Maddalena penitente (Caravaggio)

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Maddalena penitente
Maddalena penitente
Autore Michelangelo Merisi da Caravaggio
Data 1594-1595
Tecnica olio su tela
Dimensioni 122,5 cm × 98,5 cm 
Ubicazione Galleria Doria Pamphilj, Roma

La Maddalena penitente è un dipinto a olio su tela (122,5x98,5 cm) di Caravaggio, databile al 1594-1595 e conservato nella Galleria Doria Pamphilj di Roma.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il dipinto fu realizzato tra il 1594 e il 1595[1], quando Caravaggio risiedeva con Giuseppe Cesari e Fantin Petrignani.[2]

Non è nota con certezza la committenza, il dipinto nella Galleria Doria Pamphilij, era stato inventariato nel 1627, nel Guardaroba di Pietro Aldobrandini, fratello di Olimpia Aldobrandini, ed infatti nell'Inventario 1706, della famiglia Doria-Pamphilij, al quale era pervenuto portato in dote da donna Olimpia, sposa di Camillo Pamphilij nel 1640, è citato con un supporto di cornice dorata con le stelle araldiche Aldobrandini. La nascita del dipinto, tuttavia è in casa del cardinale Francesco Maria Del Monte che era devoto alla Maddalena e possedeva nella sua casa anche una copia della sensuale Maddalena di Tiziano[3].

L'artista, noto per avere utilizzato diverse prostitute come modelle per le sue opere, ritrasse qui forse Anna Bianchini[4][5][6], che forse posò anche per altre opere, quali la Morte della Vergine, Marta e Maria Maddalena (come Marta) e il Riposo durante la fuga in Egitto (per la figura della Vergine).[4][7]

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Particolare.

Il dipinto raffigura una giovane ragazza bruna, accovacciata o in ginocchio su una sedia bassa, con le mani sul proprio grembo, così descritta da Giovanni Pietro Bellori: «Dipinse una fanciulla a sedere sopra una seggiola, con le mani in seno in atto di asciugarsi li capelli, la ritrasse in una camera, ed aggiungendovi in terra un vasello di unguenti, con monili e gemme, la finse per Maddalena»[8]. Alla sua destra vi è una collezione di gioielli scaraventati via, come rifiuto della Vanitas, e una bottiglia trasparente e chiusa, con un liquido che la riempie per tre quarti. Secondo Peter Robb, il Bellori, nel suo tentativo di descrivere una scena quotidiana si è sbagliato nell'affermare che la fanciulla-santa è in atto di asciugarsi i capelli; invece, la prostituta-santa è finta in una scena di pentimento, come mostrano l'espressione triste e piangente ed i gioielli che sembrano essere strappati via: una scena di pentimento dopo le frustate e le umiliazioni che venivano fatte alle prostitute incallite[9]. In altra direzione Maurizio Calvesi sottolinea invece come la luce della salvezza divina irrompe nel buio del peccato per redimere la Maddalena.[10]

Lo sguardo della donna non è rivolto all'osservatore, ma verso il basso, in una posizione che è stata paragonata ad alcune rappresentazioni tradizionali di Gesù Cristo crocifisso.[11] Una lacrima scende lungo la guancia al lato del naso.

Si tratta di note di intenso realismo per le quali l'artista è famoso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Varriano (2006), p. 110.
  2. ^ Mancini (1617-1621), p. 347.
  3. ^ Per notizie sui proprietari della Maddalena penitente, cfr., Maurizio Marini, Michelangelo Merisi da Caravaggio pictor praestantissimus, Roma, Newton Compton, 1987, p.391 alla scheda Maddalena penitente. Sulla proprietà Del Monte, C.L. Frommel, Minniti e il cardinal Francesco Maria del Monte, in AA.VV., Michelangelo Merisi da Caravaggio. La vita e le opere attraverso i documenti, Atti, 1995, Roma, Logart Press, 1995, pp. 24 e 25. Nel 1598-'99, Caravaggio fu incaricato di raffigurare, dal cardinale, l'altra sua amata santa, S.Caterina d'Alessandria, ibidem, p.25.
  4. ^ a b Varriano (2006), p. 94. L'identificazione si basa sulla descrizione della prostituta Anna Bianchini con la quale Caravaggio ebbe un rapporto piuttosto turbolento, scambiando con lei oscenità in un'osteria, mentre Anna sembra che addirittura si portasse via un dipinto con una Maddalena dipinta da Caravaggio ( nulla prova però che sia questa ) nel suo studio; Anna aveva diciassette anni, era bassina e aveva lunghi e bei capelli rossicci come si vede appunto nel quadro, cfr. C.L.Frommel, Mario Minniti e il cardinal Francesco Maria Del Monte, cit., p. 24. I documenti su Anna del Tribunale Criminale di Roma, sono pubblicati da Riccardo Bassani e Flora Bellini, Caravaggio assassino, Roma, 1994, pp. 50-57.
  5. ^ Rowland (2005), p. 159.
  6. ^ Robb (2001), p. 273.
  7. ^ Robb (2001), p. 80.
  8. ^ Giovanni Pietro Bellori : Le vite de' pittori, scultori e architecti moderni, Roma, 1672, dir. Evelina Borea (Torino, 1976) p. 215
  9. ^ Peter Robb, M. L'enigma Caravaggio, ed. italiana, Milano, Mondadori, 2001, p. 86
  10. ^ Maurizio Calvesi, Caravaggio, " Arte e Dossier", Firenze, Giunti, 1986, p.24
  11. ^ Patton and Hawley (2005), p. 219.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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