Hallucination

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Hallucination
Hallucination (film 1963).JPG
Alexander Knox e Viveca Lindfors
Titolo originale The damned
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1961
Durata 92 min
Colore bianco e nero
Audio
Rapporto 2,35:1
Genere fantascienza, fantapolitica
Regia Joseph Losey
Soggetto Henry Lionel Lawrence
Interpreti e personaggi

Hallucination (The damned) è un film prodotto nel 1961 diretto da Joseph Losey, tratto dal romanzo di fantascienza Fossa d'isolamento di Henry Lionel Lawrence[1] (The children of light). Il film è uscito nel 1963 in Inghilterra e nel 1965 negli USA col titolo These are the damned.

Il film girato al tempo della guerra fredda, quando gli scrittori cercavano di prevedere le conseguenze di una guerra nucleare mondiale e i governi, al tempo in cui si sapeva poco, stanziavano risorse dei contribuenti per prevedere gli effetti delle radiazioni, denuncia in modo didattico il pericolo della contaminazione nucleare.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una banda di Teddy Boy, capeggiata da King, spadroneggia nel centro cittadino. La sorella di King, Joan è una piccola ladruncola che sottrae il portafoglio a Simon un ricco turista americano in vacanza, lungo la costa meridionale inglese, sul suo yacht, negli anni 1960, il quale invece di denunciarla, se ne innamora e la seduce; interviene il fratello King, geloso che tenta di separarli ma i due sfuggono col panfilo.

In un laboratorio militare segreto e sotterraneo, vivono segregati dei bambini, nati da madri contaminate da sostanze radioattive. I bambini vengono allevati, per costituire il nucleo della rinascita del genere umano, dopo una guerra nucleare probabile che sterminerà ogni forma di vita sulla Terra. Il professor Bernard a distanza, fa da insegnante ai bambini ma rimane nel vago quando si tratta di rispondere alle loro domande sul loro futuro.

Joan e Simon, dopo una breve crociera, per caso, capitano lungo una spiaggia, prendono terra e passano la notte in una casa apparentemente abbandonata ma piena di strane statue. Il giorno dopo, la banda di King, che li ha fatti seguire, circonda la casa e la coppia scappando, capita all'ingresso di un passaggio nascosto che conduce nei locali dove vivono i bambini. Li segue anche King. Simon cerca di fare scappare i bambini ma nella fuga si accorge che i bambini sono fortemente radioattivi e chi ne viene a contatto rimane mortalmente contaminato.

Durante la fuga anche Freya Nielson che riversa nelle inquietanti statue che scolpisce (opere vere di Elisabeth Frink[2]), l'ansia della guerra atomica, viene a conoscenza dei bambini.
I militari riescono a contenere la fuga, rilasciano la coppia che ormai è condannata dalla dose letale di radiazione ricevuta ed eliminano sistematicamente ogni altro testimone. Rimangono i bambini che gridano ad un mondo indifferente di aiutarli ad essere liberati.

La contrapposizione fra la vita alla giornata degli spensierati teddy boy e la vita dei bambini oppressi dai militari, nella quale si inserisce una storia d'amore, che fin dal suo apparire, sembra già destinata al tragico epilogo cui andrà incontro, produce un'atmosfera cupa, che aleggia fino alla fine, quando la coppia contaminata muore in mare e un elicottero militare affonda il panfilo. King, alla guida della sua auto, viene spinto fuori strada dagli elicotteri militari giù da un ponte, dove affoga nel fiume. La scultrice viene uccisa e i bambini condannati a vivere sottoterra in attesa di una catastrofe atomica mondiale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fossa d'isolamento, Urania n. 290, Mondadori, 1962.
  2. ^ Elisabeth Frink


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]