Siror

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Siror
comune
Siror – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Sindaco Walter Taufer (lista civica) dal 17/05/2010
Territorio
Coordinate 46°11′00″N 11°50′00″E / 46.183333°N 11.833333°E46.183333; 11.833333 (Siror)Coordinate: 46°11′00″N 11°50′00″E / 46.183333°N 11.833333°E46.183333; 11.833333 (Siror)
Altitudine 765 m s.l.m.
Superficie 75,03 km²
Abitanti 1 313[2] (30-06-2011)
Densità 17,5 ab./km²
Frazioni Nolesca, Passo Rolle, San Martino di Castrozza[1]
Comuni confinanti Canale d'Agordo (BL), Canal San Bovo, Imer, Mezzano, Predazzo, Tonadico, Transacqua
Altre informazioni
Cod. postale 38054
Prefisso 0439
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022174
Cod. catastale I760
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti siroreri
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Siror
Sito istituzionale

Siror (IPA: /si'ror/) è un comune italiano di 1.313 abitanti[2] della provincia di Trento in Trentino-Alto Adige.

È il comune più settentrionale della valle di Primiero, situato lungo la Strada statale 50 del Grappa e del Passo Rolle e Passo Rolle che da Fiera di Primiero conduce a San Martino di Castrozza. Nel territorio comunale, è ubicata la stazione meteorologica di Passo Rolle, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome del comune non è chiara: può derivare dalla posizione geografica del paese (Superior » Sirór) ma anche dalle miniere d'argento delle "giare rosse" (Silver » Sirór).

Nei prati che dividono Siror dal vicino centro di Tonadico sorgeva un tempo l'antico villaggio di Piubago, distrutto da un'alluvione forse seguita da un terremoto tra il 1114 e il 1117. Di questo centro rimane solo la chiesetta di San Giacomo, situata fra i prati, e la campana che ora è nello stemma del comune (assieme alla raffigurazione della chiesetta di Passo Rolle e a San Martino).

Siror si sviluppò a monte di Piubago e rimase per un certo periodo dipendente dalla regola comunale di Transacqua.

Interessante è anche la storia delle zucche. Anni fa Transacqua acquistò da Siror una campana che doveva essere pagata con un carro di zucche, che però Transacqua non fece avere a Siror. Così gli abitanti di Transacqua sono diventati coloro che non pagano i debiti e gli abitanti di Siror sono diventati coloro che mangiano molte zucche.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Siror si caratterizza per il suo centro storico, tipico di un paese di montagna, con ampie fontane poligonali in pietra ed affreschi popolari lungo le facciate delle abitazioni.

Da segnalare la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea (XIV secolo, ricostruita nel 1720) e la vecchia sede municipale con stucchi sei-settecenteschi, situata nella piazza centrale del paese. Il campanile ospita quattro campane delle ditte De Poli (Vittorio Veneto) e Daciano Colbachini (Padova)[3].

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

L'abitato di Siror è raccolto sotto le pendici del Sass Maor, vetta delle Pale di San Martino. Il territorio comunale è abbastanza esteso e comprende ampi prati e boschi: si ricordano in particolare i prati Dismoni (una splendida terrazza sulle Pale), le località Ronzi, Polina e Petina, da dove si gode una straordinaria vista sulla valle del Primiero.

Il territorio comunale comprende parte dell'altopiano delle Pale, il lago di Calaita nella valle del Lozen, San Martino di Castrozza e Passo Rolle.

Siròr fa parte del Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Siror è gemellato con:

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Variazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927 il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al comune di Primiero; nel 1947 il comune viene ricostituito (Censimento 1936: pop. res. 1220)[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Siror - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
  3. ^ Video delle campane e dati tecnici al seguente indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=6taTDJNDv2c
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]