Valis
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| Valis | |
|---|---|
| Autore | Philip K. Dick |
| Anno | 1981 |
| Genere | Fantascienza |
| Editore | Bantam Books |
| Pagine | 227 |
| Valis | |
| Traduttore | Delio Zinoni |
| Anno | 1993 |
| Editore | Arnoldo Mondadori Editore |
| Collana | IperFICTION, Interno Giallo |
| Valis | |
| Traduttore | Delio Zinoni |
| Anno | 2000 |
| Editore | Arnoldo Mondadori Editore |
| Collana | Piccola Biblioteca Oscar 232/1 |
| Pagine | 288 |
| Valis | |
| Anno | 2006 |
| Editore | Fanucci |
| Collana | Collezione Immaginario Dick |
| Pagine | 320 |
| Progetto Letteratura |
|
Valis è il primo romanzo della Trilogia di Valis di Philip K. Dick, scritto nel marzo 1978 e pubblicato nel 1981, insieme ai libri Divina invasione e La trasmigrazione di Timothy Archer, le ultime opere realizzate da Dick prima della morte. Valis, in particolare, può essere considerato una rielaborazione di un romanzo del 1978, Radio libera Albemuth (pubblicato nel 1985), con cui in effetti condivide molte caratteristiche.
[modifica] Genesi della trilogia
Negli ultimi anni della sua vita Philip K. Dick dedicò la sua attività di scrittore alla spiegazione filosofica e teologica di quella che descrisse come una esperienza mistica, accadutagli nel febbraio 1974, quando, come raccontò lo stesso Dick, un raggio di luce rosa lo colpì rivelandogli informazioni sulla natura del mondo e sulla malattia del figlio. La fase successiva della vita dello scrittore americano fu quindi rivolta alla stesura di una Exegesis nella quale Dick riversò il risultato delle sue riflessioni filosofiche sul divino e sulla natura del mondo e della realtà. La Trilogia di Valis è la messa in opera narrativa di questa visione ontologica della realtà e della cosmogonia elaborata da Dick, basandosi sugli scritti dello gnosticismo, sui vangeli apocrifi e sulla filosofia di Platone.
[modifica] La trama di Valis
Valis racconta le vicende di Horselover Fat, l'alter ego dello stesso Dick (Horselover=Philip=amante dei cavalli; la parola tedesca dick si traduce in inglese con fat, grasso), che vede sconvolta la sua vita ed il proprio equilibrio mentale dal contatto con un raggio rosa che rivela ad Horselover l'ernia di cui soffre il figlio e, soprattutto, importanti nozioni sulla cosmogonia dell'universo. Fat, dopo un periodo in clinica psichiatrica, inizierà a scrivere la sua esegesi e con alcuni amici proseguirà alla ricerca della vera natura di Dio. Attraverso un film di fantascienza intitolato Valis, scritto e interpretato dalla rockstar Mother Goose, Fat ed i suoi amici scoprono, grazie ad alcuni segnali in codice presenti nel film l'esistenza di Valis (Vast Active Living Intelligent System), un satellite intelligente di natura non umana che influenzerebbe la vita sulla Terra, responsabile dell'esperienza mistica di Fat. Fat nel momento dell'incontro con Mother Goose lascerà il posto a Philip K. Dick come protagonista del romanzo, che ha compreso la natura scissa della sua personalità, e che da narratore diventa pienamente protagonista.
[modifica] Cenni sulla cosmogonia di Valis
Valis contiene molti elementi biografici della vita stessa di Dick, al punto che il romanzo cambia continuamente punto di vista, dalla prima alla terza persona, fino a che lo stesso scrittore non riconosce Horselover Fat come una creazione della sua mente. Valis è quindi un romanzo profondamente introspettivo per Dick, che ha tentato di spiegare narrativamente ciò che accadeva nella sua vita e alla sua percezione del mondo. La teoria che Dick sviluppa in Valis, e spiegherà sotto forme narrative diverse nei due romanzi successivi, si basa su una concezione dell'universo e della realtà visti come il risultato del pensiero di una Mente che si è scissa in due diverse entità divine, dando luogo a due livelli di realtà, superiore ed inferiore, la Forma I e la Forma II di Parmenide (oppure, rispettivamente, Yang e Yin). L'umanità sarebbe intrappolata nell'universo inferiore, meccanico e deterministico, e vi sarebbe un Velo di Maya a nascondere il livello superiore, la vera realtà. La scissione della Mente divina sarebbe la causa di una sospensione del tempo intorno al 100 d.C., per cui solo un velo illusorio, trasformando lo spazio circostante, imiterebbe lo scorrere temporale.

