doppia natura morta sul tavolo, rappresentata dai frutti (memorabile la pera con i graffi bruni sulla buccia), dai fiori e dallo spartito musicale. Quest'ultimo, analogamente a quello presente nel Riposo durante la fuga in Egitto, è stato decifrato dai musicologi che v'hanno individuato quattro madrigali dal Primo libro di madrigali a quattro voci di Jakob Archadelt, e rispettivamente Chi potrà dir quanta dolcezza provo, Se la dura durezza in la mia donna, Voi sapete ch'io v'amo anzi v'adoro, Vostra fui e sarò mentre ch'io viva; tutti i madrigali trattano di temi amorosi e passionali [1]. Il quadro, quindi, vuole essere un invito ai piaceri dell'amore e delle gioie della vita attraverso le arti (la musica e il canto) e i piaceri terreni (la frutta e i fiori).

La "dedica" al Giustiniani è stata decifrata grazie alla grande "V" (cioè Vincenzo) dipinta su un capoverso dello spartito.

Esiste sicuramente un'altra copia presso il Metropolitan Museum di New York con alcune variazioni (altri strumenti sul tavolo), realizzata in periodo successivo, la cui autenticità è stata messa in dubbio dagli studiosi; tuttavia, data la bellezza delle nature morte presenti in esse (in una, sono presenti spartito, pianola e flauto) non è da escludere che sia un'opera realizzata in gran parte con (o terminate da) allievi.

[modifica] Note

  1. ^ Franca Trinchieri Camiz, La «Musica» nei quadri del Caravaggio, in Caravaggio. Nuove riflessioni, «Quaderni di Palazzo Venezia», 6. --: --, 1989. pp. 199-220

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Pittura Portale Pittura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Pittura