Licenze BSD
Le licenze BSD sono una famiglia di licenze permissive per software. Molte sono considerate libere ed open source. Il loro nome deriva dal fatto che la licenza BSD originale (detta anche licenza BSD con 4 clausole) fu usata originariamente per distribuire il sistema operativo Unix Berkeley Software Distribution (BSD), una revisione libera di UNIX sviluppata presso l'Università di Berkeley.
| "Nuova" Licenza BSD | |
|---|---|
| Autore | Dirigenti dell'Università di California |
| Editore | Pubblico Dominio |
| Data di pubblicazione | 1983 |
| Compatibile con DFSG | Si |
| Software libero | Si |
| Approvata OSI | Si |
| Compatibile GPL | Si |
| Copyleft | No |
| Linking da codice sotto differente licenza | Si |
Indice |
[modifica] Termini
Il testo della licenza è considerato di pubblico dominio e può quindi essere modificato senza restrizioni. Questa è la licenza BSD senza la clausola pubblicitaria, detta anche licenza BSD con 3 clausole o licenza BSD modificata. Questa licenza è stata approvata dall'OSI.
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[modifica] Garanzie
Le licenze BSD garantiscono le quattro libertà del software e sono quindi qualificate come licenze per il software libero dalla FSF. Tuttavia risultano più deboli di altre, ad esempio della licenza GNU General Public License (GNU GPL), nel garantire il perpetuarsi di tali libertà nel tempo. non avendo fra i propri obiettivi quello di proteggere la libertà del software cui sono applicate ma semplicemente di rendere per tutti il software completamente libero, accessibile e modificabile. Chi infatti modifichi un programma protetto da licenze BSD, può ridistribuirlo usando la stessa o qualunque altra licenza (anche non libera), senza avere l'obbligo di redistribuire le modifiche apportate al codice sorgente. Per questo molti esponenti del movimento GNU, a cominciare da Richard Stallman suo fondatore, consigliano di non utilizzarle, per poter meglio salvaguardare i proprietari dallo sfruttamento a fini commerciali del proprio lavoro da parte di terzi, utilizzando al suo posto una licenza che fornisca più tutele sulle opere derivate, come quella della Free Software Foundation (GPL). Basti pensare, a titolo di esempio, che se il sistema operativo BSD fosse stato rilasciato sotto licenza GPL invece che BSD, la Apple inc. non avrebbe mai potuto incorporare il sistema operativo Darwin (derivato da BSD) all'interno del suo Os X, di cui costituisce il cuore. O avrebbe potuto farlo, a patto di rilasciare Os X sotto la medesima licenza GPL (e ci sarebbe stato quindi un "Os X a sorgente aperto per legge"). Ma la licenza del sistema operativo BSD consentiva la chiusura in senso proprietario e lo sfruttamento commerciale delle opere derivate e di conseguenza la Apple ha potuto includere il generoso lavoro altrui all'interno di un prodotto destinato al mercato (Os X) senza violare alcunché.
[modifica] Idea di fondo
Le licenze BSD riflettono l'idea più ampia possibile del "dono" inteso in senso liberale (ovvero una tantum) ma senza la "programmaticità" che contraddistingue la licenza GPL: chiunque può fare ciò che meglio crede del programma rilasciato ed acquisito con l'unico dovere di citare l'autore. Non si può ridistribuire il codice con un'altra licenza e assieme alla ridistribuzione dei file binari deve essere allegata la licenza. Tuttavia nessuna garanzia copre e mai coprirà le opere derivate o le successive versioni. La licenza BSD si limita a "fotografare il presente".
[modifica] Clausola pubblicitaria
Nel luglio del 1999 venne pubblicata una licenza BSD ulteriormente aperta (detta anche licenza BSD modificata o licenza BSD con 3 clausole), con una leggera modifica ad opera di William Hoskins, direttore ufficio licenze dell'università di Berkeley (California), venne ufficialmente eliminato il terzo punto della licenza, la clausola pubblicitaria. Tale punto obbligava chi utilizzava funzionalità di software tratto da BSD, a dichiarare che erano state sviluppate dall'università di Berkeley. Questo punto secondo la Free Software Foundation non rendeva la licenza non libera ma creava problemi pratici perché la rendeva incompatibile con la GPL. La Free Software Foundation sconsiglia l'uso della licenza BSD originale, ma consiglia per chi voglia usare una licenza software permissiva la licenza BSD con 3 clausole o la licenza MIT.
[modifica] Licenze stile-BSD
Molte licenze libere o open source che derivano o sono simili alla licenza BSD sono ampiamente usate:
- NetBSD usa una licenza BSD con 2 clausole.
- Esiste una licenza stile BSD con 2 clausole. Questa licenza cancella la terza clausola che proibisce l'uso del nome di chi detiene i diritti d'autore con lo scopo di farsi approvare. La rimozione di questa clausola rende la licenza funzionalmente equivalente alla licenza MIT. Questa è la sola licenza stile BSD permessa per alcune librerie KDE.
- FreeBSD usa una licenza BSD con 2 clausole con una dichiarazione addizionale alla fine che dice che i punti di vista dei contributori non sono politiche ufficiali del progetto FreeBSD.
- FreeBSD inoltre usa anche la FreeBSD Documentation License, una licenza simile alla BSD Documentation License che è specifica per la documentazione.
- La licenza del Massachusetts Institute of Technology (licenza MIT) è basata sulla licenza BSD con la maggior parte delle clausole rimosse ed un permesso esplicito per sottolicenziare e vendere il software.
- OpenBSD usa una licenza modellata sulla base della licenza ISC per tutto il software addizionale creato dal progetto, è funzionalmente una licenza BSD con 2 clausole, senza clausole addizionali o altre conseguenze coinvolte.
- La NCSA Open Source License combina il testo delle licenze MIT e BSD ed è equivalente alla licenza BSD con 3 clausole.
- La Xiph.Org Foundation usa la licenza BSD con 3 clausole per le librerie binarie dei suoi progetti senza differenze significative dalla licenza BSD modificata.
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) http://opensource.org/licenses/bsd-license.php L'attuale versione della licenza
- (EN) ftp://ftp.cs.berkeley.edu/pub/4bsd/README.Impt.License.Change Il messaggio di William Hoskins