Il cacciatore di aquiloni (film)

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Il cacciatore di aquiloni
Il cacciatore di aquiloni.jpg
Una scena del film
Titolo originale The Kite Runner
Lingua originale inglese/urdu/pashtu/dari/russo
Paese di produzione USA
Anno 2007
Durata 122 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Marc Forster
Soggetto Khaled Hosseini
Sceneggiatura David Benioff
Casa di produzione Dreamworks, Paramount Classics
Distribuzione (Italia) Filmauro
Fotografia Roberto Schaefer
Montaggio Matt Chesse
Musiche Alberto Iglesias
Scenografia Carlos Conti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il cacciatore di aquiloni (The Kite Runner) è un film del 2007 diretto da Marc Forster, tratto dall'omonimo best-seller di Khaled Hosseini. Il film è uscito in Italia il 28 marzo 2008.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film racconta in un lungo flashback di Amir, un ragazzo afghano pashtun di Kabul, orfano di madre, e del suo amico, Hassan, figlio del suo servo hazara. I due bambini giocavano a "cacciare" gli aquiloni, ovvero cercare di tagliare il filo dell'aquilone avversario. Un giorno Hassan e Amir incontrano dei ragazzi più grandi con ideali razzisti sulle diverse etnie, e Hassan, per proteggere l'amico, li minaccia con una fionda. Questi ultimi si vendicheranno in seguito violentando Hassan. Amir, assistendo di nascosto a tale ritorsione, per paura e ingenuità non va ad aiutarlo. Dopo quest'avvenimento, Amir cercherà di non stare più in compagnia di Hassan e di farlo traslocare assieme al padre Alì.

Nel 1979, durante l'invasione sovietica dell'Afghanistan, Amir e suo padre scappano in Pakistan, da dove poi si trasferiscono in California, negli Stati Uniti. Qui Amir trascorre la sua adolescenza: si laurea in lingua inglese, si innamora e sposa la figlia di un ex generale afghano e purtroppo suo padre muore per un cancro ai polmoni. Nel 2000 Rahim Khan, grande amico di suo padre, che era dapprima rimasto a Kabul e poi costretto anch'egli a trovare rifugio in Pakistan, gli chiede di fargli visita (questo evento riporta a galla i ricordi dell'infanzia raccontati nel flashback). Amir arriva in aereo fino in Pakistan dove incontra Rahim Khan, ormai anziano e malato, che gli riferisce la morte di Hassan, ucciso dai talebani mentre proteggeva la sua abitazione.

Hassan inoltre ha avuto un figlio, Sohrab, e per ultimo Amir viene a conoscenza del segreto che suo padre gli ha sempre tenuto nascosto: Amir e Hassan erano fratelli avuti da donne diverse. Scioccato, Amir decide di cercare il nipote; pertanto rientra in Afghanistan accompagnato da Farid, travestendosi indossando una barba finta, e le tracce lo conducono fino ad un edificio utilizzato come orfanotrofio. Ma qui si scopre che un talebano diverse volte veniva a prendersi bambini e bambine, che quasi mai tornavano. Così Amir continua la ricerca di questo bambino in un fortino controllato dai miliziani. Qui incontrerà il comandante Assef, ovvero il ragazzo che ha violentato Hassan quando era ancora bambino.

Assef mostra il bambino e riconosce Amir, strappandogli la barba finta. Così si vendica per i torti subiti da Amir e Hassan da bambini e inizia la colluttazione tra i due; Amir si trova in difficoltà ma Sohrab, proprio come il padre molti anni prima, punta una fionda contro il comandante e lo acceca, uccidendolo e vendicando la violenza fatta a suo padre anni prima. Amir poi prende il nipote e fuggono dal fortino, riuscendo così a scappare, mentre i talebani gli sparavano. Passato il confine finalmente sono entrambi salvi. Così Amir torna con Sohrab negli Stati Uniti e rivede la moglie.

Nel finale del film Amir, mentre cacciava alcuni aquiloni col nipote in un parco, ripete i gesti compiuti da Hassan molti anni prima, dicendo anche al nipote, come spesso aveva fatto il fratello: «Per te un milione di volte!». Grazie a questa frase riesce a redimersi ed a tornare “buono”.

Differenze dal romanzo ed omissioni[modifica | modifica sorgente]

  • Nel film Farid non ha la mano sinistra mutilata da una mina.
  • Nel film Amir non incontra il mendicante che gli racconta di sua madre.
  • Nel libro la vittoria nel torneo degli aquiloni di Amir e Hassan avviene nel 1975, mentre nel film all'inizio del flashback di Amir subito dopo la telefonata di Rahim Khan compare un sottotitolo che dice che i fatti sono avvenuti nel 1978.
  • Nel libro Hassan non sa leggere e Amir si prende gioco di lui per il suo analfabetismo.
  • Non viene detto che Ali è stato reso uno storpio dalla poliomielite, né che Hassan ha un labbro leporino.
  • Nel libro, essendo figlio di una tedesca, Assef è biondo con gli occhi azzurri e più alto dei suoi coetanei, nel film no. Inoltre nel libro Assef regala ad Amir la biografia di Adolf Hitler e ha l'ammirazione di Baba, nel film queste cose non vengono dette.
  • Il personaggio di Baba è leggermente cambiato: nel libro, è uomo robusto dal carattere rigido che non ride mai e dedica molto poco tempo al figlio; nel film ha un fisico più atletico, un carattere più solare e un rapporto meno duro con Amir.
  • Viene fatto pensare che Amir e suo suocero abbiano un rapporto conflittuale, mentre nel libro il generale Taheri è descritto come un uomo molto tradizionalista che però ha gran rispetto di Amir.
  • Quando Amir scopre la verità sulla tresca del padre, nel libro fa una sfuriata e fugge via, invece nel film la sua reazione è molto più contenuta.
  • Non viene detto da Rahim Khan che Sanaubar, moglie di Ali e madre di Hassan, da vecchia ha ritrovato il figlio e si è presa cura di Sohrab.
  • Nel film è stato tagliato il pezzo in cui Amir incontra Wahid, il fratello del suo autista.
  • Nel libro, quando scopre che Zaman, il direttore dell'orfanotrofio in cui è rinchiuso Sorhab, li vende ai talebani, è Farid a urlargli contro e a minacciarlo; nel film è Amir.
  • Vengono tagliate alcune scene avvenute subito dopo aver recuperato Sohrab: la permanenza di Amir all'ospedale e i suoi incubi; la visita in moschea di Islamabad che giustificherà poi la fuga del bambino; la grande difficoltà di tornare in America con il ragazzo e l'adozione; la disperazione di Sorhab quando si taglia le vene per non finire in un orfanotrofio; la frattura tra lui e lo zio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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