L'ultimo uomo della Terra

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L'ultimo uomo della Terra
L'ultimo uomo della Tеrra.png
una scena del film
Paese di produzione Italia, Stati Uniti d'America
Anno 1964
Durata 86 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere orrore, fantascienza
Regia Ubaldo Ragona/Sidney Salkow
Soggetto Richard Matheson (dal romanzo Io sono leggenda)
Sceneggiatura Furio M. Monetti
Produttore Robert L. Lippert
Fotografia Franco Delli Colli
Montaggio Gene Ruggiero, Franca Silvi
Musiche Paul Sawtell, Bert Shefter
Scenografia Giorgio Giovannini
Costumi Angelina Menichelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'ultimo uomo della Terra è un film horror fantascientifico del 1964 diretto da Ubaldo Ragona o, non accreditato, da Sidney Salkow (il film, a seconda delle fonti, viene accreditato all'uno o all'altro regista).[1][2]

Il soggetto è tratto dal romanzo post apocalittico di Richard Matheson Io sono leggenda (I Am Legend) del 1954 (pubblicato in Italia nel 1957 con il titolo I vampiri). Successivamente, dallo stesso romanzo sono stati tratti altri due film: 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man, 1971) e Io sono leggenda (I Am Legend, 2007). Oggi il film è considerato dagli appassionati una pietra miliare dell'horror italiano.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il dottor Robert Morgan (Vincent Price) è l'ultimo essere umano sopravvissuto ad una tremenda epidemia che ha trasformato gli altri uomini in vampiri. Da tre anni le sue giornate scorrono tutte uguali: di giorno, i vampiri, che temono la luce del sole, trovano riparo, mentre Morgan, armato di paletti di legno, gira per la città, individua i rifugi dei non-morti, deboli e goffi come zombi, e li elimina impalandoli e bruciandone i corpi. Di notte il dottore si rifugia in casa propria, appendendo alle porte specchi e aglio, che i vampiri non possono sopportare. Di tanto in tanto Morgan cerca di comunicare con qualche eventuale sopravvissuto attraverso una radio, connettendosi ad un canale internazionale, ma sempre senza successo. Il suo riposo è accompagnato dal frastuono dei vampiri che si affollano alla porta di casa, assetati di sangue.

Morgan rievoca i tempi felici con la moglie Virge (Emma Danieli) e un flashback mostra i primi passi dell'epidemia, che dall'Europa muove verso l'America: Morgan è uno scienziato, impegnato a cercare un vaccino che sconfigga il bacillo. Le autorità proibiscono alla popolazione di seppellire i corpi e impongono a tutti di consegnarli alle forze dell'ordine, in modo che i cadaveri vengano bruciati in una enorme fossa comune. Sam Cortman (Giacomo Rossi Stuart), giovane assistente di Morgan, è convinto che le pire siano organizzate per evitare che i cadaveri tornino in vita, ma la sua teoria trova resistenza nello scetticismo di Morgan. Anche il corpo della figlia di questi viene sequestrato. Quando però anche la moglie si ammala e spira, Morgan decide di seppellirla di nascosto alle autorità. Poche ore dopo, però, Virge torna in casa, vampirizzata: la teoria di Cortman è corretta. Qui si conclude il flashback.

La monotonia dei giorni solitari di Morgan viene spezzata dal breve incontro con un cane. Ansioso di conquistare la sua compagnia, Morgan cerca di avvicinarlo, ma il cane scappa oltre una collina. Il dottore vaga per la città alla sua ricerca, senza successo, ma si imbatte in corpi impalati con lance di ferro, il che gli suggerisce che forse non è l'unico sopravvissuto. Qualche tempo dopo, il cane riappare alla porta del dottore: questi lo accoglie, lo medica, pregustando la sua compagnia dopo anni di totale solitudine. Ma l'analisi del sangue del cane gli mostra che anche la bestiola è infetta. Qualche tempo dopo Morgan è costretto a impalare anche il cane e a seppellirlo. È in quel frangente che, nella distanza, scorge una donna (Franca Bettoja): le si avvicina, ma questa fugge via, terrorizzata. Raggiuntala, Morgan la convince a seguirlo in casa.

I due si apprestano a cenare e la donna rivela di chiamarsi Ruth e di aver perso il marito. A Morgan viene in mente di testare la sua reazione all'aglio: prende una corona e l'avvicina alla donna, che la respinge soffocata. Morgan, sconsolato, le comunica che anch'essa è affetta dal morbo, ma la donna sostiene di essere sempre stata di stomaco sensibile. Ruth si reca in camera da letto e tira fuori una siringa. Il dottore entra nella stanza e le chiede cosa sia. Ruth gli rivela che si tratta di un vaccino in grado di contenere il morbo, pur non curandolo del tutto: se non assume la dose tornerà ad essere un vampiro. Un'intera comunità di umani nelle sue stesse condizioni si mantiene in vita sotto trattamento: essi intendono rifondare la società umana con l'aiuto del vaccino. Il solitario dottore è per loro un'autentica leggenda, l'unico rimasto misteriosamente immune al male, immunità che Morgan ha sempre attribuito ad un morso ricevuto da un pipistrello vampiro infettato dal morbo, durante un viaggio a Panama. Ruth rivela a Morgan che il loro incontro non è casuale: ella è stata inviata dalla sua comunità per comprendere cosa tenga in vita Morgan e se egli sappia qualcosa più di loro. In ogni caso, essi intendono liberarsi di lui ed egli è anzi un mostro per loro: nei suoi giri di ronda ha infatti impalato molti membri di quella comunità.

Ruth tira fuori una pistola e la punta contro Morgan: il suo compito adesso è quello di trattenerlo in casa, in attesa che i compagni sopraggiungano per finirlo. Vinta però dalla fiacchezza e dalla umanità di Morgan, si lascia disarmare. Mentre Ruth dorme, Morgan opera una trasfusione del proprio sangue nel corpo della donna. L'effetto è immediato: Ruth guarisce. Ma i compagni di Ruth hanno già accerchiato la casa, impalando i vampiri che la attorniano. Morgan fugge in cerca di scampo, riuscendo ad uccidere a pistolettate alcuni dei persecutori. In un commissariato si impossessa di bombe lacrimogene: usandole riesce a raggiungere una chiesa, sul sagrato della quale viene però colpito da un'arma da fuoco. Giunto sull'altare, Morgan è infine colpito al petto da una lancia di ferro. Accasciandosi al suolo, bolla i suoi nemici come mostri e dichiara di essere l'ultimo vero uomo sulla Terra. Quando Ruth lo raggiunge, Morgan, agonizzante, le manifesta lo sconcerto procuratogli dalla paura che suscita a quella gente. Morto il dottore, Ruth si avvicina ad un bimbo che piange in braccio alla madre e gli dice che non c'è ragione di piangere, perché sono tutti salvi.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente il film venne prodotto dalla Hammer Film Productions in Inghilterra. In seguito ad una decisione contraria il film venne consegnato alla U.S. Associates e prodotto da Robert L. Lippert in Italia. Benché alla regia sia accreditato Ubaldo Ragona, secondo alcune fonti in realtà il film sarebbe stato girato interamente da Sidney Salkow.[3][2]

Le riprese iniziano il 21 gennaio 1963, presso gli studi Titanus della Farnesina, per gli interni; gli esterni in varie località di Roma, si riconoscono:

La prima proiezione pubblica è avvenuta[dove?] il 19 agosto 1964.[senza fonte]

Critica[modifica | modifica sorgente]

« Fedele adattamento del libro di Matheson, L'utimo uomo della Terra è uno di quei film a lungo dimenticati, sottovalutati e riscoperti solo di recente. Se oggi le critiche sono positive, al tempo della sua uscita il film venne ignorato o al più liquidato per una evidente povertà di mezzi (malattia endemica per il cinema italiano di genere) e per lo strabordante Vincent Price. Classificato come film dell'orrore, in bianco e nero, e per di più italiano, il film sembrò non dovere meritare attenzione da parte degli esperti di cultura cinematografica. [...] Il quartiere romano dell'EUR [...] diventa uno scenario freddo, irreale, proprio di una città apocalittica della quale lo stile di recitazione enfatico e teatrale di Price interpreta l'incubo in maniera appropriata [...] atteggiando il volto a maschera isterica e piagnucolante e prorompendo in una ultima agghiacciante risata. »
(Fantafilm[4])

Differenze con il romanzo[modifica | modifica sorgente]

Secondo Valerio Evangelisti[5] il film L'ultimo uomo della Terra è il più fedele al romanzo di Matheson sia come trama che come sceneggiatura sebbene differisca, come gli altri due film, per l'ambientazione (il romanzo è ambientato in una piccola città dello Stato della California).

Altre differenze:

  • La cura nel romanzo originale non esiste: Robert nel corso del romanzo afferma più volte che per la malattia prodotta dal vibrione "vampiris" non riesce a trovare una cura, nonostante la sua immunità. Anche il finale del film si discosta leggermente dal finale del romanzo.
  • Nel romanzo il protagonista si chiama Robert Neville, non Robert Morgan.
  • Robert Neville, il suddetto protagonista nel romanzo, è un ubriacone e le sue conoscenze mediche sono autodidatte post epidemia, egli non è uno scienziato.

Edizione in DVD[modifica | modifica sorgente]

Una versione in DVD rimasterizzata è stata prodotta dalla Ripley's Home Video nel 2005, con contenuti extra:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L’ultimo uomo della terra > Ubaldo Ragona (e Sidney Salkow) su Rapporto Confidenziale
  2. ^ a b Dardano Sacchetti nel documentario che compare negli extra dell'edizione in DVD afferma che il film è di Sidney Salkow; citato in http://www.scheletri.com/cinema/film0212.htm
  3. ^ Nocturno n°87
  4. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), L'ultimo uomo della Terra in Fantafilm. URL consultato il 5 aprile 2012.
  5. ^ Valerio Evangelisti, postfazione contenuta nella Seconda edizione Tif Extra del romanzo pubblicata nell'ottobre del 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]