František Herzan von Harras

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František Herzan von Harras
cardinale di Santa Romana Chiesa
Franziskus von Paula Herzan von Harras.jpg
Nato 9 aprile 1735, Praga
Creato cardinale 12 luglio 1779 da papa Pio VI
Deceduto 1º giugno 1804, Vienna

František Herzan von Harras (Praga, 9 aprile 1735Vienna, 1º giugno 1804) è stato un cardinale e vescovo cattolico ceco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Praga il 9 aprile 1735. Dopo gli studi condotti presso i Paolini, si laureò in filosofia all'università della sua città natale e in filosofia a Roma come studente del Collegio Germanico, divenendo poi canonico di Praga e abate di Almád. Nominato in un primo momento ambasciatore absburgico presso la corte di Parma, nel 1769 divenne uditore della Sacra Rota romana, mentre nel 1777 fu fatto agente dell'Impero presso la corte pontificia.

Nel concistoro del 12 luglio 1779, papa Pio VI lo elevò al rango di cardinale protettore dei paesi tedeschi e dei possedimenti asburgici. L'11 dicembre 1780 ricevette il titolo cardinalizio di San Girolamo degli Schiavoni. Il 13 settembre 1782 optò per il titolo dei Santi Nereo e Achilleo. Il 7 aprile 1788 optò per il titolo dei Santa Croce in Gerusalemme.

A Roma si insediò nel convento dei Teatini, annesso alla chiesa di Sant'Andrea della Valle. Nel 1773 si trasferì nel Palazzo Cesarini, nei pressi del Teatro Argentina, mentre alla fine del 1781 trovò definitiva sistemazione nel palazzo Ruffo in Piazza SS. Apostoli.

Grazie alla sua posizione di spicco all'interno della vita politica romana, Herzan entrò in contatto con Johann Joachim Winckelmann, bibliotecario e amico del cardinale Alessandro Albani (il predecessore di Herzan come "Protector Germaniae"), e con Raphael Mengs, oltre che con tutta la colonia di artisti tedeschi presenti in Roma.

È noto che il palazzo Herzan venne frequentato dagli artisti Lindner, Heinrich Friedrich Füger (1751-1818), Franz Anton Zauner (1746-1822), Anton von Marron (1733-1808), oltre allo stesso Anton Raphael Mengs. Fu grazie anche a questi stretti rapporti col mondo artistico romano che Herzan poté allestire un’importante collezione d'arte, oggi dispersa, ma che conteneva opere attribuite a Giotto (un Ritratto di Dante), Guido Reni, ai Carracci, a Caravaggio, Tintoretto, Sebastiano del Piombo e a molti altri.

Nel 1783 Herzan fu tra gli organizzatori dell'incontro tra Giuseppe II e Pio VI. Alcune immagini dell'evento raffigurano lo stesso Herzan accanto ai due sovrani (per esempio l'affresco nella "Sala Alessandrina" della biblioteca vaticana). Di fronte al rischio di un'occupazione napoleonica, abbandonò nel 1796 tra i primi la città pontificia, portando con sé, in 84 casse, solo la parte più preziosa delle opere d'arte che aveva nel palazzo di Roma.

Fu eletto vescovo di Szombathely il 12 maggio 1800 quando, all'età di 65 anni, era ormai malato e sempre più marginalizzato (il suo stipendio, stimato in 36.000 fiorini annui ai tempi di Maria Teresa, era stato ridotto da Francesco I a 12.000). Il 18 maggio 1800 fu ordinato vescovo a Venezia da papa Pio VII. A Szombathely giunse con il suo segretario Emiliani (che se ne tornò a Roma soltanto dopo la morte del vescovo). Nel 1801 riformò gli statuti del seminario modellandoli su quelli scritti da san Carlo Borromeo e Gregorio Barberini, vescovo di Padova.

Promosse lo studio dell'ebraico, dell'arabo e del caldeo. Fece giungere da Roma un sacerdote per la cura degli insegnamenti liturgici nel seminario. Nonostante la malattia, Herzan non si escluse completamente dai giochi della grande diplomazia europea: nel 1802 ebbe una corrispondenza epistolare anche con Napoleone Bonaparte.

Anche dopo aver abbandonato Roma, Herzan rimase in rapporto con la città, dove sperava di ritornare (come dimostra il fatto che vi mantenne il palazzo, la cui custodia era affidata ad un certo Giovanni Pezzotti). Quando poi a Roma iniziarono le confische di chiese e conventi, Herzan inviò nella città italiana il suo segretario Aloisio Emiliani, canonico di Santa Maria in via Lata, con l'incarico di salvare una qualche insigne reliquia (in particolare le reliquie di san Stanislao Kostka, conservate in Sant'Andrea al Quirinale).

Nel 1804, in seguito all'aggravarsi delle condizioni di salute, si trasferì a Vienna per farsi curare. Morì nella capitale austriaca il 1º giugno di quello stesso anno, all'età di 69 anni, dopo aver ordinato al canonico Emiliani di riportare da Szombathely a Roma le reliquie di san Stanislao Kostka. Agli inizi di ottobre del 1804 Emiliani fece ritorno a Roma, dove il popolo festante e Pio VII accolsero con gioia il ritorno delle sante reliquie.

Genealogia episcopale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M. Nagy Rezsôné Géfin, A szombathelyi Herzan-könyvtár francia könyvei és kéziratai [I volumi e i manoscritti francesi della biblioteca Herzan di Szombathely], Gyôr, 1934
  • Vas Megyei Múzeumok Igazgatósága [Direzione dei musei della contea di Vas], A Szombathelyi Herzan-könyvtár múvészeti könyvei I. [I libri d'interesse artistico nella biblioteca Herzan di Szombathely. Parte prima], in Savaria, 5/6 (1971-1972), 1975, pp. 523–539

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