Morella (racconto)

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Morella
Titolo originale Morella
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Edgar Allan Poe nel 1848
Autore Edgar Allan Poe
1ª ed. originale 1835
Genere racconto
Sottogenere orrore
Lingua originale inglese
Protagonisti Morella, l'io narrante (Edgar Allan Poe)
Coprotagonisti la figlia

Morella è il racconto di apertura di una cosiddetta trilogia scritta da Edgar Allan Poe, contenente le altre storie: Ligeia e Eleonora. Il testo sebbene scritto nel 1835 è stato pubblicato per la prima volta nella raccolta Racconti del grottesco e dell'arabesco nel 1840.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Morella è una bellissima ragazza, come descrive Poe, l'innamorato, con una pelle color latte e molto pallida e una chioma bruna. L'io narrante racconta di essersi innamorato perdutamente di lei e di averla sposata immediatamente. Il loro passatempo e unica fonte di comunicazione è leggere. Infatti Morella, sebbene sia molto misteriosa agli occhi di Poe riguardo al carattere, è appassionata di filosofia antica sull'etica e sulla razionalità del tempo di Pitagora e coinvolge sempre suo marito. Poe tuttavia comincia a sentirsi come un allievo e molto ignorante rispetto a Morella, e per questo comincia a covare un profondo risentimento di odio. La situazione comincia a crollare quando, passati alcuni anni, Morella comincia a invecchiare e sul suo viso si manifestano i primi segni di una malattia che la condurrà alla morte. L'io narrante dichiara di non aspettare un avvenimento più felice e prodigioso. Sul letto di morte, Morella convoca il marito parlando per la prima volta, dichiarandogli di sapere i pensieri di ripudio che Poe provava per lei e per questo di manifestare un po' d'amore almeno per la loro figlia che di lì a poco sarebbe nata.

Infatti, morta Morella, la piccola viene al mondo e il marito la cura e la ricopre di tutte le attenzioni che un padre può dare, ma non le dà un nome. Durante la sua crescita, Poe scopre che la bambina si rivela l'esatto ritratto di sua madre, alla quale non ha mai menzionato, forse la defunta è tornata dalla tomba reincarnandosi nella piccola per tormentare ancora lo scrittore?

La bambina compie dieci anni e il padre oramai è preso dal desiderio di battezzarla e quando giungono nei meandri di una chiesa gotica e oscura, Poe pronuncia come nome di battesimo: "Morella". Allora il volto della figlia si deforma, si contrae fino ad assumere quello della defunta sposa.

Concludendo l'io narrante racconta che ben presto dopo quel fatidico evento la figlia Morella fosse morta e che, mentre la deponeva nella tomba non trovasse il cadavere in decomposizione della defunta sposa. Solo allora Poe si lascia sfogare da una risata irrefrenabile di follia.

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