Io sono leggenda

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Io sono leggenda
Titolo originale I Am Legend
Altri titoli I vampiri
Autore Richard Matheson
1ª ed. originale 1954
1ª ed. italiana 1957
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza post-apocalittica, horror
Lingua originale inglese
Ambientazione Los Angeles
Protagonisti Robert Neville
Antagonisti vampiri
Altri personaggi Ruth

Io sono leggenda (I Am Legend), edito anche come I vampiri, è un romanzo fantascientifico/horror del 1954 dello scrittore americano Richard Matheson di ambientazione post apocalittica.

Ripensando al Dracula di Tod Browning, Matheson immagina di rovesciarne la situazione di base: non un vampiro in un mondo di umani, ma un solo essere umano in un mondo di esseri mostruosi.

Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta in italiano da Longanesi del 1957. Ha avuto varie trasposizioni cinematografiche.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In seguito ad un'epidemia un batterio ha trasformato l'umanità e le creature viventi di tutto il pianeta si sono tramutate in vampiri. Il solo essere umano rimasto normale è Robert Neville. Robert si è creato un rifugio sicuro nella sua casa, barricandosi durante la notte ed uscendo solo di giorno in pieno sole, riuscendo a vivere raccogliendo per la città quello di cui ha bisogno, riparando le protezioni alla casa e alla serra, mantenendo funzionanti la macchina e il generatore. Ogni notte alcuni vampiri cercano di stanarlo senza successo dalle pareti di casa protette dall'aglio, per potersi nutrire del suo sangue. Durante il giorno Robert si sposta in città, scovando alcuni dei vampiri che sono in torpore per il giorno per ucciderli.

Robert attraversa periodi bui in cui vorrebbe morire, trovando rifugio nell'alcol. La voglia di trovare una soluzione gli suggerisce di usare un approccio scientifico: Robert si reca così nelle biblioteche ed università per procurarsi libri e attrezzature di laboratorio. Capisce che quello che ha reso gli uomini vampiri è un batterio, e che alcuni sono già morti viventi mentre altri non sono ancora "morti" ma solo allo stadio finale del contagio del batterio. Comprende anche che il batterio si è diffuso così velocemente in poco tempo, grazie alle tempeste di polvere che affliggono il pianeta.

All'incirca un anno dopo Robert incontra una donna sola che cammina di giorno. Sorpreso e speranzoso che ci siano altri come lui la insegue e la costringe a entrare in casa sua. Ruth gli racconta di essere fuggita dalla città vicina dopo la morte del marito e di essere riuscita ad arrivare fin lì nascondendosi di notte. Robert diviene sospettoso nei confronti della donna, e i suoi sospetti vengono confermati dall'analisi che egli riesce a compiere sul sangue di lei. Nel momento della conferma dei risultati, inaspettatamente, Ruth lo tramortisce e fugge. Il giorno successivo Robert trova una lettera di Ruth che gli spiega come lei faccia parte di una nuova società di esseri umani contagiati ma non completamente trasformati in vampiri, in grado di convivere con il germe grazie all'uso di particolari pillole. Nella lettera Ruth gli suggerisce la fuga perché, non appena gli appartenenti a questa società sarebbero stati più organizzati, sarebbero venuti a cercarlo per giustiziarlo, poiché considerato un predatore della loro specie da eliminare. Sebbene tentato, Robert non abbandona la sua casa per affetto e per timore dei vampiri.

Un anno dopo i cacciatori di quella nuova società irrompono in casa sua dopo aver ucciso tutti i vampiri nelle circostanze, rinchiudendolo poi in una cella. Ruth visita a Robert in carcere prima dell'esecuzione per dirgli addio e dargli delle pillole per far sì che tutto sia più facile. Prima di assumerle, Robert osserva dalla finestra i componenti della nuova umanità che attendono la sua morte e capisce di essere lui ora l'anomalia genetica e che lui è davvero l'ultimo esponente della 'vecchia razza'. Morendo pensa: "Il cerchio si chiude. Un nuovo terrore nasce nella morte, una nuova superstizione penetra nell'inespugnabile fortezza dell'eternità. Io sono leggenda".

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Film direttamente tratti dal romanzo[modifica | modifica sorgente]

I film nei quali Richard Matheson risulta ufficialmente accreditato per il soggetto sono solo tre, i seguenti:

  1. 1964 - L'ultimo uomo della Terra, regia di Ubaldo Ragona con Vincent Price
  2. 1971 - 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, regia di Boris Sagal con Charlton Heston
  3. 2007 - Io sono leggenda, regia di Francis Lawrence con Will Smith, che dal romanzo eredita però solo il titolo e lo status di 'ultimo essere umano' del protagonista.

Film liberamente ispirati al romanzo[modifica | modifica sorgente]

Cortometraggi[modifica | modifica sorgente]

Altri media[modifica | modifica sorgente]

  • L'episodio "L'uomo Homega" dello speciale di Halloween "La paura fa Novanta VIII" (5F02) della serie tv animata I Simpson è ispirato al romanzo di Matheson: per colpa di un insulto del sindaco di Springfield alla Francia, i francesi decidono di punire la cittadina con un ordigno nucleare che investe la città uccidendo tutti ma senza causare il minimo danno materiale -un evidente riferimento alla presunta capacità della Bomba N di uccidere le persone lasciando in piedi gli edifici-. Homer si salva perché sta visitando l'interno di un rifugio antiatomico. Quando esce, scopre di essere l'ultimo uomo rimasto in vita nell'intera città. Scopre però che alcuni abitanti di Springfield sono sopravvissuti, subendo mutazioni che li hanno trasformati in zombie. Homer per scappare agli zombi corre verso casa e vede con gran stupore che la famiglia è sopravvissuta in quanto la casa, verniciata con colori al piombo, è diventata simile a un rifugio antiatomico.
  • Il numero 77 del fumetto Dylan Dog, intitolato L'ultimo uomo sulla Terra, è un tributo al racconto di Matheson: Dylan Dog si sveglia in una Londra deserta. È infatti sopravvissuto a quello che viene definito "super raffreddore" al quale non è stato possibile trovare cura e che ha sterminato l'intera popolazione terrestre. Dylan Dog scopre tutto questo leggendo vecchi giornali e subito dopo, guardando un orologio solare, vede la data 2560. Egli si trova nel XXVI secolo. Questo salto temporale di 500 anni è dovuto al fatto che, come verrà a sapere in seguito, anche lui era stato ucciso dal virus, ma era stato riportato in vita dagli abitanti della "zona del crepuscolo". In quel luogo dove ogni giorno è assolutamente identico al precedente e a quello successivo, Dylan Dog aveva ricostruito una copia del suo ufficio ma, ogni tanto, capitava che perdesse la lucidità e, come un sonnambulo, si recasse di nuovo a Londra, svegliandosi nel suo vero letto in mezzo alla città devastata dal tempo, con la memoria che tornava a solo pochi giorni prima dell'inizio dell'epidemia. Quando Dylan recuperava la memoria degli eventi tornava alla "zona del crepuscolo" e qui il ciclo ricominciava daccapo. Nel finale della storia lui stesso scrive questi eventi dichiarando di non sapere se quello che aveva visto era solo un sogno o realtà e, in quest'ultimo caso, lui si trovasse davvero nella "zona del crepuscolo". Il libro stesso si vede in una vignetta come appartenente alla biblioteca personale di Dylan, insieme ad altri romanzi dello stesso tema come La nube purpurea. Ulteriore tributo, ed esplicita citazione, si ha nella conclusione dello SPECIALE NUMERO 5 di Dylan Dog, "la casa degli uomini perduti" del luglio 1991 a pagina 123.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo è stato pubblicato in italiano nell'edizione Longanesi del 1957 e poi nel febbraio del 1989 nella collana Urania Classici (n. 143) con il titolo I vampiri. È stato poi ristampato nella collana Urania il 15 settembre 1996 (n. 1292) con il titolo Io sono leggenda e, più recentemente, da Fanucci Editore, con una postfazione[1] di Valerio Evangelisti.

  • Richard Matheson, I Am Legend, 1954.
  • Richard Matheson, I vampiri, Longanesi, 1957.
  • Richard Matheson, I vampiri, collana Urania Classici n° 143, Arnoldo Mondadori Editore, 1989.
  • Richard Matheson, Io sono leggenda, collana Urania, Arnoldo Mondadori Editore, 1996.
  • Richard Matheson, Io sono leggenda, collana Cinema, Fanucci Editore, 2007, ISBN 88-347-1090-8.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carmilla on line

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]