Giuseppe Tatarella

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Giuseppe Tatarella
PinoTatarella.jpg

Vicepresidente del Consiglio dei Ministri
Durata mandato 10 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore -
Successore -

Ministro delle Poste e Telecomunicazioni
Durata mandato 10 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Maurizio Pagani
Successore Agostino Gambino

Dati generali
Partito politico MSI-DN (1979-1995)
AN (1995-1999)
on. Giuseppe Tatarella
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Cerignola (FG)
Data nascita 17 settembre 1935
Luogo morte Torino
Data morte 8 febbraio 1999
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato
Partito Movimento Sociale Italiano (1979-1994), Alleanza Nazionale (1994-1999)
Legislatura VIII, IX, X, XI, XII, XIII
Gruppo Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (VIII, IX, X, XI), Alleanza Nazionale (XII) (XIII)
Coalizione Polo della Libertà (XIII)
Circoscrizione Puglia (XIII)
Collegio Bari (VIII, IX, X), Bari - Foggia (XI)
Incarichi parlamentari
  • Vice presidente del Consiglio dei ministri nel governo Berlusconi I
  • Ministro delle Poste e Telecomunicazioni nel governo Berlusconi I
  • Vice presidente della Commissione Bicamerale per le riforme istituzionali
Pagina istituzionale

Giuseppe Tatarella detto Pinuccio (Cerignola, 17 settembre 1935Torino, 8 febbraio 1999) è stato un politico e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione di Bari-Foggia nel 1979 con il Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, sempre rieletto fino alle elezioni del 1996. Esponente dell'area moderata del MSI che avrà il nome di Destra Protagonista, fu l'artefice nel 1987 della vittoria al congresso di Sorrento che portò Gianfranco Fini al vertice del MSI.

Tra i fondatori del progetto di Alleanza Nazionale, fu Ministro delle Poste e Telecomunicazioni nel 1994 durante il primo Governo Berlusconi, di cui fu anche vice presidente del Consiglio dei ministri. Fu depositario di un ddl sulle frequenze televisive, ma la caduta improvvisa del governo fece naufragare la proposta. Capogruppo alla Camera di AN dal 1995 alla sua scomparsa. Nella legislatura successiva fu vice presidente della Commissione parlamentare bicamerale per le riforme istituzionali presieduta da Massimo D'Alema[1].

Fu il promotore del nuovo sistema elettorale regionale, detto appunto tatarellum. Amava definirsi il numero uno-bis di AN. Per il suo ruolo di mediazione come Vicepresidente del Consiglio dei Ministri durante il governo Berlusconi I, si autodefinì «ministro dell'Armonia»[2][3][4][5][6], e con tale appellativo continua ad essere ricordato tuttora[7].

Ancora forte e vivo nel mondo politico è rimasto il suo pensiero e l'insegnamento politico, profondamente radicato in certe peculiarità della cultura politica nazionale: in particolare, la polemica contro i "poteri forti" (termine da lui coniato per definire potentati economici internazionali capaci di orientare le scelte dei decisori politici in tempi di stabilità istituzionale e di rovesciare quelli scomodi in tempi di evoluzione dello scenario globale) ricalca certe denunce contro le logge massoniche avanzate dal suo corregionale Rino Formica.

Egli stesso amava definirsi un missino di destra; né fascista, né antifascista, poiché il fascismo non aveva ragione di esistere in un'Italia già avviata da anni alla piena democrazia..[senza fonte] Tra i desideri che animarono l'azione politica di Pino Tatarella, vi fu quello di riunire tutti i moderati italiani, in una coalizione che andasse "Oltre il Polo". Il suo seggio fu preso, dopo elezioni suppletive, dal fratello Salvatore, oggi esponente di Futuro e Libertà per l'Italia.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Democrazia e religione, Foggia, Gruppo Universitario Fiamma, 1956.
  • Nel feudo di Moro, Bari, Agenzia Sudas, 1960.
  • Lo scandalo edilizio al Comune di Bari, Bari, Agenzia Sudas, 1964.
  • La semieleggibilità a parlamentare del consigliere regionale. Commento critico alla sentenza politica n. 5 del'78 della Corte Costituzionale, Bari, Edizioni Puglia d'oggi, 1978.
  • Bari, la cultura nella piazza mediterranea, Napoli, Edizioni del Roma, 1998.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Commissione parlamentare per le riforme costituzionali - Ufficio di Presidenza, Camera dei Deputati. URL consultato il 15 gennaio 2008.
  2. ^ 'ATTENTO, SCALFARO, COMANDIAMO NOI'
  3. ^ Sei colombe e un falco su un campo di veleni
  4. ^ È morto Tatarella, padre nobile di An
  5. ^ Raffaele Delfino, Prima di Fini: intervista su Democrazia nazionale, Bastogi, Foggia 2004, p. 53.
  6. ^ Addio al ministro dell'armonia
  7. ^ PINUCCIO, IL MINISTRO DELL'ARMONIA CHE CONQUISTAVA TUTTI CON LA SIMPATIA E L'ENTUSIASMO

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Ignazi, Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano, Bologna, Il mulino, 1989. ISBN 88-15-02286-4; 1998. ISBN 88-15-05234-8
  • Bruno Vespa, Il cambio. Uomini e retroscena della nuova Repubblica, Milano, A. Mondadori, 1994. ISBN 88-04-38778-5
  • Goffredo Locatelli, con Daniele Martini, Duce addio. La biografia di Gianfranco Fini, Milano, Longanesi, 1994. ISBN 88-304-1265-1
  • Stefano Di Michele, con Alessandro Galiani, Mal di destra, Milano, Sperling & Kupfer, 1995. ISBN 88-200-1938-8
  • Marco Tarchi, Dal Msi ad An. Organizzazione e strategie, Bologna, Il mulino, 1997. ISBN 88-15-05716-1
  • Alberto Selvaggi, Tatarella. Nero variabile. Biografia non autorizzata, Viterbo, Stampa alternativa, 1998. ISBN 88-7226-413-8
  • Adalberto Baldoni, La destra in Italia. 1945-1969, Roma, Pantheon, 1999; 2000.
  • Nicola Rao, Neofascisti! La destra italiana da Salò a Fiuggi nel ricordo dei protagonisti, Roma, Settimo sigillo, 1999.
  • Giovanni Montingelli, Giuseppe Tatarella, Cerignola, Litograf, 2000.
  • Domenico Crocco, Pinuccio. Vita di Giuseppe Tatarella, Roma, Edizioni del Roma, 2001. ISBN 978-88-8513-508-6
  • Bruno Vespa, La scossa. Il cambiamento italiano nel mondo che trema, Roma-Milano, Rai-ERI-Mondadori, 2001. ISBN 88-04-48952-9
  • Marino Livolsi (a cura di), I nuovi movimenti come forma rituale, Milano, FrancoAngeli, 2005. ISBN 88-464-7015-X
  • Giuseppe Scaliati, Trame nere. I movimenti di destra in Italia dal dopoguerra ad oggi, Genova, F.lli Frilli, 2005. ISBN 88-7563-001-1
  • Sergio Bianchi, La destra nell'epoca del leaderismo. Movimento di massa, leader e cultura in AN, Rimini, Il Cerchio iniziative editoriali, 2007. ISBN 88-8474-144-0
  • Angela Filipponio Tatarella (a cura di), Giuseppe Tatarella: le parole dell'azione, Roma, Camera dei Deputati, 2009.
Predecessore Capogruppo di Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale alla Camera dei Deputati Successore Italian Social Movement logo (1972-95).png
Alfredo Pazzaglia 24 aprile 1992 - 10 aprile 1994 Raffaele Valensise
Predecessore Ministro delle Poste e Telecomunicazioni della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Maurizio Pagani 10 maggio 1994 - 17 gennaio 1995 Agostino Gambino
Predecessore Capogruppo di Alleanza Nazionale alla Camera dei Deputati Successore
Raffaele Valensise 10 febbraio 1995 - 14 febbraio 1999 Gustavo Selva
Predecessore Direttore del quotidiano Roma Successore
Enzo Palmesano 1997 - 1999 Gennaro Sangiuliano

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]