Edward Osborne Wilson

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Edward Osborne Wilson (2003)

Edward Osborne Wilson (Birmingham, 10 giugno 1929) è un biologo statunitense.

Si è occupato di vari temi di ricerca, quali la mirmecologia (la branca dell'entomologia che studia le formiche), la biodiversità e la sua distribuzione, attraverso la formulazione della teoria della biogeografia insulare. È noto in particolare per la fondazione del programma di ricerca della sociobiologia. È autore di numerosi saggi, due dei quali hanno ottenuto il Premio Pulitzer per la saggistica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Wilson nacque a Birmingham, in Alabama, e crebbe tra l'Alabama e Washington; sin da bambino mostrò grande interesse per le scienze naturali. I suoi genitori, Edward e Inez Wilson, si separarono quando lui aveva sette anni; proprio in quel periodo si danneggiò gli occhi in un incidente. Il giovane Wilson, assieme al padre, cambiò residenza in molte città, conservando la passione per l'osservazione degli animali.

Conseguì il bachelor e il master presso la University of Alabama, e ottenne un dottorato di ricerca presso la Harvard University.

Studi[modifica | modifica sorgente]

Sociobiologia[modifica | modifica sorgente]

Wilson è il fondatore della sociobiologia, intesa come lo studio sistematico dell'evoluzione biologica del comportamento sociale.

Stabilì che la sociobiologia dovesse diventare un nuovo campo di ricerca scientifico, basato sulle teorie evoluzionistiche darwiniane. Intuì che il comportamento, sia degli animali che degli uomini, era il prodotto dell'interazione tra l'ereditarietà genetica e degli stimoli ambientali.

Wilson fece lunghi studi sistematici sul comportamento degli insetti, ed in particolar modo delle formiche. Uno degli obiettivi primari dello studioso è stato quello di fondare un campo di indagine a metà strada tra le scienze della natura e le discipline sociali.

Definì la natura umana come un insieme di regole epigenetiche, il modello genetico dello sviluppo mentale.

Per quanto riguarda l'ambito religioso, Wilson descrisse la sua posizione di deista[1], definendola come un percorso lontano dagli schemi tradizionali. Wilson sostenne la teoria che la credenza in Dio, o i rituali delle religioni, siano il prodotto dell'evoluzione[2]. Per questo motivo la scienza, secondo Wilson, deve collaborare con la religione, e stabilire un accordo con essa.

Le idee sociobiologiche di Wilson sono state oggetto di varie critiche, da parte di esponenti liberali e conservatori, favorevoli all'idea che il comportamento umano sia basato sulla componente culturale. È stato variamente accusato, sovente su base ideologica, di razzismo, misoginia ed eugenetica[3].

Formiche in lotta tra fede e ateismo[modifica | modifica sorgente]

E. O. Wilson definisce le sue idee anche con un particolare romanzo, Anthill: A Novel ("Formicaio"), che è stato tra i casi letterari e sociologici dell’anno negli Stati Uniti (2010). Nel romanzo le formiche discutono circa l'esistenza di esseri soprannaturali che per esse sono gli uomini. Gli uomini in questo caso sono immaginati come Dio: esse discutono della ambivalenza della sua presenza.

La posizione di Wilson sulla fede in Dio è in generale differente da quella di un altro importante divulgatore della sociobiologia, lo zoologo e ateo militante britannico Richard Dawkins. Wilson fa apparire, attraverso la descrizione delle formiche, che la fede in Dio non è semplicemente falsa ma «è vera in senso darwiniano», in quanto produce coesione sociale e quell’«altruismo che è necessario per la sopravvivenza delle società umane». È pure possibile che la religione non abbia solo un’utilità funzionale. Wilson afferma di non considerarsi né ateo né agnostico ma «un deista provvisorio. Questo significa che voglio considerare la possibilità di una Causa Ultima. Ma non siamo veramente vicini a capire di che cosa possa trattarsi».

Nel romanzo mette in scena una contrapposizione fra formiche atee e credenti. Le prime negano, le altre affermano l’esistenza di dei nella forma di «alberi che si muovono», divinità capricciose che possono portare alle formiche magnifici doni oppure distruggerle senza motivo. Hanno ragione le formiche credenti. Gli «alberi che si muovono» esistono: sono gli uomini, divinità benevole che quando lasciano sulle rive del lago i resti dei loro picnic elargiscono alle formiche un’abbondanza inattesa. La dinamica ricorda quelle del Culto del cargo dell’Oceania, dove i nativi scambiano per navi degli dei quelle europee che portano aiuti alimentari.

Ma quando, proprio grazie a quest’abbondanza, gli insetti si moltiplicano in modo considerato fastidioso gli uomini li distruggono senza preavviso con lanciafiamme e insetticidi. Le formiche atee dunque hanno torto. Tuttavia, anche quelle credenti non hanno completamente ragione perché gli «alberi che si muovono» non sono entità soprannaturali. Ma il fatto che gli uomini non siano dei non prova che gli dei non esistano. Con questa duplice visione, il pensiero e la sociobiologia conservano tutta la loro irriducibile ambiguità[4].

Lavori principali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Creation
  2. ^ Human Nature
  3. ^ Douglas, Ed (2001). Darwin's Natural Heir. Guardian Unlimited.
  4. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Video[modifica | modifica sorgente]

Interviste[modifica | modifica sorgente]

Articoli[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

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