Storia di Arthur Gordon Pym

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Storia di Arthur Gordon Pym
Titolo originale The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket
Altri titoli Le avventure di Gordon Pym, Le avventure di Arthur Gordon Pym, Gordon Pym, Il vascello maledetto, La relazione di Arthur Gordon Pym di Nantucket, Storia di Gordon Pym, Fame sul «Grampus», L'abisso, Le fantastiche avventure marinaresche di Gordon Pym[1]
Poe TheNarrativeOfArthurGordonPymOfNantucket title.jpg
Autore Edgar Allan Poe
1ª ed. originale 1838
Genere romanzo
Sottogenere fantastico, gotico, horror, avventura
Lingua originale inglese
Seguito da La sfinge dei ghiacci (seguito apocrifo)

Storia di Arthur Gordon Pym (titolo originale The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket, tradotto anche coi titoli Le avventure di Gordon Pym, Le avventure di Arthur Gordon Pym e molti altri[1]) è un romanzo di Edgar Allan Poe, scrittore americano. Scritto tra il 1837 e il 1838, il romanzo è l'unico pubblicato in vita dallo scrittore, e viene considerato un manifesto di quello stile spesso identificato con il nome di horror psicologico, di cui Poe è stato uno dei massimi rappresentanti.[2]

La trama del romanzo, che viene presentata come una serie di fatti realmente accaduti, ruota attorno alla vicenda di Arthur Gordon Pym, un giovane che si imbarca clandestinamente a bordo della baleniera "Grampus" e che si ritrova a vivere una serie di disavventure in mare. Scampato a un naufragio, viene salvato dall'equipaggio della nave "Jane Guy", insieme alla quale farà rotta verso il Polo Sud alla ricerca di terre inesplorate.

Secondo alcune teorie l'ispirazione potrebbe essere venuta a Poe da fatti di cronaca. Le pagine dei giornali di Norfolk in data 18 e 19 febbraio 1836, riportarono la tragica notizia del naufragio della goletta Ariel. Solo due uomini riuscirono a scampare al disastro. L'idea del racconto sarebbe poi maturata sulla scia del fervore seguito alle spedizioni di James Cook in Antartide tra il 1772 ed il 1775. Il mito del polo Sud era incrementato anche dai racconti di Jeremiah Reynolds, un navigatore le cui storie, mai provate, Poe volle ascoltare. Particolare suggestivo è il fatto che il nome Reynolds sarà invocato da Poe qualche giorno prima di morire nell'ospedale di Baltimora.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Arthur Gordon Pym, giovane amante dell'avventura, figlio di un commerciante di beni marittimi di Nantucket, si imbarca un giorno, di nascosto dalla sua famiglia, sulla baleniera Grampus. Il brigantino parte nella metà del giugno del 1827, al comando del capitano Barnard, padre del più caro amico di Pym, Augustus Barnard, il quale si occupa dell'organizzazione della permanenza clandestina del giovane a bordo. Nell'intenzione dei due amici, infatti, Arthur sarebbe dovuto restare nascosto nella stiva per un numero di giorni sufficiente a rendere impossibile, per il capitano, lo sbarco del giovane.

All'inizio, tutto sembra andare bene: il rifugio nella stiva è ristretto ma comodo, Augustus porta regolarmente da mangiare al compagno. Ma la situazione precipita velocemente: l'amico smette di farsi vivo; l'arsura e l'oscurità attanagliano il giovane Arthur, bloccato nel suo rifugio-prigione; un biglietto fattogli recapitare da Augustus tramite il cane di Pym, Tiger, e scritto con il sangue lo avverte di un pericolo terribile a bordo. Quando finalmente i due amici riescono a riunirsi, Arthur scopre che l'intera nave è caduta preda di un ammutinamento: Poe costruisce sapientemente la tensione descrivendo la ferocia di un massiccio cuoco nero che fa ammazzare a colpi d'ascia decine di marinai. La rivolta verrà a sua volta sopraffatta dall'intelligente intervento di Arthur, Augustus e Dirk Peters, uno degli ammutinati che si era però legato ad Augustus. Uno dei marinai rivoltosi, Richard Parker, sopravvive e si unisce al gruppo.

Ma l'angoscia non termina qui: un'immensa tempesta danneggia gravemente la nave, ferisce Augustus al braccio e e segna l'inizio di una serie terribile di avvenimenti per i sopravvissuti. Per giorni i personaggi rimangono alla deriva senza acqua e senza cibo, sopra il relitto della Grampus, e le loro forze si esauriscono rapidamente. L'avvistamento di una nave li riempie di speranza, ma solo perché la disperazione possa colpirli più violentemente alla scoperta della morte del suo intero equipaggio.

L'incalzante descrizione psicologica di Poe si mostra in tutta la sua crudeltà nella decisione collettiva di uccidere e cibarsi di uno di loro affinché gli altri possano soddisfare la fame e quindi sopravvivere. Viene estratto il nome di Richard Parker, che viene ucciso rapidamente da Peters. Poco dopo morirà anche Augustus, per via del braccio in gangrena.

Vengono finalmente salvati da una nave, il Jane, diretta verso territori sconosciuti dei mari del Sud per caccia ed esplorazione. Per ragioni sconosciute e misteriose,man mano che la nave avanza in direzione Sud la temperatura sembra aumentare gradualmente invece che diminuire. Poco prima di decidere di abbandonare la spedizione per mancanza di provviste e per la salute precaria dell'equipaggio, la nave incontra un arcipelago non segnato sulle carte e decide di attraccare su una delle isole. Questa si rivela abitata da una misteriosa popolazione di indigeni tutti neri, dai denti neri, terrorizzati da qualsiasi oggetto di colore bianco. Sembrano pacifici, ma Arthur scoprirà a proprie spese che sono in realtà capaci di spaventose crudeltà. Essi infatti stermineranno l'intero equipaggio del brigantino, ad eccezione di Arthur e il suo amico Peters che si salvano per puro caso.

Run down by the Penguin, illustrazione da Arthur Gordon Pym: A Romance By Edgar Allan Poe, Downey & co., 1898

Dopo essere sfuggiti dalla furia sanguinaria degli abitanti dell'arcipelago rubando una canoa, decidono di proseguire verso Sud, l'unica direzione che sembra garantire la loro salvezza dal rigido inverno polare.

Man mano che la canoa si avvicina al Polo Sud, la temperatura dell'acqua e della aria aumentano con rapidità e una fitta precipitazione bianca, simile a cenere, ricopre l'intero oceano. La canoa viene spinta rapidamente da una corrente ignota verso il punto da cui sono emanati tutti questi strani fenomeni.

Il racconto di Pym termina con l'apparizione di una misteriosa e gigantesca figura bianca, avvolta in un sudario. Nelle prime pagine del romanzo sappiamo che Arthur è ritornato a casa sano e salvo, ma nelle ultime viene spiegato dal suo editore che le trascrizioni delle sue avventure non sono state completate. Egli è infatti morto accidentalmente prima di poter completare i quattro rimanenti capitoli, e persino le bozze sono andate perdute nell'incidente che lo ha ucciso.

La fortuna[modifica | modifica sorgente]

È noto come la produzione letteraria di Edgar Allan Poe abbia stimolato la nascita di un genere nuovo, che è l'horror psicologico (psychological thriller), ma vale la pena di sottolineare almeno due importanti citazioni del Gordon Pym nella letteratura del secolo successivo: Howard Phillips Lovecraft, scrittore americano, e Jules Verne, scrittore francese.

Il primo dedica un'intera sezione del suo saggio L'orrore soprannaturale nella letteratura (titolo originale Supernatural Horror in Literature) allo scrittore di Boston; ma in particolare utilizza apertamente nel suo romanzo Le montagne della follia (At the Mountains of Madness) citazioni dagli elementi orrorifici del Gordon Pym, ipotizzando esplicitamente che Edgar Allan Poe lo abbia scritto dopo aver letto testi proibiti.

Il secondo invece, tormentato dalla brusca interruzione del racconto del giovane Pym, ne immagina una continuazione nel suo La sfinge dei ghiacci (1897).

L'influenza della letteratura di Poe, e del Gordon Pym in particolare, è visibile anche nella pittura simbolista: in un dipinto di René Magritte, La reproduction interdite, è visibile nello specchio la costa di un libro: aguzzando la vista vi si può leggere proprio Les adventures d'Arthur Gordon Pym, traduzione di Charles Baudelaire.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Edgar Allan Poe, Le avventure di Gordon Pym, Milano, Rizzoli, 2009, pp. 238 pp..
  • Edgar Allan Poe, Le avventure di Gordon Pym, Firenze, Giunti, 2010, pp. 280 pp., ISBN 978-88-809742390 .
  • Edgar Allan Poe, Le avventure di Gordon Pym, Milano, Feltrinelli, 2013, pp. 244 pp., ISBN 978-88-07-90004-4.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Estratti da «Gordon Pym» (Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket)
  2. ^ Davide Sapienza, Che fine ha fatto Gordon Pym? in Le Avventure di Gordon Pym, Milano, Feltrinelli, 2013.

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