Lunochod

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Diagramma della missione Lunokhod

Lunochod 1 e 2 furono due robot lanciati dall'URSS per l'esplorazione della Luna. Le missioni Lunochod furono progettate principalmente per l'esplorazione della superficie lunare, la raccolta di immagini e lo studio di altri parametri ambientali della Luna.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

L'antenna che serviva a guidare i rover e l'edificio dove vennero testati

Lo scopo originale delle sonde robotiche era quello di individuare e studiare della aree lunari adatte per l'atterraggio e per la creazione di basi lunari; inoltre fu previsto che le sonde avessero a bordo un radiofaro che doveva semplificare le operazioni di allunaggio di eventuali veicoli con uomini a bordo. Originariamente il progetto prevedeva l'uso del rover da parte di un cosmonauta in caso di guasto del lander principale LK per poter raggiungere quello di riserva. In realtà, dopo lo sbarco delle missioni del Programma Apollo e la susseguente cancellazione dell'analogo progetto sovietico furono utilizzati solo per l'esplorazione del nostro satellite.

Lunochod 1[modifica | modifica wikitesto]

Lunochod 1 (in russo Луноход), portato sulla Luna dalla sonda Luna 17, fu il primo rover controllato a distanza ad atterrare su un altro mondo. Dopo un primo tentativo fallito, terminato con la distruzione del vettore e del suo carico il 19 febbraio 1969, Luna 17 fu lanciata il 10 novembre 1970 alle 14:44:01 UTC e dopo aver raggiunto un'orbita di parcheggio, fu acceso l'ultimo stadio del vettore (alle 14:54 UTC) che pose la sonda sulla rotta per la Luna. Dopo due manovre di correzione, effettuate il 12 e il 14 novembre, il robot entrava in orbita lunare il 15 novembre alle 22:00 UTC.

La navicella atterrava con successo sulla Luna nel Mare Imbrium il 17 novembre alle 03:47 UTC. Il lander era costituito da due diverse rampe dalle quali il rover poteva scendere sulla superficie. Alle 06:28 UTC la macchina effettuò i primi passi sul nostro satellite. Rimase attivo per 322 giorni terrestri, percorrendo circa 10,5 km e trasmettendo oltre 20000 immagini.

Descrizione del Rover[modifica | modifica wikitesto]

Modello del Lunokhod
Dettaglio delle ruote

Il Lunochod 1 aveva all'incirca la forma di una vasca ricoperta da un coperchio convesso con sotto di esso 8 ruote indipendenti e lungo circa 2.3 metri. L'equipaggiamento della sonda prevedeva un'antenna conica, una ad elica direzionale, quattro videocamere ed un braccio estensibile per testare la consistenza e le proprietà del suolo lunare.

A bordo trovavano posto uno spettrometro a raggi X, un telescopio a raggi X e un rilevatore di raggi cosmici. L'energia veniva fornita da una batteria che veniva ricaricata durante il giorno lunare da pannelli solari. Durante la notte lunare, il pannello solare veniva richiuso e un generatore di calore al polonio-210 riscaldava gli strumenti portandoli ad una temperatura adatta al loro funzionamento.

Il rover era alto 135 cm e aveva una massa di 840 kg, lungo 170 cm e largo 160 cm e disponeva di un motore e freno per ogni ruota. Si poteva muovere a due velocità diverse: 0,8 km/h e 2 km/h

Lunochod 2[modifica | modifica wikitesto]

Il Lunochod 2, portato dalla sonda Luna 21, fu il secondo rover robotico a scendere sulla superficie della Luna. Il vettore SL-12/D-1-e mise la nave spaziale in orbita terrestre l'8 gennaio del 1973, il 12 gennaio la navicella raggiungeva la sua orbita lunare e successivamente avveniva l'allunaggio del rover. Gli obiettivi primari della missione includevano la raccolta di immagini del suolo lunare, la rilevazione dei livelli di luce per determinare la convenienza di osservazioni astronomiche eseguite dalla Luna, un test con laser per determinare la distanza con la Terra, l'osservazione dei raggi X solari, misurazioni del campo magnetico locale e un test sulle proprietà meccaniche del suolo. Rimase attivo per circa quattro mesi, percorrendo circa 37 km (record battuto dal rover Opportunity solo il 27 luglio 2014[1]), e trasmettendo oltre 80000 immagini.

Descrizione del Rover[modifica | modifica wikitesto]

Il Lunochod 2 era equipaggiato in modo simile al Lunochod 1 ma con apparecchiature e strumenti di misura aggiuntivi per adempiere agli obiettivi della missione, inoltre portava un'ulteriore videocamera montata in alto sul rover per facilitare la navigazione, rivelatasi difficoltosa a causa del ristretto campo visivo delle videocamere montate troppo in basso sul modello precedente, ed in grado, come le altre due simili videocamere anteriori, di catturare immagini ad alta risoluzione del paesaggio circostante. Queste immagini servivano ad un team di cinque persone che, grazie ad esse, guidavano il rover in tempo reale da un complesso (NIP-10) costruito appositamente nei pressi di Sinferopoli.

L'energia elettrica era fornita da un generatore solare il quale ricaricava le batterie principali del robot, mentre, durante le lunghe notti lunari, un generatore al polonio-210 forniva il calore necessario al corretto funzionamento dei dispositivi elettrici.

Lunochod 3[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruito ma non fu mai lanciato sulla Luna, attualmente si trova in un museo nei pressi di Mosca. I rover costruiti per essere destinati al volo spaziale sono stati quindi in tutto quattro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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