Burro di karité

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I semi
Elaborazione del burro in Burkina Faso
Burro usato a scopo cosmetico

Il burro di karité è una sostanza commestibile estratta dai semi del karité, un albero che cresce nelle savane dell'Africa occidentale.

Ottenimento[modifica | modifica wikitesto]

Secondo tradizione, la noce di karité viene raccolta tra metà giugno e metà settembre. Liberata della polpa, la mandorla viene in seguito essiccata, frammentata, tostata, pestata e macinata manualmente o al mulino fino a essere ridotta in una pasta spessa. A questa pasta viene aggiunta dell'acqua, e il tutto viene portato ad ebollizione e successivamente filtrato per eliminare le varie impurità.[1] Il burro che si ottiene in questo modo è di colore bianco-avorio e ha un odore gradevole e leggermente dolce.[2]

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Alimentari[modifica | modifica wikitesto]

Il burro di karité viene usato come materia grassa vegetale in numerosi piatti della cucina africana e in Occidente è utilizzato nell'industria cioccolatiera e in alcuni prodotti di confetteria e di pasticceria.

Cosmetica[modifica | modifica wikitesto]

Suo impiego è molto conosciuto nella moderna dermatologia e in cosmetologia: viene integrato in piccole quantità nella composizione di molti cosmetici per le cure delle labbra, del viso, dei capelli, delle mani e del corpo.[2]

Impatto della produzione del burro sulla vegetazione[modifica | modifica wikitesto]

La produzione del burro di karité è stata messa sotto osservazione da vari enti internazionali ed associazioni che promuovono l'eco-sostenibilità dell'impatto dell'uomo sulla natura che lo circonda. Nel 1998 la Vitellaria paradoxa, pianta dalla quale si ricava il prezioso burro, è stata classificata con lo stato d'allarme di "Vulnerabile" dall' Unione internazionale per la conservazione della natura che critica l'uso intensivo per scopi commerciali delle piante che nascono spontanee nelle savane dell'Africa Occidentale.[3]. La produzione del burro di karité è anche osservata dall'organizzazione italiana di tipo internazionale Slow Food che denuncia un eccessivo sfruttamento dell'habitat dove nasce il karité, il quale rischia di estinguersi in Mali e Burkina Faso.[1][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b A salvare l’albero di karité ci pensano le donne. URL consultato il 25 dicembre 2013.(link non più attivo
  2. ^ a b Flowertales.it - Il burro di karité nella cosmetica naturale fai da te. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  3. ^ redlist IUCN. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  4. ^ (PDF) documento che sostituisce in parte il link non più attivo. URL consultato il 5 novembre 2014.

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