Noi marziani
| Noi marziani | |
|---|---|
| Titolo originale | Martian Time-Slip |
| Autore | Philip K. Dick |
| 1ª ed. originale | 1964 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | fantascienza |
| Lingua originale | inglese |
Noi marziani (Martian Time-Slip) è un romanzo di fantascienza scritto nel 1964 da Philip K. Dick. Deriva dal racconto breve All We Marsmen, pubblicato nel 1963 sulla rivista americana Worlds of Tomorrow.
Si sospetta che il romanzo come lo leggiamo oggi sia la trasformazione in fantascienza di un preesistente dattiloscritto perduto, probabilmente realistico, una dei vari romanzi scritti da Dick tra il 1955 e il 1962 coi quali cercò di far breccia nel mercato della narrativa generalista (che gli avrebbe portato maggior prestigio e soprattutto più soldi); siamo però, in mancanza del dattiloscritto, nel regno delle ipotesi.
[modifica] Trama
Tutto ruota attorno al bambino autistico Manfred Steiner, e alle persone che lo circondano (famiglia, vicini, colleghi dei vicini, e così via a raggiera). Nella prima parte del romanzo il padre di Manfred, Norbert, si suicida. Ciò lascia Manfred alla mercé delle macchinazioni di Arnie Kott, il potente capo del sindacato degli idraulici, che sul pianeta rosso ha in mano l’acqua, cioè la risorsa vitale in ragione della sua scarsità (non a caso già nella primissima pagina si tocca il tema dell’acqua e del risparmio che se ne deve fare).
Il piano di Arnie Kott si basa su una teoria che spiega l’autismo come condizione asincrona della mente: l’autistico vive in un tempo diverso da quello degli altri, e per questo non può interagire con il mondo a lui contemporaneo. Ma, e questo interessa Kott, Manfred conosce il futuro. Se si riuscirà a interagire in qualche modo con lui, si potranno conoscere in anticipo le mosse del nemico di Kott, il ricco imprenditore Leo Bohlen, che sta architettando una speculazione edilizia sui Monti FDR, dove le Nazioni Unite intendono costruire grandi e squallidi mega-complessi di case popolari.
In effetti Manfred vive nel futuro, ed è questa la sua maledizione, perché la sua coscienza si trova intrappolata proprio in uno di quei complessi, il tetro e cadente edificio AM-WEB (ironica citazione del testo di Schiller che Beethoven ha usato per il quarto movimento della Nona sinfonia), e in quel luogo morto e deserto è circondato dal putrìo (gubble nell’originale), cioè dallo sfascio e dalle macerie.
La trama è messa in movimento dalla rivalità che mette contro Arnie e Leo, e tutti i personaggi vengono in qualche modo coinvolti: Erna, la madre di Manfred; Jack, figlio di Leo e ingegnere; Silvia, sua moglie; Otto Zitte, l’idraulico donnaiolo che rileva l’attività di Norbert Steiner, attirandosi l’ostilità di Arnie, e altri ancora. I rapporti tra i personaggi creano una fitta rete di avvenimenti, passioni, odi che alla fine sfocia in un finale violento, con l’assassinio (descritto con magistrale asciuttezza) di Arnie Kott da parte di Otto. E tutto si chiude con la surreale comparsa di Manfred Steiner, vecchissimo, e tenuto in vita da un apparato che ne fa un vero cyborg, tornato dal futuro a vedere sua madre per l’ultima volta.
Manfred compie questo miracolo grazie alla sua capacità di spostarsi nel tempo, che probabilmente gli ha anche consentito, in un punto indeterminato del futuro, di sfuggire – come rivela all’attonito Jack Bohlen – allo spaventoso edificio AM-WEB. E siccome l'ex-autistico compare attorniato dai Bleekman, gli indigeni di Marte che vivono ai margini degli insediamenti terrestri, c'è da sospettare che essi abbiano avuto parte nell'acquisizione della capacità di viaggiare nel tempo.
[modifica] Bibliografia
- Aldiss, Brian, "Dick's Maledictory Web", Science-Fiction Studies # 5, 1975, pp. 42-7.
- Jameson, Fredric. Archaeologies of the Future: The Desire Called Utopia and Other Science Fictions, London and New York: Verso, 2005.
- Pagetti, Carlo. “Dick verso la metafantascienza” [Introduction], Philip K. Dick, Noi marziani, Milano: Nord, 1973.
- "I procioni di Marte", Philip K. Dick, Noi marziani, Milano: Nord, 1973, pp. 7-21.
- Vallorani, Nicoletta. “Con gli occhi di un bambino: Lo sguardo di Manfred su una società psicotica”, Trasmigrazioni: I mondi di Philip K. Dick, a c. di V.M. De Angelis and U. Rossi, Firenze: Le Monnier, 2006, pp. 178-187.
[modifica] Edizioni
- Philip K. Dick, Martian Time-Slip, Ballantine Books, 1964.
- Philip K. Dick, Noi marziani, collana Cosmo Argento n° 28, traduzione di Carlo Pagetti, Editrice Nord, 1973.
- Philip K. Dick, Noi marziani, collana Tascabile Immaginario n° 69, Fanucci, 2006, pp. 320. ISBN 8834711645