Massacro dell'Aeroporto di Lod

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Il massacro dell'Aeroporto di Lod fu compiuto il 29 maggio 1972, allorché tre componenti dell'Armata Rossa Giapponese portarono a segno un attacco terroristico per conto del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina in quello che attualmente è chiamato Aeroporto Internazionale Ben Gurion di Lod (Lydda), a Tel Aviv.

Dal momento che le forze di sicurezza israeliane immaginavano un attacco palestinese, l'impiego di militanti giapponesi colse del tutto impreparati gli agenti di servizio, senza contare il fatto che l'attentato fu condotto con tecnica suicida, del tutto inimmaginabile a quei tempi. I terroristi giapponesi coinvolti erano Kozo Okamoto, Tsuyoshi Okudaira e Yasuyuki Yasuda, addestrati precedentemente a Baalbek, in Libano.

Attacco[modifica | modifica wikitesto]

I terroristi giunsero all'aeroporto a bordo di un aereo della Air France proveniente da Roma. Vestiti con abiti occidentali e trasportando custodie apparentemente di violini, attirarono ben poca attenzione. Entrati nell'area di sosta, essi aprirono le loro custodie e imbracciarono fucili d'assalto cecoslovacchi Vz 58 con i calci rimossi. Subito dopo cominciarono ad aprire il fuoco indiscriminatamente contro gli equipaggi, i passeggeri e i visitatori, uccidendo ventiquattro persone e ferendone altre settantotto. Tra le vittime vi erano sedici pellegrini cristiani che venivano da Porto Rico e il professor Aharon Katzir, un biofisico di fama internazionale (suo fratello, Ephraim Katzir, sarebbe stato eletto l'anno dopo Presidente di Israele).
Yasuda e Okudaira morirono nello scontro: Yasuda sotto il fuoco delle guardie e Okudaira per sua stessa mano. Egli infatti uscì dall'edificio aeroportuale sulle piste d'atterraggio e, dopo aver sparato contro i passeggeri che sbarcavano da un volo della El Al, si uccise con una bomba a mano.
Okamoto fu gravemente ferito ma sopravvisse; fu tradotto in giudizio e condannato all'ergastolo nel giugno 1972.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Nella dichiarazione scritta che rivendicava la responsabilità dell'attentato al gruppo giapponese dell'Armata Rossa Giapponese, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina definì l'azione Operazione Deir Yassin. Questo per sottolineare l'intenzione di vendicare la strage perpetrata ventiquattro anni prima dai militanti dell'Irgun a Deir Yassin nel 1948 ai danni dei civili palestinesi nel villaggio di Deir Yassin. Il FPLP aggiunse che l'operazione era stata condotta a termine dallo Squadrone del Martire Patrick Arguello. Patrick Arguello era stato colpito a morte due anni prima, il 6 settembre 1970 a bordo di un aereo della El Al mentre tentava di dirottarlo insieme ad alcuni membri del FPLP, tra cui la nota esponente della guerriglia Leila Khaled.

Okamoto fu rilasciato nel 1985 con oltre un centinaio di altri prigionieri in uno scambio con soldati israeliani catturati e tenuti in ostaggio. Si stabilì nella Valle della Beqa' libanese. Fu arrestato nel 1997 ma nel 2000 gli fu assicurato lo status di rifugiato politico in Libano. Quattro altri appartenenti all'Armata Rossa Giapponese arrestati nelle medesima occasione furono estradati in Giappone.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Massacro di Ma'alot

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]