Rumine

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Rumine di pecora. Veduta caudo-laterale sinistra dell'animale. Sono visibili anche altri organi quali la milza (18), l'esofago (17), il reicolo (15), l'abomaso (16).

Il rumine (detto anche pancione o panzone) è un organo facente parte dei prestomaci, tipico dei ruminanti, proprio del sistema digerente. Durante l'organogenesi del sistema digerente dei ruminanti, lo stesso tratto di intestino primitivo che negli altri mammiferi origina lo stomaco va incontro a trasformazione e il suo lume suddiviso in quattro compartimenti (camere) le cui pareti si specializzano in modo differente. Nascono così tre prestomaci (reticolo, rumine e omaso) e lo stomaco ghiandolare (abomaso). Il complesso formato dai tre prestomaci e dall'abomaso costituisce lo "stomaco concamerato" dei ruminanti ed è così definito perché l'origine dei quattro organi è quello dello stomaco primordiale (embrionale). Il rumine è il prestomaco più voluminoso e nel bovino occupa praticamente tutto il fianco sinistro dell'animale. In esso avvengono le reazioni di fermentazione delle ingesta costituite principalmente, negli animali allevati, da foraggi e concentrati (miscele di cereali, legumi, residui della lavorazione di prodotti destinati all'uomo). La fermentazione viene attuata da un insieme di microrganismi che costituiscono la microflora (batteri), microfauna (protozoi) e le muffe del rumine: gli unici in grado di trasformare le sostanze ingerite in molecole in grado di essere assimilate dall'animale stesso. Senza questi microrganismi il ruminante non è in grado di sopravvivere. Nel rumine e negli altri prestomaci vengono quindi attuati sistemi che consentono lo sviluppo al meglio della microflora e microfauna tra cui: mantenimento del pH corretto, mantenimento di un'adeguata umidità, rimescolamento periodico del contenuto, allontanamento dei gas (eruttazione), sminuzzamento del foraggio più grossolano. Quest'ultima attività è completata dalla ruminazione periodica, momento fisiologico proprio dei ruminanti caratterizzato dalla reiezione del bolo mericico in cavità orale, masticazione e successiva reintroduzione. Il materiale fermentato e arricchito dalla presenza e dall'attività dei microrganismi che vi proliferano passa dal rumine e dal reticolo (che formano assieme un complesso funzionale) nell'omaso, dove viene parzialmente drenato dall'acqua, e poi nell'abomaso, stomaco assimilabile a quello degli animali monogastrici (e l'uomo) in cui cessano le reazioni di fermentazione e si attuano quelle proprie della digestione, operata dai succhi gastrici in ambiente acido. I microrganismi presenti nel materiale transitato all'abomaso vengono distrutti e vanno a costituire la maggior parte della quota proteica dell'alimentazione del ruminante: le molecole di cui sono composte sono considerate ad elevato valore biologico.

Disegno schematico e animato dei movimenti del complesso rumino-reticolare.

Il rumine è poco sviluppato e funzionante nell'animale giovane come del resto tutto il comparto dei prestomaci. Ma ciò non è causa di problemi visto che l'alimentazione nelle prime settimane di vita è quasi esclusivamente costituita dal latte materno il quale non necessita di fermentazione preventiva per poter essere digerito. Esiste inoltre un organo annesso ai prestomaci chiamato doccia esofagea che permette al piccolo di ruminante di incanalare il latte che scende dall'esofago e condurlo fino all'abomaso evitandone così il ristagno nei prestomaci. Durante l'evoluzione da giovane ad adulto il rumine aumenterà le sue dimensioni in modo straordinario, molto maggiore rispetto agli altri prestomaci.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Il rumine viene venduto in macelleria dopo la cottura come parte della trippa.

Embriogenesi[modifica | modifica sorgente]

Durante lo sviluppo fetale di tutti gli animali, lo stomaco inizia ad evidenziarsi come una dilatazione "sacciforme" a livello della porzione intra addominale del tratto gastro-enterico. Le prime fasi di sviluppo sono simili in tutte le specie di mammiferi; esse sono caratterizzate:

  • Da una proliferazione tissutale dorsale più rapida e prolungata che quella a livello ventrale; il tubo, così, diviene convesso dorsalmente, andando a formare la futura grande curvatura, e concavo ventralmente (la futura piccola curvatura)
  • Il tubo ruota di 90° verso sinistra, in modo che la faccia dorsale sia rivolta a sinistra, mentre quella ventrale a destra
  • L'asse maggiore diviene obliquo, nel momento in cui, crescendo, il fegato fa pressione sulla porzione craniale dello stomaco spingendolo nella regione dell'ipocondrio sinistro (quando lo stomaco è pieno la grande curvatura si riporta ventralmente)
  • La crescita lungo la porzione craniale della grande curvatura è maggiore che nella porzione caudale, questo porta alla formazione della regione del fondo dello stomaco (nell'ipocondrio sinistro)

Nei ruminanti, poi, si ha la differenziazione ulteriore di questa struttura nei tre prestomaci (rumine, reticolo e omaso) e nello stomaco ghiandolare (abomaso):

  • Rumine: si origina come espansione del fondo dello stomaco
  • Reticolo: si origina come una tasca, nella porzione caudo-ventrale del rumine in crescita
  • Omaso: si origina come un rigonfiamento della piccola curvatura
  • Abomaso: Il resto dello stomaco diviene abomaso

Successivamente, durante lo sviluppo, il rumine ruota caudalmente così da posizionarsi sopra l'abomaso e con il reticolo localizzato cranialmente. Alla nascita, l'abomaso, risulta ben sviluppato, mentre i prestomaci risultano immaturi e si mantengono tali per le prime 2-3 settimane a causa del ridotto uso che l'animale giovane ne deve fare. Durante questo periodo, infatti, i ruminanti si nutrono solo del latte materno, il quale salta i prestomaci, tramite la doccia esofagea, raggiungendo direttamente l'abomaso. La capacità dei prestomaci, incrementa dopo le prime 2-3 settimane, quando l'animale incomincia a nutrirsi di foraggi. Lo sviluppo dei prestomaci viene indotto dall'azione abrasiva degli alimenti e dallo sviluppo delle sostanza chimiche derivate dalla fermentazione (es. acido butirrico). Lo sviluppo dell'epitelio ruminale è lento ed incompleto negli animali che suggono il latte.

Anatomia[modifica | modifica sorgente]

Sito, rapporti ed orientamento[modifica | modifica sorgente]

Il rumine si colloca nella porzione ventrale sinistra dell'addome dei ruminanti e si porta cranio-caudalmente dalla regione dell'ipocondrio sinistro fino all'apertura della cavità pelvica. Il rumine consta di una faccia craniale o faccia diaframmatica, di una faccia parietale (o parietale sinistra), di una faccia viscerale (o parietale destra), una faccia caudale ed, infine, due margini o curvature. La faccia craniale è in rapporto con il diaframma, nella regione dell'ipocondrio sinistro, medialmente, si rapporta con il margine sinistro del fegato (che nei ruminanti ha forma particolare), cranio-dorsalmente riceve lo sbocco dell'esofago e, ventralmente, si rapporta e comunica con il reticolo mediante l'ostio rumino-reticolare (di ampio diametro). La faccia parietale propriamente detta, prende rapporti con la parte addominale sinistra e, cranio-dorsalmente con la milza (si ricorda in questa sede che a causa dell'aderenza tra milza e sacco dorsale del rumine, nei ruminanti mancano i linfonodi lineali e la linfa splenica fa capo ai linfonodi mesenterici caudali). La faccia viscerale (così detta perché prende rapporti coi visceri della cavità addominale) prende rapporto, cranialmente, con omaso e abomaso (che ne celano la visione, in caso di eviscerazione sul lato destro), caudo-dorsalmente, è in rapporto con il rene sinistro e per la sua restante estensione è in rapporto con la massa di colon e digiuno. La faccia caudale è in rapporto con il mesocolon discendente e con gli organi pevici (retto, utero e vescica). Si tenga sempre ben presente questo rapporto, poiché, durante la gravidanza, l'accrescimento del feto provoca un aumento volumetrico dell'utero inducendo una compressione a livello di faccia caudale e, quindi, una riduzione volumetrica e funzionale del rumine. è il più voluminoso dei pre stomaci con una capacità di 230l nel bovino e 35 nell'ovino, occupa i 3/4 della cavità addominale e si estende dal diaframma all'ingresso della cavità del bacino spostato verso sinistra. La mucosa che riveste il rumine è costituita da una miriade di piccole papille ( a forma di lenticchie)che hanno una lunghezza di circa 1,5 cm.

Conformazione esterna[modifica | modifica sorgente]

Faccia parietale: questa faccia si presenta con una convessità craniale che si modella all'interno dell'ipocondrio sinistro come pure ventralmente, si prenda come riferimento un ipotetico piano passante per la cartilagine xifoidea dello sterno e per la linea alba. Lungo questa faccia si identifica un solco, il solco longitudinale sinistro, riempito di adipe, all'interno del quale scorrono vasi e nervi; sul margine ventrale di questo solco prende attacco il grande omento. Dalla parte media di questo solco si origina un solco accessorio che si porta in direzione dorso-caudale (sempre di tipo vascolare), che si esaurisce dopo un breve tragitto. Al confine con la faccia caudale il solco longitudinale sinistro manda due solchi accessori, uno dorsale e l'altro ventrale, che si esauriscono in prossimità della curvatura dorsale e di quella ventrale; questi due solchi prendono il nome di solchi coronarici.

Faccia viscerale: è rivolta a destra e da appoggio ad omaso, abomaso ed intestino. È percorsa da un lungo solco longitudinale destro (simile, per conformazione, quello sinistro) sul quale prende attacco la parte profonda del grande omento. Pressappoco in posizione mediana, dal solco principale si diparte un solco accessorio (solco accessorio destro), notevolmente profondo, che con andamento dorso-caudale, si ricongiunge al solco principale; il decorso dei due solchi (principale ed accessorio) delimita un'area circoscritta che prende il nome di isola ruminale (o insula ruminis). Allo stesso modo del solco contro laterale, anche dal solco longitudinale destro originano due solchi coronari, dorsale e ventrale.

Faccia caudale: anch'essa presenta un solco, il solco trasversale, molto profondo, che unisce i due solchi longitudinali; la presenza di questo solco da alla faccia caudale del rumine un aspetto a "B" (cioè con una "pancia" dorsale ed una ventrale), a cui corrisponde un sacco cieco dorsale ed uno ventrale.

Faccia craniale: è divisa da un profondo solco craniale, che la divide in due sacchi, un sacco dorsale ed uno ventrale. Il sacco dorsale si continua nel ostio reticolo-ruiminale, mentre il sacco ventrale termina cieco. Dorsalmente i due scomparti sono delimitati, solamente, dall'inserzione dell'esofago.

La presenza di questi solchi (longitudinale destro, sinistro e trasversale), crea un "anello" longitudinale, visibile sulla superficie esterna del rumine, che suddivide l'intera struttura ruminale in un sacco dorsale e in uno ventrale, tra loro comunicanti. I due sacchi sono tra loro leggermente asimmetrici, il sacco dorsale è spostato leggermente a sinistra, mentre il sacco ventrale si estende un po' più verso destra, all'interno della cavità addominale.

Curvatura dorsale: (o margine dorsale) decorre nella regione sottolombare sinistra; è convessa, ispessita e liscia ad eccezione della metà craniale che aderisce alla parete. "Curvatura ventrale": (o margine ventrale) anch'essa liscia, convessa; si ricordi che su questa curvatura si inserisce l'omento.

Conformazione interna[modifica | modifica sorgente]

Il sacco dorsale e il sacco ventrale del rumine comunicano tra loro attraverso l’ostio intraruminale il cui bordo corrisponde a dei margini ispessiti, formati da muscolatura, che prendono il nome di pilastri; questi pilastri corrispondono, esternamente, ai solchi primari del rumine (craniale, longitudinale sinistro, longitudinale destro e il solco trasversale). Esistono due pilastri principali che formano il margine craniale e quello caudale dell'ostio; questi poi inviano dei pilastri secondari, più fini, che si esauriscono dopo un decorso più o meno breve. Sono i pilastri secondari a completare la delimitazione dei sacchi o delle loro suddivisioni.

Pilastro caudale: è il più voluminoso tra i due, separa i due sacchi ciechi caudali; ciascuna delle sue due estremità (sinistra e destra) emana tre diramazioni: dorsale, ventrale e media (o intermedia). Le branche dorsale e ventrale corrispondono, esternamente, ai solchi coronari; esse si portano, sia dorsalmente che ventralmente, verso le strutture omologhe controlaterali, senza raggiungerle. Le branche medie entrano nella costituzione dei pilastri longitudinali.

Pilastro craniale: in un certo qual senso forma la volta del recesso ruminale; l'estremità sinistra è unica e si porta verso la corrispondente branca media del pilastro caudale, dando, così, luogo alla formazione del pilastro longitudinale sinistro. Tuttavia le due branche non si raggiungono e, così, il pilastro rimane indistinto nella sua parte mediale. L'estremità destra dà luogo alla formazione di due branche che delimitano l'area dell'insula ruminale; la branca ventrale forma, con la branca intermedia del pilastro caudale, il pilastro longitudinale destro la branca dorsale, più esile, invece, forma il pilastro accessorio destro, corrispondente al solco accessorio destro.

Dorso-cranialmente al pilastro craniale si estende l’atrio del rumine la cui cavità, conseguentemente, comunica ampiamente con il sacco dorsale del rumine; il suo limite craniale è formato da una robusta piega trasversale, di forma semilunare, formata dall'accostamento tra la parete dell'atrio del rumine, stesso, e quella del reticolo. Si viene, così, a formare la piega rumino-reticolare, la quale delimita l'ostio rumino-reticolare (che ha un diametro di, circa, 15 cm).

A livello di pilastri la mucosa del rumine è ruvida, pieghettata e sprovvista di papille delomorfe. Queste, invece, sono presenti nelle restanti porzioni del rumine e sono particolarmente abbondanti e sviluppate nel sacco ventrale e nei due sacchi ciechi caudali (dove arrivano a misurare 1cm). Si distinguono due tipi di papille:

  1. Papille filiformi
  2. Papille fogliate (da non confondersi con le papille fogliate della lingua)

La funzione di queste papille è sempre e comunque di tipo meccanico, non presentano alcuna attività recettoriale. Si tenga presente che col passare del tempo queste papille si usurano (fino, quasi, a scomparire), ciò riduce l'attività funzionale del rumine.

Anatomia microscopica[modifica | modifica sorgente]

La mucosa ruminale è caratterizzata dalla presenza di papille coniche (lunghe fino a 1,5 cm) che si proiettano all'interno del lume; queste presentano un asse connettivale molto sviluppato, riccamente vascolarizzato, e contenente molte fibre collagene ed elastiche. L'epitelio è pavimentoso stratificato, fortemente cheratinizzato. Il sottomucosa e la lamina propria sono, generalmente, privi di noduli linfatici e ghiandole. Nel complesso anche la struttura microscopica del rumine evidenzia una marcata attitudine allo svolgimento di azioni meccaniche.

Arterie, Vene, Linfatico e Innervazione[modifica | modifica sorgente]

Arterie: Il rumine viene vascolarizzato, principalmente:

  1. Dall'arteria gastrica destra
  2. Dall'arteria gastrica sinistra (poi gastroepiploica sinistra)
  3. Dall'arteria ruminale destra
  4. Dall'arteria ruminale sinistra

Tutte le arterie che vanno a vascolarizzare i prestomaci e lo stomaco ghiandolare dei ruminanti, si originano dal tronco celiaco dell'aorta addominale, in prossimità dello iato aortico, nel modo seguente:

  • A. Splenica: si porta all'ilo della milza
    • A. Ruminale Destra: si origina a pochi centimetri dall'origine dell'arteria splenica, si porta nel solco longitudinale destro del rumine, fino a raggiungere il lato sinistro
      • Aa. Pancreatiche: arteriole che raggiungono il pancreas
      • Rami per il sacco dorsale e ventrale: lungo il suo decorso nel solco longitudinale destro l'A. Ruminale destra emette numerosi rami destinati all'irrorazione della parete destra dei sacchi dorsale e ventrale
      • A. Coronaria Destra Dorsale e Ventrale: alla porzione caudale del solco longitudinale destro si intersecano due solchi con andamento perpendicolare (solchi coronari), quivi si immettono le rispettive arterie
      • A. Coronaria Sinistra Dorsale e Ventrale: dopo aver superato i sacchi ciechi caudali del rumine, l'A. Ruminale Destra manda anche i rami controlaterali rispetto all'A. Coronaria Destra
  • A. Gastrica Sinistra: si porta a destra del cardias e si divide in un ramo dorsale e in uno ventrale
    • A. Gastrica Sinistra: percorre la piccola curvatura dell'abomaso e si anastomizza con l'A. Gastrica Destra
    • A. Gastroepiploica sinistra: segue la grande curvatura dell'abomaso e si anastomizza con la A. Gastroepiploica destra
    • A. Ruminale Sinistra: si dispone nel solco longitudinale sinistro del rumone, dove emette numerosi rami destinati alla vascolarizzazione dei sacchi dorsale e ventrale
      • A. Reticolare: che raggiunge il solco rumino-reticolare, dando rami per il cardias e l'esofago
  • A. Epatica: raggiunge l'ilo del fegato assieme alla vena porta, dove si risolve in due rami lobari
    • A. Cistica: destinata alla cistifellea
    • A. Gastrica Destra: che si anastomizza con la sinistra
    • A. Gastroduodenale che si continua come A. Gastroepiploica destra
      • Rami al Duodeno
      • Rami al Pancreas

Vene: Il sistema venoso rispecchia l'andamento del sistema arterioso

Linfatico: La linfa ruminale viene drenata da numerosi linfocentri, che sono, più o meno, interconnessi tra loro. Quelli strettamente collocati nella regione del rumine sono:

  • Linfonodi Ruminali: ricevono afferenze dai linfonodi degli altri prestomaci, si distinguono in:
    • Gruppo di destra: seguono l'arteria ruminale destra e sono associati ai linfonodi accessori di destra, a livello della parte craniale del sacco ruminale
    • Gruppo di sinistra: occupano il solco longitudinale sinistro e seguono il decorso l'arteria ruminale sinistra
    • Gruppo craniale: sono posti nel solco craniale del rumine
  • Linfonodi Ruminoabomasali: sono accolti tra l'abomaso e il sacco ventrale del rumine; inviano efferenze ai linfonodi ai linfonodi reticoloabomasali e reticolari

Innervazione: Quasi tutta l'innervazione proviene, dal tronco vagale dorsale e dal ganglio celiaco-mesenterico, che nel loro decorso seguono l'andamento dei vasi; le terminazioni entrano nella costituzione dei plessi mioenterico e sottomucoso.

Fisiologia[modifica | modifica sorgente]

Il rumine è una camera di fermentazione. Gli alimenti subiscono una prima degradazione meccanica in bocca e, quindi, attraverso l'esofago raggiungono il complesso dei prestomaci; gli alimenti con un peso specifico più elevato si portano sul fondo del rumine e all'interno del reticolo (un prestomaco che serve a degradare meccanicamente le fibre più resistenti).

All'interno del rumine è presente una microflora composta nel seguente modo:

La microflora ha il compito di degradare la fibra vegetale al fine di produrre sia sostanze destinate al nutrimento dell'animale sia sostanze destinate a mantenere anaerobio l'ambiente ruminale; le sostanze sono:

  1. Acidi grassi volatili (VFA):
    • Acido acetico
    • Acido propionico
    • Acido butirrico
  2. Composti destinati all'anaerobiosi:
    • Diossido di carbonio
    • Metano

La produzione delle suddette sostanze viene facilitata dalla presenza di movimenti peristaltici ruminali che, in modo semplificato, possono essere immaginati come dei movimenti di contrazione centripeta che si portano in senso cranio-caudale. Gli acidi grassi volatili vengono utilizzati dai ruminanti come fonte energetica; l'acido grasso più utilizzato nel bovino è l'acido propionico, un acido grasso a numero dispari di atomi di carbonio.

La formazione di acidi grassi quali fonte energetica deve mettere in evidenza una cosa importante, cioè che nei ruminanti il metabolismo dei corpi chetonici è sempre attivo; la somministrazione di una dieta ricca in fibra altamente digeribile ad un ruminante non abituato, provoca il rilascio di un'elevata concentrazione di acidi grassi in poco tempo a ciò si abbina un'imponente rilascio di ioni H^+, che vengono tamponanti dal bicarbonato con produzione di acido carbonico questo provoca un'acidificazione del pH ruminale (successivamente adiuvata dall'incremento nella produzione di acido lattico) che prende il nome di chetosi o acidosi ruminale. Il metano e il diossido di carbonio, invece, hanno lo scopo di mantenere in anaerobiosi il rumine, ciò è essenziale per il corretto metabolismo della flora microbica. Eccessi di diossido di carbonio o metano vengono espulsi tramite eruttazione o aerofagia. Il metano, poi, è estremamente importante per mantenere il potere riducente del rumine in quanto ossida il NADH a NAD+. Per quanto concerne le proteine i ruminanti, oltre ad assorbire gli amminoacidi provenienti da vegetali, ottengono proteine anche dalla digestione della microflora ruminale.

Nota[modifica | modifica sorgente]

Le informazioni contenute in questa pagina sono di carattere generalistico e si riferiscono in particolare ai ruminanti domestici: bovini, ovini e caprini. Differenze anatomiche e fisiologiche possono intercorrere tra i ruminanti domestici e non domestici.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Embriologia[modifica | modifica sorgente]

  1. T. F. Fletcher, A. F. Weber; Veterinary Developmental Anatomy 2004 (veterinary embryology class notes)
  2. Sjaastad, Hove, Sand; Physiology of Domestic Animals; Scandinavian Veterinary Press
  3. D. M. Noden, A. De Lahunta; Embriologia degli animali domestici; Edi-Ermes

Anatomia[modifica | modifica sorgente]

  1. R. Nickel, A. Schummer, E. Seiferle; Trattato di anatomia degli animali domestici; Vol. II°; Casa editrice ambrosiana
  2. Robert Barone; Anatomia dei mammiferi domestici; Vol. III°; Edagricole
  3. Pelagalli, Botte; Anatomia veterinaria sistematica e comparata; Vol. I°e II°; Edi-ermes
  4. W. J. Banks; Istologia e Anatomia Microscopica Veterinaria; Piccin

Fisiologia[modifica | modifica sorgente]

  1. Sjaastad, Hove, Sand; Physiology of Domestic Animals; Scandinavian Veterinary Press
  2. Aguggini, Beghelli et al. "Fisiologia degli animali domestici con elementi di etologia"; UTET