Lago Malawi

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lago Malawi
Lake Malawi seen from orbit.jpg
Il lago Malawi visto dallo spazio.
Stati Malawi Malawi
Mozambico Mozambico
Tanzania Tanzania
Coordinate 12°11′S 34°22′E / 12.183333°S 34.366667°E-12.183333; 34.366667Coordinate: 12°11′S 34°22′E / 12.183333°S 34.366667°E-12.183333; 34.366667
Dimensioni
Superficie 29600 km²
Lunghezza 560 km
Larghezza 75 km
Profondità massima 700 m
Idrografia
Emissari principali Shire

Il lago Malawi o lago Niassa è il terzo lago più grande dell'Africa e il nono più grande del mondo. È il più a sud fra i laghi della Grande Rift Valley. Lungo 560 km, con una larghezza massima di 75 km e una profondità massima di 700 m, costituisce gran parte del confine fra Malawi e Mozambico, e in parte tocca la Tanzania. Vi sfociano numerosi canali e fiumi; fra i corsi d'acqua alimentati il principale è lo Shire, affluente dello Zambesi. Nel 1980, la parte meridionale del lago, attorno a Monkey Bay, è diventata un parco naturale (Parco nazionale del Lago Malawi), dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1984.

In epoca coloniale, il lago venne soprannominato "lago-calendario" a causa del fatto singolare che la sua lunghezza in miglia (365) coincide col numero dei giorni dell'anno del calendario gregoriano, e la sua larghezza in miglia (52) col numero delle settimane dell'anno[senza fonte].

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Uno dei numerosi ciclidi endemici del lago, il Nimbochromis livingstonii
Persone in attesa del traghetto sulla costa del Mozambico, con un grande baobab sullo sfondo

Il Malawi ospita un grandissimo numero di specie endemiche di pesci. Il WWF ha identificato almeno 500 specie di pesci endemiche di ciclidi, suddivisi in 49 generi; si tratta di pesci estremamente variopinti e molto apprezzati per gli acquari - ad esempio il Maylandia heteropicta. Questa specie e molte altre appartengono al gruppo dei "Battitori di roccia", con questo nome, M’Buna nella lingua africana Chitonga, i pescatori che vivono sulle sponde del lago Malawi, indicano i ciclidi che popolano esclusivamente i tratti rocciosi delle sue coste.

Fra i pesci commestibili, che costituiscono un'importante risorsa per la popolazione locale (in gran parte dedita alla pesca), i più rinomati sono i "chambo"[senza fonte]. Fra le altre specie animali presenti nel lago si possono citare i coccodrilli e una vasta popolazione di aquile pescatrici.

Le acque del lago sono infestate dalle larve del verme parassista che provoca l'insorgere della schistosomiasi[1]. Ogni anno circa 5000 turisti contraggono questa malattia dopo essere venuti in contatto con le acque di questo lago[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Del lago Malawi si iniziò a parlare molto prima che fosse ufficialmente scoperto. Molti esploratori europei del XVII e XVIII secolo riportarono di aver sentito parlare di un grande lago in Africa centrale (o di averlo visto). Intorno all'inizio del XVIII secolo, le voci sull'esistenza del lago erano molte e sufficientemente coerenti, al punto che cartografi come Guillame de l'Isle e Jean Baptiste Bourguinon d'Anville iniziarono a rappresentarlo sulle mappe.

Nel 1856, David Livingstone visitò il Mozambico, e incontrò a Tete lo spagnolo Candido Cardosa, che raccontò di essere arrivato sulle sponde del misterioso lago (nella zona che oggi ha nome "penisola di Nankumba"). Sulla scorta delle indicazioni di Cardosa, Livingstone tentò prima di risalire lo Zambesi e poi, per evitare le pericolose rapide di Kebabrasa, decise invece di risalire il fiume Shire, arrivando al lago nel 1859. Livingstone fu il primo a proclamare ufficialmente l'esistenza del lago e suo fu quindi l'onore della scoperta. Livingstone parlò del Malawi come di un "lago di stelle", riferendosi alla sua superficie scintillante.

Al tempo in cui Livingstone lo scoprì, il lago veniva spesso attraversato da imbarcazioni cariche di schiavi diretti verso il Mozambico. Fu lo stesso Livingstone a proporre che si mettesse fine a questo commercio acquisendo il controllo militare del lago e, contemporaneamente, portando la religione cristiana nella regione. Quest'ultima richiesta venne in effetti accolta, principalmente dalla chiesa presbiteriana scozzese, che creò le prime missioni nel 1875. Il commercio di schiavi finì effettivamente nel 1881. In epoca coloniale il lago divideva i territori britannici del Nyassaland e del Tanganika dalla colonia portoghese del Mozambico.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

La costa del Malawi è punteggiata di villaggi, principalmente di pescatori. Se un tempo il pesce pescato era esclusivamente utilizzato come cibo dai locali, oggi una parte viene portato (di norma in bicicletta) ai mercati delle vicine città di Blantyre e Zomba.

Oltre alla pesca, attività tipiche nei villaggi sono quelle correlate (costruzione e riparazione di barche e reti, commercio di pesce). Molti abitanti dei villaggi sono anche dedicati all'artigianato, e producono principalmente cappelli, giocattoli e cestini.

Navigazione[modifica | modifica sorgente]

A parte le piccole imbarcazioni a remi dei pescatori locali, pochissime imbarcazioni solcano le acque del lago. Il traghetto MV Ilala percorre settimanalmente un lungo tragitto che collega le principali località sia sul versante del Malawi che su quello del Mozambico. L'intero percorso (dall'estremità sud all'estremità nord del lago) richiede due giorni di navigazione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni: La Schistosomiasi nel viaggiatore e nell'immigrato
  2. ^ Clinica

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

== Bibliografia ==

Ad Konings "Malawi Cichlids in their Natural Habitat, New 4th Edition", Cichlid Press, 2007