Desperado (film 1995)

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Desperado
Desperado.JPG
Salma Hayek nei panni di Carolina e Antonio Banderas in quelli del Mariachi.
Titolo originale Desperado
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1995
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, thriller, Pulp, burrito western
Regia Robert Rodriguez
Soggetto Robert Rodriguez
Sceneggiatura Robert Rodriguez
Produttore Bill Borden, Robert Rodriguez
Fotografia Guillermo Navarro
Montaggio Robert Rodriguez
Effetti speciali B.J. Shelley, Malinda Shelley
Musiche Los Lobos
Scenografia Cecilia Montiel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Desperado è un film del 1995 diretto da Robert Rodriguez, con Antonio Banderas e Salma Hayek.

Sequel del film El Mariachi è il secondo capitolo della Trilogia del Mariachi. Avendo a disposizione un budget maggiore rispetto al suo primo film, circa un milione e mezzo di dollari, Robert Rodriguez presenta un cast in cui spiccano Antonio Banderas, Salma Hayek ed alcune vecchie conoscenze del regista come Cheech Marin, Tito Larriva e Danny Trejo, che torneranno sul set di Dal tramonto all'alba e di molti altri film successivi del regista. Come citazione, il regista riserva a Carlos Gallardo, protagonista di El Mariachi, il piccolo ruolo di Campa. Questo film aiutò Antonio Banderas a raggiungere la fama internazionale e segnò il debutto di Salma Hayek nel cinema americano. Inizialmente fu scritturato Raul Julia per il ruolo di Bucho. Sfortunatamente l'attore era già gravemente malato e morì poco tempo prima dell'inizio delle riprese. Considerato da molti come il Pulp Fiction di Rodriguez, questo film è una sorta di miscuglio tra il pulp e il western, con l'immancabile mexican standoff.

Il film è stato presentato fuori concorso al 48º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Messico. Il Mariachi, un ex-musicista vissuto e disilluso, che non può più suonare la chitarra, vive solo per vendicarsi di Bucho. "Sai, è più facile premere un grilletto che suonare la chitarra..." dice in una delle ultime scene del film "... è più facile distruggere, che creare". Manito, aiutato dal suo unico amico è sulle tracce di Bucho. Non potendo più suonare usa la custodia della sua chitarra per nascondere un impressionante arsenale di armi. Durante una sparatoria viene ferito e si rifugia nel bar-liberia della bella Carolina, che lo cura e lo nasconde. Ripresosi apprende, da un bambino a cui ha dato lezioni di chitarra, che Bucho usa molti dei locali della città per il suo traffico di droga, tra cui anche la libreria di Carolina. Intanto Bucho, sapendo che un misterioso assassino che nasconde le pistole in una custodia per chitarra lo sta cercando, manda i suoi uomini a cercare Manito, che nel frattempo è tornato nel locale di Carolina per costringerla a condurlo dal narco-trafficante. In quel momento arriva Bucho, e descrive Manito a Carolina, chiedendole se ha visto un uomo come lui. Carolina nega, ma Bucho non è convinto e le fa capire che se scoprisse che sta mentendo la ucciderebbe. Manito, nascosto dietro il bancone del bar, non fa in tempo ad ucciderlo prima che se ne vada. Più tardi Bucho manda degli uomini a casa di Carolina, e lei e Manito vengono scoperti. I due riescono a fuggire, ma il locale di Carolina viene distrutto. In quel momento Manito vede per la prima volta il volto di Bucho e, anche se potrebbe ucciderlo, esita. Tornato a casa insieme a Carolina, decide di smettere di cercare la propria vendetta, e chiama due sue vecchi amici per liberarsi degli uomini che lo stanno cercando. Durante la sparatoria, il piccolo chitarrista che era comparso all'inizio del film viene ferito, e Manito e Carolina lo portano in ospedale. Furiosi per quanto è successo, i due si dirigono verso la residenza di Bucho, che li sta aspettando. In quel momento si capisce perché Manito non ha ucciso il suo nemico quella mattina: vedendo la sua faccia dopo che il locale di Carolina era stato distrutto, ha infatti capito che Bucho è suo fratello. Dopo aver parlato con lui, Manito decide di andarsene, ma Bucho (il cui vero nome è Cèzar) punta la pistola contro Carolina, deciso a punirla per il suo tradimento. Manito tira fuori due pistole che nascondeva nelle maniche e uccide Cèzar, non più per vendetta, ma per salvare la donna di cui si è innamorato. Dopo questa resa dei conti, Manito torna in ospedale a trovare il piccolo chitarrista, ancora privo di sensi. "Tutti quelli che ho ucciso..." dice con tristezza "erano padri di qualcuno... figli di qualcuno... fratelli di qualcuno.". In quel momento il bambino riprende conoscenza, e accarezzandolo Manito gli dice: "Esercitati.", per poi andarsene. Nell'ultima scena del film, Manito viene raggiunto in macchina da Carolina. Il Mariachi getta via la custodia dove teneva le sue armi e riparte con lei, ma dopo pochi secondi fa marcia indietro e torna a prenderle. Davanti ad una Carolina che lo guarda con disapprovazione, spiega: "Non si sa mai! È lontana la prossima città..."

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce audio della colonna sonora sono eseguite dai Los Lobos e raccolte in Desperado OST. All'interno del CD sono raccolte oltre alle musiche dei Los Lobos anche la ballata del Mariachi, cantata da Antonio Banderas e scritta dai Los Lobos, e brani di altri artisti come Tito & Tarantula e Dire Straits.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Tra le pistole del mariachi c'è anche quella "inguinale" poi sfoggiata da Tom Savini in Dal tramonto all'alba.
  • Nella scena iniziale del concerto è possibile scorgere quasi tutti gli attori del precedente film El Mariachi, che si rivedranno più avanti per dare man forte al protagonista durante una sparatoria.
  • Molte delle canzoni utilizzate come colonna sonora, di gruppi come Link Wray e Raymen, sono citazioni da altri film di Quentin Tarantino.
  • Come nel primo film della trilogia, il Mariachi utilizza una custodia per chitarra per nascondervi delle armi all'interno. Questo potrebbe essere un implicito riferimento alla pellicola di Sergio Corbucci "Django", pellicola omaggiata dal collega ed amico Quentin Tarantino. Il film si apre proprio con Django che trascina una bara da morto al cui interno si trova una mitragliatrice Gatling.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1995, festival-cannes.fr. URL consultato il 1º luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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