Cavacurta

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Cavacurta
comune
Cavacurta – Stemma
Cavacurta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Lodi-Stemma.png Lodi
Amministrazione
Sindaco Daniele Saltarelli (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°11′27″N 9°44′34″E / 45.190833°N 9.742778°E45.190833; 9.742778 (Cavacurta)Coordinate: 45°11′27″N 9°44′34″E / 45.190833°N 9.742778°E45.190833; 9.742778 (Cavacurta)
Altitudine 60 m s.l.m.
Superficie 7,07 km²
Abitanti 839[1] (30-11-2012)
Densità 118,67 ab./km²
Comuni confinanti Camairago, Codogno, Maleo, Pizzighettone (CR)
Altre informazioni
Cod. postale 26844
Prefisso (+39) 0377
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 098016
Cod. catastale C362
Targa LO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 545 GG[2]
Nome abitanti cavacurtesi
Patrono San Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cavacurta
Posizione del comune di Cavacurta nella provincia di Lodi
Posizione del comune di Cavacurta nella provincia di Lodi
Sito istituzionale

Cavacurta (Cavacürta in dialetto lodigiano) è un comune italiano di 839 abitanti della provincia di Lodi in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Dista 29 km dal suo capoluogo di provincia, Lodi[3].

Confina con questi quattro comuni, indicati in ordine crescente di distanza: Camairago (2,1 km), Maleo (2,9 km), Pizzighettone (CR, 3,8 km) e Codogno (4,4 km)[4].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Comune di origine antichissima (l'abitato è ricordato già nel 997 in alcuni documenti), appartenne dapprima all'arcivescovo Ariberto d'Intimiano.

Divenne nel XII secolo proprietà della chiesa di Milano. Passò poi nelle mani di importanti famiglie lombarde; insieme a Basiasco, Corno Giovine, Cornovecchio, Pizzighettone e Maccastorna costituì il territorio su cui la famiglia Vincemala esercitò il Mero e Misto Impero dal 1272 al 1381. Giunse infine a far parte delle proprietà dei Castiglioni di Firenze, che lo tennero fino alla soppressione dei diritti feudali. L'ordine dei Servi di Maria vi aveva un suo romitorio come attestato nelle vite del beato Giovannangelo Porro.

In età napoleonica (1809-16) al comune di Cavacurta fu aggregata Camairago, ridivenuta autonoma con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto.

Il nome antico deriverebbe da un cavo aperto in un terrapieno per dare sfogo alle acque, presente anche nello stemma del comune[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Esistono due edifici degni di menzione: la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, di origine quattrocentesca, ma riedificata poi nel 1600, e l'ex convento dei Servi di Maria.

Da segnalare inoltre Villa Inzaghi, risalente al XVIII secolo di proprietà privata e "Villa Medri" anch'essa di proprietà privata[5].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Etnie[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2008 gli stranieri residenti nel comune di Cavacurta in totale sono 89[7], pari al 9,80% della popolazione. Tra le nazionalità più rappresentate troviamo:

Paese Popolazione (2008)
India India 38
Marocco Marocco 21

Economia[modifica | modifica sorgente]

Cavacurta basa la propria economia quasi esclusivamente sull'agricoltura. Prevale la monocultura del mais, alla quale si affiancano l'allevamento dei bovini e quello dei suini.

Sono ancora presenti numerose cascine, benché all'interno il lavoro sia ormai totalmente meccanizzato. A causa di questo fenomeno, unitamente al fatto che i salari dell'industria sono diventati più alti di quelli dell'agricoltura, si è assistito a un graduale abbandono dei campi. Questo movimento migratorio, che ha portato inizialmente verso la vicina città di Codogno, si è ora stabilizzato.

Mancano totalmente le attività industriali. Sono presenti invece l'artigianato e l'edilizia[5].

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le cascine Barona, Casella, Castellina, Colombarone, De' Preti, Faruffina, Indumiera, Portina e Reghinera[8].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Segue un elenco delle amministrazioni locali.[9]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1956 Gino Cattaneo Sindaco
1956 1960 Giovanni Cremascoli Sindaco
1960 1964 Mario Boioli Sindaco
1964 1970 Mario Fioretti Sindaco
1970 1980 Antonio Bonvini Sindaco
1980 1981 Domenico Meazzi Sindaco
1981 1985 Lino Brizzolari Sindaco
1985 1990 Pier Angelo Medri Sindaco
1990 1995 Mario Raffaele Rocca Sindaco
1995 2004 Marco Delledonne Sindaco
2004 2009 Mario Rossi Sindaco
2009 Daniele Saltarelli Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Scheda su italia.indettaglio.it
  4. ^ Scheda su tuttitalia.it
  5. ^ a b c [1].
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dati demografici ISTAT
  8. ^ Art. 4 comma 1 dello Statuto Comunale
  9. ^ Lista pubblicata in Il Lodigiano. Quarant'anni di autonomia, Provincia di Lodi, 2008, p. 272.

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