Cynara cardunculus

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Cardo
Cynara cardunculus0.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Echinopsidinae
Genere Cynara
Specie C. cardunculus
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carduinae
Nomenclatura binomiale
Cynara cardunculus
L.
Sinonimi
  • Cynara scolymus
    L. 1753
  • Cynara sylvestris
    Lam. 1783
  • Cynara horrida Aiton
    1789
  • Cynara spinosissima
    Presl 1822
  • Cynara corsica
    Viv. 1824
  • Cynara humilis
    Viv. 1753
Cynara cardunculus

Il cardo (Cynara cardunculus L.) è una specie di pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

È una robusta specie emicriptofita, cioè una pianta erbacea perenne che affida la propria sopravvivenza, oltre che agli acheni, a specifiche gemme poste a livello della superficie del terreno, portate sulla frazione basale del fusto e sui rizomi.
L’asse fiorale è eretto, ramificato all'epoca della fioritura, robusto, striato in senso longitudinale e fornito di foglie alterne. Le ramificazioni dell'asse fiorale portano, in posizione terminale, le infiorescenze. L'altezza è variabile, da 40 cm sino a 250 cm.
I fiori, ermafroditi, tubulosi, caratteristici delle Asteraceae, sono riuniti in una infiorescenza a capolino detta anche calatide. A completa maturità raggiungono anche oltre gli 8 mm, presentano colore violetto-azzurro di varia tonalità, ma possono anche essere riscontrati mutanti di colore bianco. Il frutto è un achenio tetragono-costato, di colore grigiastro scuro e screziato, unito al calice trasformato in pappo, per favorire la disseminazione. Il peso dei mille acheni può oscillare tra i 15 e i 70 g.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Fioritura del C.cardunculus

C. cardunculus presenta una spiccata adattabilità all'ambiente mediterraneo, la quale si concretizza fondamentalmente in una stagione di crescita, che coincide con il periodo in cui si hanno i maggiori apporti idrici naturali, e con l'accumulo nelle radici di sostanze di riserva in grado di sostenere la riattivazione vegetativa, dopo la quiescenza estiva.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Cardo coltivato durante l'imbianchimento.

In questa specie sono stati identificati, con l'ausilio di marcatori molecolari (AFLP, microsatelliti e transposon display), tre differenti taxa:

  • C. cardunculus var. sylvestris Lam. (cardo selvatico) abbondantemente diffusa allo stato spontaneo nel bacino occidentale del mediterraneo.
  • C. cardunculus var. altilis DC. (cardo coltivato).
  • C. cardunculus subsp. scolymus (L.) Hegi (carciofo).

Usi[modifica | modifica wikitesto]

È una specie ampiamente conosciuta in tutto il bacino del mediterraneo per l'impiego a fini alimentari dell'infiorescenza a capolino (carciofo) e per le sue proprietà farmaceutiche, oltre che per l’estrazione di un agente coagulante il latte per la preparazione di formaggi ovini (noto nella Toscana contadina con il nome dialettale di "presura" ma da non confondere con il caglio ovino[1]. Recentemente è aumentato l'interesse per questa specie come fonte di sostanze con proprietà terapeutiche. Esse derivano principalmente dal metabolismo dei fenilpropanoidi e dei flavonoidi, quali: acido clorogenico, acidi di-caffeoilchinici (p.e.: cinarina), acido caffeico e luteolina. L'azione farmacologica principale della cinarina riguarda la sua potenzialità nel:

  • limitare la biosintesi di colesterolo
  • inibire l'HIV-integrasi

La cinarina è una molecola peculiare della specie Cynara cardunculus L. ed è attualmente in commercio sotto forma di estratti fogliari grezzi, non standardizzati.

Raccolta meccanizzata[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente il cardo trova impiego anche nella filiera energetica. Infatti i semi possono essere utilizzati per la produzione di biodiesel, mentre la biomassa residuale per la produzione di energia termica. Essendo questa una pianta coltivabile in terreni poco fertili e siccitosi, rappresenta un'opportunità di sviluppo anche in ambienti più ostili. Inoltre essendo una coltura poliennale, il cardo permette di ammortizzare la spesa per la preparazione del letto di semina in più anni. Nell'ambito del progetto Biocard il CRA-ING [2] ha sviluppato un prototipo [3] di testata per mietitrebbiatrice per effettuare in un'unica passata la raccolta del seme e la messa in andana della biomassa lignocellulosica che sarà successivamente raccolta e imballata. Il progetto Global process to improve Cynara cardunculus exploitation for energy productions- Biocard è stato promosso nell'ambito del 6° Programma quadro dell'Unione Europea e ha visto la partecipazione di Istituti di ricerca quali l'Università di Madrid, di Bologna e di Dublino, il CRA-ING (gruppo Panacea [4]), Icp-Csic, Gaiker, Circe, Dtu, Vtt e utilizzatori finali quali Endesa per l'impiego della biomassa lignocellulosica in co-combustione in centrale termoelettrica, e Man B&W per l'utilizzo del biodiesel in motori endotermici. Il prototipo di raccolta sviluppato dal Cra-Ing unisce i dispositivi di una testata da mais a sei file, nella pare superiore, e quelli di una classica testata da frumento nella parte inferiore. La testata da mais provevde al distacco dei capolini da inviare all'apparato trebbiante della mietitrebbiatrice, la testata da grano opera lo sfalcio, il condizionamento e l'andanatura della biomassa epigea tra le ruote della mietitrebbiatrice. I residui della trebbiatura dei capolini sono a loro volta rilasciati sull'andana, mentre i semi vengono raccolti dalla mietitrebbiatrice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ etimologia: presura. URL consultato l'8 febbraio 2011.
  2. ^ Unità di ricerca per l'ingegneria agraria.
  3. ^ Filmati Prototipo di testata per la raccolta del cardo.
  4. ^ Link al sito del Gruppo-Panacea.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Acquadro A., Portis E., Moglia A., Magurno F., Lanteri S. (2006) Retrotransposon based S-SAP as a platform for the analysis of genetic variation and linkage in globe artichoke. Genome 49 (9): 1149-1156
  • Acquadro A., Portis E., Lee D., Donini P., Lanteri S. 2005. Development and characterisation of microsatellite markers in Cynara cardunculus L. Genome 48 (2): 217-225
  • Moglia A., Comino C., Portis E., Acquadro A., De Vos R.C.H., Beekwilder J., Lanteri S. (2009) Isolation and mapping of a C3'H gene (CYP98A49) from globe artichoke, and its expression upon UV-C stress. Plant Cell Report. in press.
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