Diocesi di Agen

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Diocesi di Agen
Dioecesis Agennensis
Chiesa latina
Cathédrale Saint-Caprais d'Agen (Lot-et-Garonne).JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Bordeaux
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Hubert Marie Michel Marcel Herbreteau
Sacerdoti 88 di cui 61 secolari e 27 regolari
2.295 battezzati per sacerdote
Religiosi 39 uomini, 67 donne
Diaconi 21 permanenti
Abitanti 337.500
Battezzati 202.000 (59,9% del totale)
Superficie 5.384 km² in Francia
Parrocchie 194
Erezione IV secolo
Rito romano
Cattedrale San Caprasio
Indirizzo 5 Rue Roger Johan, 47000 Agen, France
Sito web catholique-agen.cef.fr
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Francia
L'antico palazzo episcopale di Agen, fatto costruire alla fine del Settecento dal vescovo Jean-Louis d'Usson de Bonac, è oggi sede della prefettura.

La diocesi di Agen (in latino: Dioecesis Agennensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Bordeaux. Nel 2012 contava 202.000 battezzati su 337.500 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Hubert Marie Michel Marcel Herbreteau.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende il dipartimento francese del Lot e Garonna.

Sede vescovile è la città di Agen, dove si trova la cattedrale di San Caprasio.

A partire dalla fine del II millennio, il territorio diocesano, che si estende su 5.384 km², ha subito una completa riorganizzazione. Il numero delle parrocchie, che era ancora di 309 nel 2006 è stato ridotto a 26 nel 2008[1], raggruppate in 5 decanati.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Incerto è stabilire l'origine del cristianesimo nell'agennais. Nei più antichi documenti liturgici della diocesi san Marziale (I o III secolo), chiamato "nostro padre" o "nostro apostolo", è da considerarsi come il vero fondatore della comunità cristiana di Agen. Alla fine del III secolo si conoscono numerosi martiri nel territorio, tra cui san Caprasio, san Vincenzo, santa Fede, sant'Alberto, san Primo.

La diocesi di Agen è attestata a partire dalla seconda metà del IV secolo, suffraganea dell'arcidiocesi di Bordeaux, sede metropolitana della provincia romana dell'Aquitania seconda.[3] La tradizione riconosce come primi vescovi di Agen san Caprasio e san Vincenzo; tuttavia nessuno dei due è ricordato come vescovo nel martirologio romano.[4] Inoltre la diocesi non fu rappresentata al concilio di Arles del 314 e ciò lascia pensare che la sua erezione sia posteriore.

Primo vescovo storicamente documentato è Febadio, che nel 357 scrisse un'opera contro gli ariani e nel 359 prese parte al concilio di Rimini. Secondo la Notitia Galliarum, i vescovi di Agen occupavano il secondo posto, dopo il metropolita di Bordeaux, nell'ordine gerarchico della provincia ecclesiastica: ciò dava loro il diritto di amministrare la sede di Bordeaux in regime di sede vacante; ancora nel 1479 avevano il titolo di "vicari della Provincia".

Un periodo di grave decadenza, causata dall'espansione del ducato di Guascogna, dai conflitti tra franchi e aquitani e dalle invasioni normanne, provocarono il declino della diocesi, la cui esistenza tra VII e X secolo è incerta. Per più di un secolo, dall'864 al 982, insieme con le diocesi vicine, fu retta da un vescovo di Guascogna.

A partire dal vescovo Gombaud, la diocesi poté rinascere, divenendo sede di numerose istituzioni monastiche e abbaziali. I benedettini possedevano le abbazie di Clairac, di Eysses e di Saint-Maurin; i cistercensi quelle di Gondon e di Pérignac; dal XII secolo arrivarono gli ordini mendicanti che fondarono monasteri su tutto il territorio diocesano. Le più antiche abbazie femminili erano quelle di Fongrave e di Paravis, fondate rispettivamente nel 1087 e nel 1130.

Con Arnaud II de Beauville (ca. 1020 - 1049), i vescovi di Agen acquisirono poteri comitali, grazie a privilegi, immunità e diritti concessi dai duchi di Aquitania.[5] Nel 1789 i vescovi avevano perso ogni loro potere temporale, pur mantenendo ancora il titolo, puramente onorifico, di "conti di Agen".

Nel XII secolo fu edificata la cattedrale di San Caprasio sul luogo di un'antica basilica costruita nel VI secolo e saccheggiata dai Normanni nell'853.

Il 13 agosto 1317 cedette la porzione del suo territorio sulla riva sinistra della Garonna a vantaggio dell'erezione della diocesi di Condom.

Prima della rivoluzione francese, la diocesi comprendeva 384 parrocchie e 181 chiese annesse ed era suddivisa in 12 arcipreture: Le Siège, Ferrussac, Villeneuve, Tournon, Fumel, Villeréal, Monclar, Lauzun, Sainte-Foy, Marmande, Tonneins e Montpezat.[6]

Facendo seguito al concordato, con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801, la diocesi di Agen si ingrandì, incorporando i territori della diocesi di Condom e dell'arcidiocesi di Auch, che furono soppresse, nonché parte delle diocesi ugualmente soppresse di Lescar, di Lectoure e di Tarbes. Nel contempo divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Tolosa.

Il 6 ottobre 1822 l'arcidiocesi di Auch fu ristabilita con la bolla Paternae charitatis dello stesso papa Pio VII, ricavandone il territorio dalla diocesi di Agen, che tornò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Bordeaux. Contestualmente cedette tre cantoni per la costituzione della diocesi di Montauban.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

  • San Caprasio ? †
  • San Vincenzo ? † [7]
  • San Febadio † (prima del 357 - dopo il 392)[8]
  • San Dulcidio † (inizio del V secolo)[9]
  • Bebiano † (menzionato nel 549)
  • Polemio † (menzionato nel 573)
  • Sugillario ? † (menzionato nel 580)[10]
  • Antidio † (menzionato nel 585)
  • Flavardo † (menzionato nel 614)
  • Asodoaldo † (menzionato nel 627)[11]
  • Sallustio † (menzionato nel 630)
  • Siboaldo † (menzionato nel 673/675)[12]
  • Gombaud † (menzionato nel 977)[13]
  • Arnaud I † [14]
  • Hugues de Gascogne † (inizio dell'XI secolo - dopo il 1011)
  • Sanche ? †
  • Simon I ? † [15]
  • Arnaud II de Beauville † (? - 1049 dimesso)
  • Bernard I de Beauville † (1049 - dopo il 1056)[16]
  • Guillaume I † (17 novembre 1061 consacrato - dopo il 1068)
  • Arnaud III ? † (menzionato nel 1069)[17]
  • Elie I † (circa 1069 - 1076)[18]
  • Donald † (menzionato a dicembre 1080)
  • Simon II † (1083 consacrato - 18 aprile circa 1101 deceduto)
  • Géraud I † (menzionato nel 1103)
  • Isarad ? † (menzionato nel 1104)
  • Gausbert † (1105 - dopo il 1115)
  • Aldebert † (prima del 1118 - 1128)
  • Raymond-Bernard du Fossat † (circa 1128 - 7 marzo 1149 deceduto)
  • Elie II de Castillon † (31 agosto 1149 consacrato - circa 1180 dimesso)
  • Pierre I † (menzionato nel 1180)
  • Bertrand I de Béceyras † (circa 1182 o 1183 - dopo maggio 1208)
  • Arnaud IV de Rovinha † (1209 - 18 agosto 1228 deceduto)
  • Arnaud V † (prima del 1230 - 1231 deceduto)
  • Géraud II † (21 febbraio 1231 - dopo il 4 luglio 1232 deceduto)
  • Raoul de Peyrines † (1233 - 1235[19] nominato arcivescovo di Lione)
  • Arnaud de Galard † (1235 - 12 settembre 1245 deceduto)
  • Pierre de Reims, O.P. † (30 novembre 1245 - 29 gennaio 1247 deceduto)
  • Guillaume II † (8 aprile 1247 - 9 dicembre 1262 nominato patriarca di Gerusalemme)
  • Guillaume III † (8 maggio 1263 - 1264 deceduto)
  • Pierre Jerlandi † (14 maggio 1264 - 28 luglio 1271 deceduto)
  • Arnaud de Got † (1271 - 10 o 20 febbraio 1282 deceduto)
  • Jean Jerlandi † (1282 - circa 1291 deceduto)
  • Bertrand de Goth † (1292 - 1306 nominato vescovo di Langres)
  • Bernard de Fargis † (25 febbraio 1306 - 4 giugno 1306 nominato arcivescovo di Rouen)
  • Bertrand de Goth † (11 novembre 1306 - 5 maggio 1313 deceduto) (per la seconda volta)
  • Amanieu de Fargis † (11 gennaio 1314 - 26 maggio circa 1357 deceduto)
  • Déodat de Rotbald † (12 giugno 1357 - 1364 deceduto)
  • Raimond de Salg † (10 gennaio 1364 - 1374 deceduto)
  • Jean Belveti † (8 giugno 1375 - 30 maggio 1382 nominato vescovo di Albi)
  • Obbedienza romana:
    • Giovanni † (21 agosto 1389 - ?)[20]
    • Pietro † (18 settembre 1391 - ?)
  • Obbedienza avignonese:
  • Jean Borgia † (9 gennaio 1439 - 1461 dimesso)
  • Pierre de Bérard † (10 giugno 1461 - 21 luglio 1477 deceduto)
    • Jean de Monchen † (1477 - 3 luglio 1478 nominato vescovo di Viviers) (vescovo eletto)
  • Galeazzo della Rovere † (3 luglio 1478 - 1487 deceduto)
  • Leonardo Grosso della Rovere † (9 dicembre 1487 - 22 marzo 1519 dimesso)
  • Marcantonio della Rovere † (22 marzo 1519 - 1538 deceduto)
  • Matteo Bandello, O.P. † (1º settembre 1550 - 1555 dimesso)
  • Giano Fregoso † (23 gennaio 1555 - 16 ottobre 1586 deceduto)
  • Nicolas de Villars † (18 dicembre 1587 - 10 dicembre 1608 deceduto)
  • Claude de Gelas † (29 aprile 1609 - 26 dicembre 1630 deceduto)
  • Gaspard de Daillon du Lude † (12 maggio 1631 - 28 gennaio 1636 nominato vescovo di Albi)
  • Barthélemi d'Elbène † (9 giugno 1636 - 4 marzo 1663 deceduto)
  • Claude Joli †(12 gennaio 1665 - 21 ottobre 1678 deceduto)
  • Jules Mascaron † (8 gennaio 1680 - 16 dicembre 1703 deceduto)
  • François Hébert † (11 febbraio 1704 - 20 agosto 1728 deceduto)
  • Jean d'Ise de Saléon † (8 febbraio 1730 - 1º dicembre 1735 dimesso)
  • Jean-Gaspard-Gilbert de Chabannas † (19 dicembre 1735 - 26 luglio 1767 deceduto)
  • Jean-Louis d'Usson de Bonac † (25 gennaio 1768 - 1815 dimesso)[21]
  • Jean Jacoupy † (15 luglio 1802 - 7 luglio 1841 ritirato)
  • Jean-Aimé de Levezou de Vezins † (12 luglio 1841 - 11 aprile 1867 deceduto)
    • Sede vacante (1867-1871)
  • Hector-Albert Chaulet d'Outremont † (24 febbraio 1871 - 21 dicembre 1874 nominato vescovo di Le Mans)
  • Jean-Emile Fonteneau † (21 dicembre 1874 - 13 novembre 1884 nominato arcivescovo di Albi)
  • Charles-Evariste-Joseph Coeuret-Varin † (27 marzo 1885 - 23 febbraio 1905 deceduto)
  • Charles-Paul Sagot du Vauroux † (21 febbraio 1906 - 15 agosto 1937 deceduto)
  • Jean-Marcel Rodié † (7 marzo 1938 - 15 febbraio 1956 ritirato)
  • Roger Johan † (13 aprile 1956 - 13 marzo 1976 ritirato)
  • Sabin-Marie Saint-Gaudens † (13 marzo 1976 succeduto - 13 dicembre 1996 ritirato)
  • Jean-Charles Marie Descubes (13 dicembre 1996 - 25 marzo 2004 nominato arcivescovo di Rouen)
  • Hubert Marie Michel Marcel Herbreteau, dal 17 gennaio 2005

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 337.500 persone contava 202.000 battezzati, corrispondenti al 59,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 210.000 265.450 79,1 321 266 55 654 109 323 440
1959 240.800 265.648 9,3 305 255 50 81 93 312 439
1970 240.000 289.755 82,8 285 246 39 842 43 345 434
1980 247.000 294.000 84,0 224 182 42 1.102 2 42 245 439
1990 244.000 301.000 81,1 201 145 56 1.213 8 67 141 439
1999 245.000 307.803 79,6 148 105 43 1.655 11 52 141 435
2000 242.000 305.988 79,1 140 101 39 1.728 10 50 133 425
2001 242.000 317.945 76,1 134 94 40 1.805 17 50 117 442
2002 248.000 317.945 78,0 132 101 31 1.878 13 40 122 404
2003 246.000 317.945 77,4 135 90 45 1.822 14 56 98 404
2004 200.000 317.945 62,9 121 85 36 1.652 14 48 76 365
2006 201.700 321.000 62,8 117 81 36 1.723 19 49 87 309
2012 202.000 337.500 59,9 88 61 27 2.295 21 39 67 194

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal sito web della diocesi.
  2. ^ L'Annuario Pontificio, così come riportato da Catholic Hierarchy, menziona tuttavia, per l'anno 2012, 194 parrocchie.
  3. ^ Notitia Galliarum (inizio del V secolo) in: Monumenta Germaniae Historica, Chronica minora, I, p. 558.
  4. ^ Vetus Martyrologium Romanum alle date del 9 giugno e 20 ottobre.
  5. ^ André Ducom, La commune d'Agen. Essai sur son histoire et son organisation, cap. IV prima parte: Mémoire sur la juridiction des évêques d'Agen, Paris-Agen 1892, p. 140 e seguenti.
  6. ^ Durengues, Pouillé historique du diocèse d'Agen pour l'année 1789, Agen 1894.
  7. ^ Alcuni cronotassi inseriscono, dopo san Vincenzo, Ausibio, escluso tuttavia dalla stessa Gallia christiana e da Gams.
  8. ^ Secondo Duchesne e Gams è il primo vescovo certo di Agen.
  9. ^ Dopo Dulcidio, alcune cronotassi tradizionali inseriscono il vescovo Lupo, escluso da Gallia christiana e da Gams. Barrère, pur riconoscendo che non ci sono prove dell'episcopato di Lupo, ritiene che se ne può presumere l'esistenza («Nous croyons pouvoir l'établir sur de fortes présomptions», op. cit., I, p. 120).
  10. ^ Riportato da Gallia christiana ma senza prove documentarie. Escluso da Duchesne.
  11. ^ Flavardo e Asodoaldo sono assenti in Gallia christiana.
  12. ^ Prima e dopo Siboaldo, alcune cronotassi (cfr. Barrère, op. cit., I, pp. 150 e 191) inseriscono Sebastiano, menzionato nel 642, e Concordio, menzionato nell'850 circa. Entrambi i vescovi sono esclusi da Gallia christiana, Gams e Duchesne, secondo il quale dopo Siboaldo non sono più noti vescovi fino a Gombaud.
  13. ^ Episcopus Vasconiensis.
  14. ^ Menzionato da Gallia christiana senza indicazioni cronologiche precise; Barrère gli assegna l'anno 982 (cfr. op. cit., I, pp. 203-204).
  15. ^ Sanche e Simon sono menzionati da Gallia christiana; Gams riconosce solo Simon, che avrebbe assistito alla consacrazione della cattedrale di Bordeaux nel 1026. In realtà, questo avvenimento fu celebrato nel 1096 (cfr. Barrère, op. cit., I, p. 220), all'epoca dunque di Simon II. Inoltre, Barrère menziona altri tre vescovi riportati da antichi cataloghi, ma senza alcuna prova documentaria: Arénat, Gausbert e Aldebert (pp. 220-221). Gallia christiana ammette Gausbert, ma nel XII secolo.
  16. ^ Tra Bernard I e Guillaume I, alcuni autori inseriscono i vescovi Osius e Regino, esclusi da Gallia christiana, Barrère (I, p. 258) e Gams.
  17. ^ Barrère (op. cit., I, p. 279) mette in dubbio l'esistenza di Arnaud III, in quanto sarebbe stato un visconte e non un vescovo. Lo stesso Gams lo segnala con un punto interrogativo.
  18. ^ Così Gams. Gallia christiana inserisce Elie I dopo Donald.
  19. ^ Ricevette il pallio il 15 gennaio 1236.
  20. ^ Tra Jean Belveti e Giovanni manca un vescovo dell'obbedienza romana.
  21. ^ Contravvenendo alle disposizioni date dal papa nella Qui Christi Domini, non si dimise nel 1801, ma solo nel 1815.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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