Domenico Siniscalco
| Domenico Siniscalco | |
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| Ministro dell'Economia e delle Finanze | |
| Durata mandato | 16 luglio 2004 – 22 settembre 2005 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Giulio Tremonti |
| Successore | Giulio Tremonti |
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| Direttore generale del Tesoro | |
| Durata mandato | 2001 – maggio 2005 |
| Predecessore | Mario Draghi |
| Successore | Vittorio Grilli |
Domenico Siniscalco (Torino, 15 luglio 1954) è un economista italiano, ministro tecnico nel secondo e terzo Governo Berlusconi.
Indice |
[modifica] Biografia
Ha studiato al Liceo Classico Alfieri, si è laureato in giurisprudenza all'Università di Torino, ha conseguito il PhD (equivalente al dottorato di ricerca) in economia all'Università di Cambridge.
Dal 1990 al 2006 è stato professore ordinario di Economia politica nell'Università di Torino; ha insegnato anche alla LUISS, all'Università di Cagliari, alla Johns Hopkins University di Baltimora (USA) e al CORE l'Università Cattolica di Lovanio. Ha diretto la Fondazione ENI Enrico Mattei; è stato consigliere di amministrazione di Telecom Italia. Ha scritto più di trenta pubblicazioni scientifiche su tematiche come le privatizzazioni, l'economia dell'ambiente e l'economia industriale su riviste internazionali e italiane. È stato editorialista de Il Sole 24 Ore.
Nominato direttore generale del Tesoro dal primo governo Berlusconi, dal 16 luglio 2004 è diventato ministro dell'Economia e Finanze nel Governo Berlusconi II succedendo al dimissionario Giulio Tremonti, pur mantenendo la carica di direttore generale fino alla primavera successiva. Confermato al ministero nel successivo Governo Berlusconi III, si è però dimesso il 22 settembre 2005 per il mancato appoggio del Governo alla sua richiesta di dimissioni del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, e per le divergenze riguardo alle scelte finanziarie da attuare.
Il 24 aprile 2006 è diventato managing director e vicepresidente di Morgan Stanley International[1]. Il 1º dicembre 2007 ha assunto la carica di Country Head per l'Italia, sempre di Morgan Stanley[2]. Nella primavera del 2010 è stato candidato alla Presidenza del Consiglio di Gestione di Intesa San Paolo ma la mancanza di convergenze sul suo nome lo ha indotto a ritirare la candidatura.
È tuttora Presidente di Assogestioni, l'Associazione italiana del risparmio gestito.
Il 7 marzo 2011, in merito alla vicenda della nomina di Alfredo Meocci alla direzione generale della RAI, è stato condannato dalla Corte dei conti al risarcimento di undici milioni di euro, insieme ad alcuni consiglieri Rai, Gennaro Malgieri, Giuliano Urbani, Giovanna Bianchi Clerici e Marco Staderini[3].
[modifica] Onorificenze
| Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| «Di iniziativa del Presidente della Repubblica» — Roma, 7 novembre 2005[4] |
| Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| — 2 giugno 2002[5] |
[modifica] Note
- ^ Siniscalco approda a Morgan Stanley come vicepresidente. Il Sole 24 Ore, 19 aprile 2006. URL consultato il 6-4-2008.
- ^ (EN) Morgan Stanley Appoints New Country Head for Italy. Morgan Stanley - Press Releases, 2 novembre 2007. URL consultato il 6-4-2008.
- ^ Corte dei conti: consiglieri pro Meocci, 11 milioni di danni, ANSA 7 marzo 2011
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. URL consultato il 31-7-2010.
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
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| Predecessore: | Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana | Successore: | |
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| Giulio Tremonti | 2004 - 2005 | Giulio Tremonti |