L'angelo sterminatore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'angelo sterminatore
{{{immagine}}}
{{{didascalia}}}
Titolo originale: El ángel exterminador
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Messico
Anno: 1962
Durata: 89 min
Colore: B/N
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: drammatico
Regia: Luis Buñuel
Soggetto: José Bergamin (opera teatrale)
Sceneggiatura: Luis Buñuel, Luis Alcoriza
Produttore: Gustavo Alatriste
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
{{{nomedoppiatorioriginali}}}
{{{nomedoppiatoriitaliani}}}
Episodi:
Fotografia: Gabriel Figueroa
Montaggio: Carlos Savage
Effetti speciali:
Musiche: brani di Domenico Scarlatti e coordinati da Raúl Lavista
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Jesús Bracho
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film

L'angelo sterminatore è un film di Luis Buñuel, tratto dall'opera teatrale Los naufragos di José Bergamin.

Indice

[modifica] Trama

Dopo una serata a teatro, una famiglia dell'alta borghesia invita nel proprio palazzo alcuni ospiti per una cena. La servitù, nonostante la cena con così tanti invitati, se ne va, a parte il maggiordomo.

Iniziano ad accadere fatti insoliti: il maggiordomo inciampa con la prima portata, anche se tutti pensano a uno scherzo, un posacenere viene, improvvisamente e senza motivo apparente, lanciato contro una finestra, un orso e una mandria di pecore passeggiano indisturbati nel palazzo, dalla borsetta di una signora spuntano due zampe di gallina.

Finita la cena, gli invitati si riuniscono in salotto per conversare e ascoltare la musica suonata da un'invitata al pianoforte. Nonostante arrivino le 4 del mattino, nessuno sembra volersi congedare e, senza che nessuno ne parli, gli ospiti trascorrono la notte nel salotto.

Il mattino dopo, quando ormai gli invitati si decidono ad andarsene, si rendono conto che non riescono ad attraversare la porta nonostante sia aperta. Il nervosismo e la tensione aumentano. Uno degli ospiti muore e si nasconde il cadavere in un armadio. Il tempo trascorre e anche dall'esterno della casa i tentativi per entrare falliscono uno dopo l'altro. Gli ospiti, sorpresi dai bisogni primari tra cui la fame e la sete, iniziano a sentirsi addosso il peso dei giorni e della frustrazione: iniziano così i litigi e le accuse.

L'atmosfera è talmente assurda che anche se un gregge di pecore attraversa la strada, nessuno ci trova niente di anormale. Sarà Letitia, a trovare il modo per uscire: rimettersi nella posizione in cui si trovavano all'inizio della serata. Usciti dal palazzo, si riuniscono tutti in chiesa, ma quando fanno per uscire, non ci riescono. Un altro gregge di pecore entra in chiesa mentre la polizia, all'esterno, disperde una folla di manifestanti.

[modifica] L'opera e la censura

Da 30 anni di esilio in Messico e dopo aver appena realizzato un film (Viridiana) censurato dal regime franchista, il sessantenne Buñuel regala al suo Paese un'altra opera di decisa e alta critica nei confronti dell'ordine costituito, sbeffeggiando i riti e le usanze della borghesia. Ma il surrealista Buñuel colora il bianco e nero del suo famoso operatore Gabriel Figueroa con i toni della suggestione e della drammaticità.[1]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ "Dizionario del cinema", di Fernaldo Di Giammatteo, Newton&Compton, Roma, 1995, pag.21
Strumenti personali