Experimental Prototype Community of Tomorrow

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(EN)
« It will be a community of tomorrow that will never be completed. It will always be showcasing and testing and demonstrating new materials and new systems. »
(IT)
« Sarà una città del domani che non avrà mai fine, non sarà mai completata. Servirà a testare, analizzare e presentare sempre nuovi sistemi e nuovi materiali. »
(Walt Disney)
Future World West, presso il World Disney World Resort

L'Experimental Prototype Community of Tomorrow ("Prototipo sperimentale di comunità del futuro"), spesso abbreviato in EPCOT, è un'utopica città del futuro pianificata da Walt Disney a partire dagli anni sessanta, sei anni prima della sua morte, avvenuta nel 1966.

L'idea di base era quella di creare una sorta di "comunità del futuro" (da cui il nome), nonché stimolare il mercato immobiliare americano in tal senso, attraverso nuove tecniche e metodologie abitative. Il progetto con il tempo si evolse, dando vita al parco di divertimenti omonimo, l'Epcot, che aprì le porte al pubblico di massa nel 1982, presso il Walt Disney World Resort.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ispirazione[modifica | modifica sorgente]

Nella prima metà degli anni sessanta, Walt Disney era ormai una persona di successo nel mondo dell'industria cinematografica e del divertimento. Inoltre, in ambito privato, già da molti anni era diventato nonno di numerosi nipotini. Con il passare del tempo, però, Walt Disney cominciò a preoccuparsi del futuro, chiedendosi sempre più spesso cosa, un domani, avrebbe atteso i suoi nipoti. Il presente, secondo il metro di giudizio di Disney, non era dei migliori, in quanto criminalità, inquinamento e sovrappopolazione rendevano le città dell'epoca un vero disastro, ben lontane dalla limpidezza e tranquillità del parco Disneyland di Los Angeles, aperto nel 1956.

In virtù di ciò, Disney si rese conto che tutte le tecniche di costruzione utilizzate per la creazione degli edifici nei parchi divertimento recanti il suo nome, anche grazie all'apporto dei designer della Walt Disney Imagineering, avrebbero potuto essere usate per sviluppare vere e proprie micro-comunità, se non addirittura intere città. Così, cominciò egli stesso ad occuparsi della consultazione di libri di architettura ed ingegneria, sebbene coadiuvato da esperti del settore, per giungere il più presto possibile all'obiettivo prefissatosi.

Nel mentre, Disney diede un assaggio del suo "stile" particolare, nell'ambito dell'industria dei divertimenti, con la creazione di ben quattro padiglioni presso l'Esposizione Universale di New York, nel 1964/1965. Walt Disney, notando l'entusiasmo del pubblico dell'East Coast, che applaudì con veemenza i suoi progetti, si rese conto che ormai i tempi erano maturi per la costruzione di un nuovo parco di divertimenti, in loco.

Florida[modifica | modifica sorgente]

Il luogo scelto da Disney ricadde sullo stato della Florida, ma con la consapevolezza assoluta di non voler ricreare un semplice doppione del parco di divertimenti della West Coast, bensì una sorta di piccola comunità dove le persone potessero sì divertirsi, ma anche vivere stabilmente.

Attraverso varie società di facciata (Dummy Corporations), Walt Disney acquistò 113 km² di terreno paludoso, presso la città di Orlando, che molti anni dopo diverrà famoso come Walt Disney World.

(EN)
« There's enough land here to hold all the ideas and plans we could possibly imagine. »
(IT)
« Qui c'è abbastanza spazio per realizzare tutte le idee ed i progetti che abbiamo in mente. »
(Walt Disney)

Il film "EPCOT"[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre del 1966, due mesi prima della sua morte, Disney produsse un film-documentario sul "Progetto Florida", in seguito ribattezzato Walt Disney World. Nel film, che venne in seguito incluso nella collezione DVD Walt Disney Treasures, lo stesso Disney esponeva brevemente le caratteristiche del nuovo parco, nonché del funzionamento dell'EPCOT, attraverso animazioni, ma anche con riprese dal vivo, al fine di spiegare il più chiaramente possibile come la città avrebbe potuto sostenersi e vivere di vita propria.

Il target del film era rappresentato principalmente dai grandi imprenditori ed industriali statunitensi, che Disney cercava di persuadere al fine di giungere il più presto possibile alla tramutazione in realtà del suo sogno.

Il piano principale[modifica | modifica sorgente]

Disney elaborò un piano che permetteva di utilizzare completamente la superficie acquistata nel terreno della Florida, rendendo l'EPCOT un'attrazione centrale.

Giungendo in auto, presso la zona sud del parco, i visitatori sarebbero stati trasferiti al Disney World Welcome Center per mezzo di una avveniristica monorotaia, dove hostess poliglotte avrebbero accolto ospiti di ogni nazionalità. Dopo tale accoglienza, il gruppo sarebbe stato trasferito presso il centro EPCOT vero e proprio, con annessa visita all'EPCOT Industrial Park. Secondo Disney, questo avrebbe stimolato i visitatori a "copiare" le tecniche ivi osservate, trasportandole ed applicandole nelle loro città di provenienza.

La città[modifica | modifica sorgente]

Secondo quanto presentato nel film EPCOT, la città omonima era basata su un semplice ma innovativo concetto: il "radiale" (Radial Concept). Simile a quello di Disneyland, la città si sviluppava secondo uno schema a "ruota", partendo dal punto centrale per poi espandersi via via verso l'esterno. In tal modo, la densità abitativa sarebbe diminuita in maniera inversamente proporzionale alla distanza dal centro stesso della città.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

La città sarebbe stata collegata con Disney World principalmente attraverso la già citata monorotaia, introdotta dallo stesso Disney nel 1959. Il percorso avrebbe tagliato di netto la proprietà collegando, attraverso il punto centrale rappresentato dall'EPCOT, il sud ed il nord della proprietà.

I trasporti interni sarebbero stati garantiti attraverso il servizio assai innovativo della WEDway, un sistema di trasporto che, non fermandosi mai, avrebbe garantito una libertà di movimento senza eguali. I primi test di questo sistema vennero effettuati nel 1967. Oggi, la WEDway è chiamata Tomorrowland Transit Authority.

In virtù di questi mezzi di trasporto, i residenti dell'EPCOT non avrebbero avuto bisogno di un'automobile, se non per qualche rara gita all'esterno della struttura. Attraverso un complicato sistema di divisione, le aree pedonali sarebbero state separate da quelle prettamente stradali, eliminando in tal modo il rischio di incidenti stradali. L'approvvigionamento di materie prime e simili sarebbe invece avvenuto attraverso reti sotterranee.

Il centro della città[modifica | modifica sorgente]

Le aree commerciali, nonché la cosiddetta downtown sarebbero state poste esattamente nel cuore dell'EPCOT, ben distanti dalle zone residenziali.

Al centro dell'area sarebbe stato posto un hotel di 30 piani, dotato anche di sala convegni. Gli ospiti dell'hotel avrebbero goduto di numerosi servizi, tra cui piscine, campi da tennis e da basket, ma anche negozi e ristoranti. Secondo il progetto originale, ogni piccola area avrebbe avuto un tema di base diverso, dando al visitatore l'impressione di trovarsi in un luogo sempre diverso.

Area residenziale ad alta densità[modifica | modifica sorgente]

Ai limiti del centro cittadino, sarebbero stati costruiti diversi grandi appartamenti ad alta densità abitativa, in cui all'incirca 20000 persone avrebbero alloggiato.

Le rate dell'affitto degli appartamenti (stando alle parole di Disney, nessuno avrebbe avuto la proprietà della singola cellula abitativa) sarebbero state inferiori rispetto a quelle dei mercati immobiliari più vicini.

La "cintura verde"[modifica | modifica sorgente]

Ideale linea di separazione tra il centro cittadino e le aree a bassa densità abitativa sarebbe stata la cosiddetta "cintura", una sorta di "polmone verde" dotato di parchi, aree sociali e di gioco, chiese e quant'altro.

Aree residenziali a bassa densità[modifica | modifica sorgente]

Subito dopo la "cintura verde", avrebbero fatto la loro comparsa tali aree a scarsa densità abitativa, somiglianti grosso modo a petali di fiore.

La casa, solitamente una villa di medie dimensioni, avrebbe occupato l'estremità del "petalo", mentre il resto sarebbe stato occupato da spazi verdi per bambini ed adulti.

Condizioni di vita ed occupazione[modifica | modifica sorgente]

Nessun abitante dell'EPCOT avrebbe avuto la proprietà della casa o del terreno in cui questa sorgeva. Walt Disney esercitava tale controllo, di matrice vagamente comunista, semplicemente per garantire un certo "ricambio tecnologico" all'interno delle case, in totale libertà.

Secondo il film, tutti gli abitanti dell'EPCOT avrebbero avuto un lavoro, così da evitare la formazione di ghetti o quartieri poveri. Curiosamente, non erano previsti enti di previdenza sociale per la remunerazione post-lavorativa. I luoghi di lavoro sarebbero stati molti, tra cui il medesimo Parco di divertimenti circostante, l'area shopping con negozi, l'hotel, l'aeroporto ed il "Centro di benvenuto".

(EN)
« Everyone living in EPCOT will have the responsibility to maintain this living blueprint of the future. »
(IT)
« Tutte le persone che abiteranno presso l'EPCOT avranno la responsabilità di mantenere vivo questo futuristico progetto. »
(Walt Disney)

L'eredità di Walt Disney[modifica | modifica sorgente]

Il "dopo-Walt"[modifica | modifica sorgente]

Walt Disney morì il 15 dicembre del 1966. Stando alle parole del fratello, Roy, anche nella fase terminale della malattia, Disney continuava a pianificare senza sosta la crescita della città dei suoi sogni.

Dopo la dipartita di Disney, i direttori della compagnia si resero conto che, con la morte del suo miglior sostenitore, il progetto sarebbe stato assai rischioso, dal punto di vista economico. Roy Disney cercò di prendere in mano le redini del progetto, ma non riuscì a convincere il consiglio di amministrazione della società.

Il Walt Disney World Resort aprì nell'ottobre del 1971, con la presenza del solo Magic Kingdom e due hotel. Roy volle a tutti i costi chiamare il parco "'Walt Disney World'", a perenne tributo per il fratello.

Epcot[modifica | modifica sorgente]

Sul finire degli anni settanta, l'amministratore delegato della Walt Disney Company Card Walker volle rivisitare l'originale progetto EPCOT. Anche in questo caso, il consiglio di amministrazione pose il veto, in quanto non si riteneva possibile che una città intera venisse continuamente tenuta sotto il controllo tecnologico delle macchine. Un piccolo compromesso fu raggiunto con la costruzione dell'EPCOT Center, un parco di divertimenti aperto nel 1982 che, seppure in misura minore, ricalca le idee di Walt Disney.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • EPCOT - 1966. Film. di Martin A. Sklar. Disponibile nel volume "Tomorrowland" della serie in dvd Walt Disney Treasures.
  • Walt Disney's EPCOT Center - 1982. Di Richard R. Beard. ISBN 0-8109-0819-0
  • Walt: The Man Behind the Myth - 2001. Film. di Katherine and Richard Greene.
  • Since the World Began: scritto da Jeff Kurtti

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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