DEFCON

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Attuale grado DEFCON USA[1]

Il termine DEFCON (acronimo per indicare la locuzione della inglese DEFense readiness CONdition, in italiano "condizione di prontezza difensiva"), indica la descrizione dello stato di allarme utilizzata dalle forze armate degli Stati Uniti d'America.[2]

Il sistema DEFCON è stato sviluppato dallo Stato Maggiore Congiunto e dagli Unified Combatant Command statunitensi.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Comando di Difesa Aerea del Nord America o NORAD (North American Aerospacial Defense Command) è situato sotto al Monte Cheyenne, vicino a Colorado Springs. Esistono altri comandi decentrati, uno dei quali è situato anche sull’aereo del presidente degli Stati Uniti, l'Air Force One.

Dalla fine della Guerra Fredda, che aveva per opponente l’Unione Sovietica, questi comandi operano più che altro per controllare lo spazio dalla caduta di rottami spaziali, in collaborazione con i comandi russi. Le dislocazioni sono coperte da segreto militare e quindi si suppone che esista oltre che un comando terrestre ed aereo, anche un comando navale, organizzato sui sommergibili atomici e sulle portaerei statunitensi.

Dopo la creazione del NORAD, il comando utilizzò diversi livelli di prontezza (normale, aumentato, massimo) suddivisi in otto condizioni, ad esempio, il livello di "Massima Prontezza" aveva due condizioni "Air Defense Readiness" e "Air Defense Emergency".[4] Nell'ottobre 1959, il Capo dello stato maggiore congiunto statunitense, generale Nathan F. Twining annunciò "che il Canada e gli Stati Uniti avevano firmato un accordo per aumentare la prontezza operativa delle forze NORAD durante i periodi di tensione internazionale".[4] Dopo l'entrata in vigore dell'accordo, il 2 ottobre 1959[4], venne definito il sistema DEFCON a novembre 1959 per lo Unified Combatant Command[3]. Il sistema DEFCON iniziale aveva uno stato "Alpha" e "Bravo" (in condizioni DEFCON3) e Charlie e Delta sotto DEFCON4, più un livello di "emergenza" superiore a DEFCON1 con due condizioni: "Defense Emergency" e la più alta, "Air Defense Emergency" ("Hot Box" e "Big Noise" nelle esercitazioni)[4]

Per gran parte della guerra fredda, i siti di missili ICBM americani furono a DEFCON 4, anziché 5.[senza fonte]

DEFCON 2[modifica | modifica wikitesto]

Crisi dei missili di Cuba[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crisi dei missili di Cuba.
Il più alto livello di DEFCON che si sappia sia mai stato raggiunto

Nell'ottobre 1962 si ebbe la crisi dei missili di Cuba quando l’amministrazione Kennedy arrivò a DEFCON 2 contro l’Unione Sovietica a causa della costruzione di rampe di missili e dell’imminente sbarco di missili a testata nucleare sull'isola di Cuba, che metteva gravemente a repentaglio la sicurezza sul territorio degli Stati Uniti, per la vicinanza e la rapidità con la quale un eventuale attacco sarebbe avvenuto.

La decisione dell’amministrazione cubana, guidata da Fidel Castro, di impiantare questi missili nucleari nell'isola di Cuba era motivata dai rapporti tesi con gli Stati Uniti d'America: l’amministrazione Kennedy e i consiglieri militari del servizio segreto nel 1961 avevano attuato un’operazione coperta dal segreto, per un’invasione armata dell’isola di Cuba da parte di fuoriusciti cubani, che però fu respinta nella Baia dei Porci perché, nel momento cruciale, John Kennedy aveva rifiutato di intervenire ufficialmente nelle operazioni autorizzando i bombardamenti aerei. La situazione si era già fatta tesa nel 1960, in seguito all'installazione di missili a testata nucleare puntati contro Mosca da parte degli Stati Uniti sul territorio turco e quello italiano, al che l'Unione Sovietica rispose con l'installazione di missili sul territorio cubano.

La costruzione di rampe di lancio di missili nucleari sull'isola era destabilizzante perché, a causa della vicinanza dell'isola al territorio statunitense, alterava di parecchio gli equilibri strategici tra le due superpotenze: l'Unione Sovietica, che all'epoca disponeva di una quarantina di missili intercontinentali, avrebbe raddoppiato il numero di vettori con cui poter bombardare direttamente il territorio statunitense.

Kennedy replicò il 22 ottobre col blocco navale a Cuba (venne stabilita una linea cosiddetta di "quarantena" attorno all'isola) per impedire il passaggio alle navi sovietiche con il materiale per continuare l'installazione delle basi missilistiche. In un discorso alla Nazione avvisò tutto il mondo che aveva portato il DEFCON a 2, ossia dichiarazione di guerra contro l’Unione Sovietica e inizio del combattimento quando le navi sovietiche che trasportavano i missili avessero tentato di forzare il blocco.

Questa decisione lasciò tutto il mondo col fiato sospeso perché per la prima volta si stava per scatenare una guerra nucleare. Il 24 ottobre, l’amministrazione sovietica di Khruščёv e dei suoi consiglieri militari decise di ordinare alle navi sovietiche di non forzare il blocco. Il 27 ottobre venne raggiunto un accordo fra il presidente USA Kennedy e l'ambasciatore sovietico a Washington Dobrynin per la rinuncia alle installazioni missilistiche a Cuba, in cambio dello smantellamento delle rampe di lancio statunitensi in Turchia e Italia, e della garanzia di non intervento contro Cuba.

DEFCON 3[modifica | modifica wikitesto]

Guerra del Kippur[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra del Kippur.

Il 6 ottobre 1973 le forze egiziane e siriane attaccarono a sorpresa Israele iniziando la guerra del Kippur . Il 25 ottobre le forze armate americane passarono a DEFCON 3, perché venne considerato imminente l'ingresso dell'Unione Sovietica nel conflitto. Il 26 ottobre, il giorno dopo, le forze strategiche (CINCSAC e CINCONAD) tornarono allo stato DEFCON normale. Il 31 ottobre le forze americane stanziate in Europa (con l'eccezione della 6ª flotta) cessarono lo stato DEFCON 3 e il 17 novembre anche la 6ª flotta tornò allo stato normale.[5]

Attentati dell'11 settembre 2001[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Attentati dell'11 settembre 2001.

La seconda volta che gli Stati Uniti hanno raggiunto DEFCON 3 è stato in occasione degli attentati terroristici dell'11 settembre 2001. Il segretario alla difesa Donald Rumsfeld ordinò l'aumento del livello DEFCON e si preparò per il passaggio a DEFCON 2, cosa che poi non accadde.[6]

Crisi Coreana[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 aprile 2013 gli Stati Uniti raggiunsero il livello 3 della scala DEFCON perché si considerò che la Corea del Nord potesse colpire con missili balistici un'isola americana.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Esistono cinque gradi di prontezza operativa, o in altre parole, di stato di allerta, per tutte le organizzazioni militari degli Stati Uniti d'America e il passaggio da DEFCON 5 (il meno critico) a DEFCON 1 (il più critico) riflette il variare della situazione militare degli Stati Uniti.[2]

Gli stati DEFCON sono un sottoinsieme dei LERTCON, i livelli di allarme utilizzati negli USA e che includono Emergency Conditions o (EMERGCON).[7] I DEFCONs non devono essere confusi con gli stati di allerta codificati da sistemi simili in utilizzo con le forze armate americane quali le Force Protection Condition o (FPCON), o gli stati Readiness Conditions (REDCONS) e Watch Conditions (WATCHCON), o ancora l'Homeland Security Advisory System utilizzato dall'United States Department of Homeland Security.

Gradi DEFCON[modifica | modifica wikitesto]

DEFCON 1[modifica | modifica wikitesto]

Allarme Rosso (attacco in corso): Tempo di guerra. Il Comando Strategico ordina di difendere o attaccare. Ogni operatore converge la propria operatività su uno o più progetti identificati dal comando generale. La situazione di DEFCON 1 viene invocata solo in casi gravissimi in cui la sopravvivenza della nazione viene messa in discussione oppure il comando di un’operazione sta per essere messo in pericolo. Tutta la potenza di fuoco deve essere concentrata sull’operazione attuale.[1]

DEFCON 2[modifica | modifica wikitesto]

Allarme Arancione (rischio molto elevato): Tempo di guerra. La Sicurezza, la vigilanza e i dispositivi di difesa strategica sono ai massimi livelli. Il Comando Strategico Statunitense inoltra per via gerarchica a tutti i comandanti l'ordine di attivare le difese strategiche e di posizione, per far sì che i partecipanti alle diverse operazioni inizino a dirigere i loro apparati, verso le operazioni in questione. L'ordine generale è: "Convergere sull'operazione in pericolo", ma si accetta ancora un minimo margine di discrezionalità da parte degli operatori. Il pericolo è reale e si sta attuando in questo momento.
Di solito il Presidente fa un discorso alla Nazione, avvisando tutti che sta per entrare in guerra, in modo che la popolazione e gli alleati si preparino in tempo. Questo serve ad avvisare il nemico e i suoi alleati.

DEFCON 3[modifica | modifica wikitesto]

Allarme Giallo (rischio elevato): Tempo di pace. La Sicurezza e la vigilanza vengono aumentate a causa di un elevato rischio di attacco su qualche operazione in corso. Ogni operatore è invitato a prendere visione di quale operazione si tratti implementando qualche cambiamento di progetto sulle sue operatività. Non ci sono rischi imminenti ma il pericolo è elevato, presente e attuale.

DEFCON 4[modifica | modifica wikitesto]

Allarme Blu (rischio generale): Tempo di pace. Misure di Sicurezza e dei Servizi Segreti aumentati. Ogni operatore può seguire le operazioni quotidiane. Non ci sono minacce imminenti in nessuna operazione eseguita.

DEFCON 5[modifica | modifica wikitesto]

Allarme Verde (rischio basso): Tempo di Pace. Sicurezza e Servizi Segreti mantenuti al minimo. Ogni operatore può seguire le operazioni quotidiane. Non ci sono minacce imminenti in nessuna operazione eseguita.

Influenze nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • La crisi di Cuba è un avvenimento raccontato nel film Thirteen Days, i tredici giorni che fecero tremare il mondo.
  • Wargames - Giochi di guerra (del 1983, di John Badham, con Matthew Broderick), un film di fantascienza in cui un ragazzo si introduce senza volerlo nel computer WOPR (War Operation Plan Response) "Risposta al Piano delle Operazioni di Guerra" del NORAD. Egli avvia un gioco strategico di guerra, facendo apparire sugli schermi della base un falso attacco sovietico, rischiando di instaurare un conflitto globale.
  • The Day After - Il giorno dopo, un film del genere catastrofico, che nelle sequenze iniziali, mostra come si attiva il sistema di allarme DEFCON 1, fino ad arrivare al lancio reciproco di testate nucleari, con una catastrofe apocalittica.
  • A prova di errore (Fail Safe) di Sidney Lumet del 1964 spiega molto chiaramente come da una situazione di pace si arrivi per una serie di concause in breve tempo a DEFCON 1 e alle tragiche conseguenze finali. Di "A prova di errore" è stato fatto un remake nel 2000 sotto la regia di Stephen Frears.
  • Al vertice della tensione (The Sum of All Fears) (del 2002 diretto da Phil Alden Robinson e interpretato da Ben Affleck e Morgan Freeman; tratto dal romanzo Paura senza limite del 1991, scritto da Tom Clancy). Nella trama del film e del romanzo si immagina una crisi fra le due superpotenze che porta allo stato di DEFCON 2, e all'inizio è mostrata una simulazione di DEFCON 1.
  • Armageddon - Giudizio Finale (del 1998), un film catastrofico in cui viene attivato il sistema di allarme DEFCON 3 dopo che una pioggia di meteore ha colpito New York.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

  • Un gioco per PC dal nome DEFCON è stato prodotto dalla Introversion Software Limited nel settembre 2006. Lo svolgimento e la grafica ricordano la trama e i display utilizzati nei film Dottor Stranamore, A prova di errore e Wargames - Giochi di guerra. Nel gioco si procede ad aumentare progressivamente il livello DEFCON. Quando DEFCON 1 è raggiunto, il gioco continua fino a che una certa percentuale (l'80% di default) dei missili nucleari a disposizione dei giocatori è stata lanciata o distrutta. Quando questa percentuale è raggiunta, viene avviato un conto alla rovescia che dura 45 minuti simulati, al termine dei quali viene decretato il vincitore.
  • Pure nel videogioco Act of War il DEFCON svolge il ruolo di un importante upgrade, in quanto è necessario farlo salire di livello per avere accesso a tecnologie e mezzi più sofisticati e letali, per esempio i silos per missili ICBM.
  • Anche nel videogioco Tom Clancy' s Endwar, quando una squadra sta per perdere, raggiungerà DEFCON 1 e avrà accesso all'uso della WMD specifica della fazione. Tuttavia, l'uso di una WMD porterà il nemico a dichiarare a sua volta DEFCON 1 e ad usare la sua WMD contro le truppe.
  • Anche in Call of Duty: Black Ops, prodotto da Activision viene utilizzato l'allarme DEFCON, da abbassare dall'1 al 5 per accedere ad una stanza segreta, in una delle mappe della modalità Zombie, Five, ambientata al Pentagono.
  • L'indicatore DEFCON è presente anche nel gioco Rise of Nations, o meglio nella sua espansione Thrones and Patriots, nella campagna della Guerra Fredda: quando il giocatore compirà atti pericolosi, sia come USA sia come URSS, il DEFCON salirà di livello e quando avrà raggiunto livello 1, tutte le armi atomiche presenti sulla mappa di gioco verranno lanciate immediatamente, sia quelle del giocatore che quelle dell'avversario.
  • Un chiaro riferimento all'indice DEFCON è presente all'interno di Tropico 4, nel quale il giocatore, ad un certo punto del gioco, si trova a dover mantenere basso il livello d'allerta, al fine di scongiurare un conflitto mondiale.

Altri stati d'allerta[modifica | modifica wikitesto]

Il DEFCON differisce dall' FPCON (Force Protection Condition) adottato anche al di fuori dagli Stati Uniti e dall'ambito militare. Gli stati di allarme FPCON, che hanno sostituito dal 2001 i THREATCON e sono suddivisi in FPCON NORMAL, ALPHA, BRAVO, CHARLIE e DELTA, stabiliscono il livello di misure di sicurezza da adottare per la difesa delle installazioni militari, particolarmente, in tempi recenti, in presenza di minacce di tipo terroristico. I DEFCON, invece, appartengono alla specifica terminologia militare statunitense e determinano l'ammontare di forze militari da schierare in funzione della probabilità di attacco contro la popolazione civile metropolitana americana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c DEFCON Warning System, op. cit.
  2. ^ a b (EN) Joint Publication 1-02, Department of Defense Dictionary of Military and Associated Terms, 12 aprile 2001 (in seguito modificato il 19 agosto 2009)
  3. ^ a b (EN) Sagan, S. D. (1985). Nuclear Alerts and Crisis Management. International Security, 9 (5), 99-139
  4. ^ a b c d (EN) NORAD/CONAD Historical Summary: July -December 1959. URL consultato il 4 maggio 2013.
  5. ^ (EN) (EN) Federation of American Scientists, DEFCON. URL consultato il 13 febbraio 2007.
  6. ^ (EN) 911 Commission Report
  7. ^ (EN) United States Army Corps of Engineers Savannah District (CESAS) Plan 500-1-12, 1 August 2001

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]