Tristana (film)

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Tristana
Tristana.jpg
Titolo originale Tristana
Lingua originale Spagnolo
Paese di produzione Spagna
Anno 1970
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere drammatico
Regia Luis Buñuel
Soggetto Benito Pérez Galdós (romanzo)
Sceneggiatura Luis Buñuel, Julio Alejandro
Casa di produzione Epoca Tania (Madrid), Corona (Parigi), Selenia (Roma)
Distribuzione (Italia) Dear - Domovideo
Fotografia José F. Aguayo
Montaggio Pedro del Rey
Musiche Luis Buñuel
Scenografia Enrique Alarcón
Costumi Rosa Garcia
Interpreti e personaggi

Tristana è un film del 1970 diretto da Luis Buñuel, presentato fuori concorso al 23º Festival di Cannes.[1]

Indice

Trama [modifica]

Tristana, in seguito alla morte della madre, viene affidata a Don Lope, un galantuomo borghese, anticlericale, di molti anni più vecchio di lei, sempre a corto di quattrini. Lope, conquistato dalla bellezza della giovane orfana, approfittando della propria posizione di potere e della debolezza della ragazza, non esita a sedurla rendendola la sua amante ed imprigionandola di fatto in un rapporto morboso che gli permette di assumere il ruolo ora di marito ora di tutore a seconda della convenienza. Lope si innamora perdutamente di Tristana alla quale però, geloso della bellezza della giovane compagna, impone un rapporto asfissiante: «la donna onesta sempre a casa resta», le recita. Tristana matura un recondito odio per Lope, che vorrebbe abbandonare e che disprezza, soprattutto dopo essersi innamorata di Don Horacio, pittore bohémien con cui fugge in un'altra città. Ma dopo due anni, Tristana torna dal suo ex-tutore, gravemente malata, tormentata da un tumore che le sta divorando il ginocchio: la malattia rapidamente peggiorerà fino a rendere inevitabile l'amputazione dell'arto. Poco prima del ritorno di Tristana, Lope aveva ereditato un'ingente somma di denaro dall'odiata sorella morta, considerata una bigotta, e che d'ora in avanti gli permetterà di vivere in tutta agiatezza. Approfittando della debolezza di Tristana a causa della sua malattia prima e della sua infermità dopo, Lope riprende a vivere con sé la pur sempre amata compagna che, lasciato Horacio, si rassegna a vivere con l'anziano protettore che in seguito sposerà. Ma l'operazione cambia il carattere di Tristana facendola diventare una donna arrogante e tirannica che nulla concede al marito, tradendolo piuttosto con il giovane giardiniere. Lope, continuamente rifiutato ed umiliato dalla propria giovane moglie, imprigionato questa volta lui da Tristana in un rapporto che lo fa soffrire ogni giorno, morirà presto, colto da un infarto. Tristana, alle richieste disperate del marito sul letto di morte di chiamare un dottore, fingerà di chiamare aiuto lasciando Lope morire e liberandosi di lui.

Analisi [modifica]

Tristana è tratto da un romanzo scritto da Benito Pérez Galdós, autore stimatissimo dal regista.

Bunuel sviluppa la trama in maniera relativamente diversa dall'omonimo romanzo; inoltre i fatti e i luoghi dove si svolge il film sono diversi dall'opera di Galdòs. Il film è ambientato a Toledo negli anni 1929-35, il romanzo a Madrid nel secondo Ottocento.

I protagonisti hanno un comportamento contraddittorio e non univoco, in un'atmosfera di sensualità morbosa che contribuisce a tali cambiamenti. Ad esempio Don Lope, controverso borghese libertario e tradizionalista al tempo stesso, disprezza il matrimonio ma alla fine si sposerà in chiesa. "Veri" protagonisti del film rimangono comunque la protesi artificiale di Tristana e la città di Toledo.

Note [modifica]

  1. ^ (EN) Official Selection 1970. festival-cannes.fr. URL consultato in data 15 giugno 2011.

Collegamenti esterni [modifica]

(EN) Scheda su Tristana (film) dell'Internet Movie Database

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