Sapotaceae

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Sapotaceae
Pouteria sapota - marmalade tree - desc-leaf cluster - from-DC1.jpg
Pouteria sapota
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Dilleniidae
Ordine Ebenales
Famiglia Sapotaceae
Classificazione APG
Ordine Ericales
Famiglia Sapotaceae
Generi
  • vedi testo

Le Sapotacee (Sapotaceae Juss., 1789) sono una famiglia di piante a fiore inserite tradizionalmente nell'ordine delle Ebenales. Studi filogenetici più recenti la collocano tuttavia tra le Ericales.

Il nome deriva dal genere Sapota (Mill. 1754), la cui validità è stata però sconfessata quasi subito in quanto sinonimo del genere Achras costituito da Linneo l'anno precedente [1].

Tra le specie più note vi sono il karité (Vitellaria paradoxa), l'albero del chicle (Manilkara chicle), la sapotiglia (Manilkara zapota), la cainetta (Chrysophyllum cainito) e la mahua (Madhuca sp.).

Alcune specie arboree producono legname apprezzato (in particolare il nyatoh).

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Le Sapotacee hanno un tipico areale pantropicale, sono cioè presenti nelle regioni tropicali di tutti i continenti.

Mancano ovviamente in Europa.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le Sapotacee comprendono alberi e arbusti sempreverdi, dotati di lattice.

Le foglie sono semplici, a margine intero, cuoiose, alternate.

I fiori, solitari o riuniti in infiorescenze, spesso piccoli, sono perlopiù regolari, con calice e corolla distinti. Il numero di petali varia secondo i generi.

Il frutto è una bacca indeiscente. La polpa morbida è in alcune specie indurita verso l'esterno.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia, tradizionalmente attribuita all'ordine Ebenales, viene collocata dalla classificazione APG nelle Ericali[1]. Viene comunemente divisa in tre sottofamiglie: Sarcospermatoidee (Sarcospermatoideae), comprendente un solo genere; Sapotoidee (Sapotoideae); Crisofilloidee (Chrysophylloideae) [2].

Generi[modifica | modifica sorgente]

Le Sapotacee comprendono circa 55 generi e un migliaio di specie. Riportiamo l'elenco dei generi secondo APG/Kew [2], secondo L.Watson e M.J.Dallwitz [3] e secondo Catalogue of Life (3 genn.2011) [4], evidenziando con la nota (1), (2) o (3) i generi accettati da una sola delle fonti, nell'ordine citato:

Alcune specie[modifica | modifica sorgente]

Usi[modifica | modifica sorgente]

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Diverse specie di questa famiglia producono frutti commestibili, che vengono utilizzati nelle regioni tropicali per l'alimentazione umana, anche se con un ruolo generalmente secondario. Ricordiamo in particolare la sapotiglia o sapodilla (Manilkara zapota) e la cainetta o melastella (Chrysophyllum cainito), la cui coltivazione si è diffusa in molte regioni tropicali di diversi continenti; il caniste (Pouteria campechiana), il caimito o ablu (Pouteria caimito), la ciaccalassa o zapotone (Pouteria sapota), la masaranduba (Manilkara huberi), che sono invece limitate alla sola America tropicale.

Un posto particolare ha la lucuma (Pouteria lucuma), che, per il suo particolare retrogusto, viene usata più che altro previa cottura, nella preparazione di gelati e dolciumi.

Ancora più particolare è il frutto miracoloso (Synsepalum dulcificum), che, grazie alla presenza di miracolina, riesce a trasformare tutti i gusti in dolce per una o due ore dopo il suo consumo. Questa proprietà ne ha diffuso l'uso in dietetica soprattutto in alcuni paesi (p.es. Giappone).

Oli[modifica | modifica sorgente]

Sempre a scopo alimentare vengono estratti dai semi degli oli densi, spesso d'aspetto burroso; è importante il caso dell'olio di mahua (Madhuca longifolia, Madhuca utilis), del burro di karité (Vitellaria paradoxa), dell'olio di argan (Argania spinosa). Questi prodotti - particolarmente il burro di karité - hanno largo impiego anche nell'industria cosmetica.

Lattice[modifica | modifica sorgente]

Il lattice di alcune specie di Manilkara, soprattutto del chicle (Manilkara chicle), ma anche secondariamente di Manilkara zapota, è utilizzato per la produzione di gomme da masticare.

Il lattice di altre specie (in particolare dei generi Palaquium e Isonandra), simile al caucciù, viene commercializzato con il nome di guttaperca.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori della mahua (Madhuca longifolia) vengono mangiati e utilizzati per la produzione di bevande alcoliche.

Legname[modifica | modifica sorgente]

Moltissime specie di Sapotacee sono sfruttate per produrre legname. Ricordiamo in particolare il nyatoh, nome attribuito genericamente al legname dei generi Palaquium e Payena, e il legno rossiccio e molto resistente del palo colorado (Pouteria splendens).

Proprietà medicinali[modifica | modifica sorgente]

A diverse specie di Sapotacee vengono attribuite virtù medicinali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG II in Botanical Journal of the Linnean Society 2003; 141: 399–436.
  2. ^ Ericales

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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