Senesino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Francesco Bernardi)
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il soprano castrato Giusto Fernando Tenducci, pure detto "il Senesino", vedi Giusto Fernando Tenducci.
Senesino
Francesco Bernardi detto Senesino
Francesco Bernardi detto Senesino
Nazionalità Italia Italia
Genere
Strumento voce

Francesco Bernardi, meglio noto come Senesino (Siena, 31 ottobre 1686Siena, 27 novembre 1758), è stato un celebre cantante lirico castrato italiano (contralto), ricordato oggi soprattutto per la sua lunga collaborazione con il compositore Georg Friedrich Händel.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovinezza e carriera[modifica | modifica sorgente]

Francesco Bernardi era il figlio di un barbiere di Siena (da cui il suo nome d'arte). Entrò nel coro della cattedrale nel 1695 e venne castrato all'età relativamente tarda di 13 anni. Il suo debutto ebbe luogo a Venezia nel 1707: nel decennio successivo conquistò la fama a livello europeo e, al momento in cui cantò a Dresda nel Giove in Argo di Antonio Lotti nel 1717, guadagnava un salario considerevole.

La sua recitazione non era eccellente, ma le sue doti vocali erano generalmente lodate; nel 1719 il compositore Johann Joachim Quantz lo ascoltò nel Teofane di Lotti a Dresda e affermò: "Aveva una potente, chiara, uniforme e dolce voce di contralto, con un'intonazione perfetta e un vibrato eccellente. Il suo modo di cantare era ammirevole e la sua elocuzione impareggiabile. Cantava gli allegro con grande fuoco e faceva rapidi gorgheggi di petto con una tecnica articolata e piacevole. Il suo contegno era adatto al palcoscenico, e la sua azione naturale e nobile. A queste qualità egli univa una figura imponente e maestosa; ma il suo aspetto e portamento lo rendevano più adatto alla parte dell'eroe che a quella dell'innamorato".

Senesino e Händel[modifica | modifica sorgente]

Caricatura di una rappresentazione del Flavio di Händel, con il Senesino (a sinistra, noto per la sua enorme statura), il soprano Francesca Cuzzoni, il castrato Gaetano Berenstadt

A seguito di una disputa con il compositore della corte sassone Heinichen nel 1720, che portò alle sue dimissioni, Senesino venne scritturato da Händel come primo uomo della sua compagnia, la Royal Academy of Music. Fece la sua prima apparizione a Londra in una ripresa del Radamisto il 28 dicembre, e il suo compenso nelle fonti oscilla fra le 2000 e le 3000 ghinee, entrambe somme ingenti. Senesino rimase nella capitale inglese per la maggior parte dei successivi sedici anni, strinse rapporti di amicizia con vari esponenti dell'alta società, come il duca di Chandos, Lord Burlington e il pittore William Kent, e si dedicò a collezionare dipinti, libri rari, strumenti scientifici e altri tesori.

Sebbene sia stato il protagonista in 17 opere di Händel (tra cui Giulio Cesare, Orlando e Bertarido in Rodelinda), il suo rapporto con il compositore fu spesso burrascoso, come riporta il primo biografo del sassone, Mainwaring. Dopo lo scioglimento della Royal Academy di Händel nel 1728, Senesino cantò a Parigi (1728) e Venezia (1729), ma fu di nuovo scritturato da Händel nel 1730, cantò in quattro nuove opere e negli oratori Esther, Deborah e, nella versione bilingue, Acis and Galatea. La sua antipatia per Händel arrivò al punto che, nel 1733, Senesino si unì alla rivale Opera della Nobiltà. In questo modo poté cantare a fianco del grande soprano Farinelli, e il loro incontro sul palcoscenico (nel pasticcio Artaserse) originò il famoso episodio narrato dal musicologo Charles Burney: "Senesino aveva la parte di un crudele tiranno, e Farinelli quella di uno sfortunato eroe in catene; ma, nel corso della prima aria, il prigioniero intenerì a tal punto il cuore del tiranno con il suo canto, che Senesino, dimentico del suo personaggio, corse verso Farinelli e lo abbracciò".

Ritorno in Italia e ritiro[modifica | modifica sorgente]

Caricatura del Senesino

Senesino lasciò l'Inghilterra nel 1736 e comparve in alcune altre produzioni in Italia: cantò a Firenze dal 1737 al 1739, quindi a Napoli fino al 1740, e il suo ultimo ruolo fu ne Il trionfo di Camillo di Nicola Porpora al Teatro San Carlo. A quest'epoca, la grande stagione dei castrati stava volgendo al termine e il suo stile di canto veniva considerato dal pubblico piuttosto antiquato.

Si ritirò dalle scene e andò a vivere nella sua città natale, in una lussuosa casa di campagna arredata in stile inglese, dove aveva un servitore nero, una scimmietta e un pappagallo. Aveva una personalità eccentrica e non facile, e gli ultimi anni della sua vita furono tormentati da dispute con gli altri membri della sua famiglia, in particolare con il nipote ed erede, Giuseppe.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. Avanzati, The unpublished Senesino, in: Handel and the Castrati, Handel House Museum, Londra, 2006, pp. 5–9.
  • W. Dean, "Senesino", in: The New Grove Dictionary of Music, 2003.
  • A. Heriot, The Castrati in Opera, Londra, 1956, pp. 91–95.
  • C.S. LaRue, Handel and his Singers, Oxford, 1995, pp. 105–124.
  • J. Mainwaring, Memoirs of the life of the late G F Handel, Londra, 1760.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 16396147 LCCN: n90708555