Bonifacio II del Monferrato

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Marchesato del Monferrato
Aleramici
Coat of arms of the House of Alerami.svg
Guglielmo I
Figli
Aleramo
Ottone I
Figli
Guglielmo III
Ottone II
Figli
Guglielmo IV
Figli
Ranieri
Figli
Guglielmo V il Vecchio
Bonifacio I
Figli
Guglielmo VI
Figli
Bonifacio II il Gigante
Figli
Guglielmo VII
Figli
Giovanni I

Bonifacio II degli Aleramici, detto il Gigante (1202Moncalvo, 12 giugno 1253), fu marchese del Monferrato. Era l'unico figlio del marchese Guglielmo VI (1170 – 1225) e di Berta di Clavesana (1180 – 1224) e nacque in una data imprecisata intorno al 1202.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Bonifacio seguì il padre nella spedizione in oriente del 1225, quando il marchese Guglielmo perse la vita: egli tornò allora in patria e assunse, forse nella primavera dell'anno seguente, il controllo sul Monferrato. Strinse un patto col cugino, il marchese Manfredo III di Saluzzo, nel quale si prevedeva che in caso di morte senza eredi di uno dei due sovrani i suoi domini sarebbero andati all'altro. Ciò serviva per evitare una sanguinosa guerra civile nella quale sarebbe probabilmente entrato anche l'Imperatore, con il quale infatti non correvano buoni rapporti. Bonifacio II non era riuscito a saldare i pesanti debiti contratti dal padre nei confronti della corona di Germania, Federico II lo vedeva di cattivo occhio, e non a caso: nel 1226 egli aderì alla Lega Lombarda contro l'Impero. Nonostante la mediazione di papa Onorio III, che comportò la riconciliazione tra i due uomini politici, Federico II riserbò nei suoi confronti sempre vivi sospetti. Come scrive Raffaello Menochio: "Morto Manfredo III di Saluzzo gli succedeva nel 1244 Tommaso I di Saluzzo in età di 4 anni sotto la tutela del marchese Bonifacio di Monferrato, il quale tosto si portava a Carmagnola, ed ai 30 ottobre di quell'anno in casa di Bongioanni Granetto (vedi Granet (famiglia)) riceveva il giuramento di fedeltà a nome del pupillo e della contessa di Saluzzo" ( Raffaello Menochio, Le Memorie storiche della città di Carmagnola, Torino, 1890).

Il matrimonio con Margherita di Savoia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1228 Bonifacio negoziò con i Savoia il suo matrimonio. La prescelta era la giovane Margherita, (1225 – 1268), figlia di Amedeo IV di Savoia e di Anna di Borgogna, ma Tommaso I di Savoia rifiutò di concederla per l'età ancora adolescente della giovine. Essa venne poi sposata il 9 dicembre 1295. Il fastoso matrimonio venne celebrato in dicembre 1235 a Chivasso. Sembra che Amedeo IV di Savoia abbia promesso di lasciare in eredità a Bonifacio e a Manfredo di Saluzzo tutti i suoi territori piemontesi al di qua delle Alpi in caso di sua morte senza eredi, ma i rapporti tra i due si incrinarono e la cosa non ebbe seguito.[senza fonte]

L'odio verso Alessandria[modifica | modifica wikitesto]

Ma le mire del marchese Bonifacio erano principalmente dirette verso Alessandria: dal 1227, quando strinse un'alleanza con Asti contro gli alessandrini, fino praticamente alla fine del suo marchesato egli continuò a combattere accanitamente contro i vicini. In sostegno di Alessandria si attivarono a più riprese gli eserciti della Lega e di Milano. Sconfitto duramente nel 1230 dopo aver perso molte piazzeforti, Bonifacio dovette riconoscere la sua sottomissione alle volontà della Lega. Quando egli cercò nuovamente di svincolarsi, stringendo maggiori alleanze con i saluzzesi e con i Savoia, gli eserciti milanesi tornarono a minacciarlo e attaccarono Chivasso, allora capitale del marchesato. L'assedio si protrasse per quattro mesi, vani furono gli sforzi di Bonifacio di aiutare gli assediati attaccando le truppe nemiche. Chivasso capitolò il 5 settembre 1231 e non venne restituita a Bonifacio se non dopo un anno intero, quando il marchese scese a patti e si dichiarò sconfitto.

I nuovi voltafaccia[modifica | modifica wikitesto]

Bonifacio, dopo la rottura dei rapporti con i saluzzesi ed Amedeo IV, che gli aveva per un certo periodo anche impedito di vedere la moglie, andata in visita in Piemonte. Bonifacio decise allora di passare nuovamente alla parte imperiale, scortando più volte Federico II nei suoi spostamenti in Italia. Ma la nuova situazione ghibellina non durò molto: nel 1243 egli passò per soldi dalla parte guelfa. Comunque, quando Federico fece visita a Torino nel 1245, egli chiese e ottenne il perdono imperiale, divenendo nuovamente servitore del monarca tedesco. In questa situazione di guerra permanente con i relativi voltafaccia improvvisi, arrivò la notizia della morte del marchese Manfredo III. Come da testamento del defunto, a Bonifacio fu affidata la custodia e l'istruzione dei due figli di Manfredo, Tommaso e Alasia.

La fine[modifica | modifica wikitesto]

I continui voltafaccia di Bonifacio divennero sempre più frequenti. A cambiare continuamente bandiera era il timore dato dalla crescente potenza acquistata da Amedeo IV e, soprattutto, dalla decisione imperiale di creare in Piemonte uno stato satellite sottraendo terre ai Savoia, ai Saluzzo e, in primo luogo, ai Monferrato. La morte di Federico segnò forse un momento di relativa calma nella politica di Bonifacio. Corrado IV lo investì a Roma di alcune terre a lui adiacenti, e in particolare la città di Casale Monferrato. Raggiunta quindi la supremazia nel Piemonte meridionale, forse decise di dedicarsi più alla politica interna che alle guerre. Ma era il 4 maggio quando Corrado lo insignì del dominio su Casale. Il 12 maggio egli si spense a Moncalvo dopo aver fatto testamento nel giro di poche ore. Il figlio Guglielmo lo succederà al governo.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Bonifacio ebbe da Margherita di Savoia due figli:

  • Alessia (1240 – 1285)
  • Guglielmo VII (1243 – 1292), che gli succedette nel governo del marchesato.

Bonifacio II fu seppellito presso l'abbazia di Lucedio, nel comune di Trino.

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Marchese del Monferrato Successore Armoiries Montferrat.png
Guglielmo VI 1226 - 1253 Guglielmo VII

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Codex Astensis o Malabayla, dal 1065 al 1353. pubblicato da Quintino Sella nel 1880, Roma Tipografia dell'Accademia dei Lincei
  • Regesti dei marchesi del Monferrato (secoli IX-XVI), curati da Walter Haberstumpf, San Giorgio, 2009
  • Fra Gabriele Bucci (1430-1497) "Memoriale Quadripartitum", conservato dalla fine del sec. XVIII nella Biblioteca Nazionale di Torino, è stato pubblicato da Faustino Curlo, Pinerolo 1911
  • Ludovico Della Chiesa, Della vita e de' fatti dei Marchesi di Saluzzo, 1597
  • Giovanni Tarcagnota, Mambrino Roseo, Bartolommeo Dionigi, "Delle historie del mondo: Le quali contengono quanto dal principio del Mondo è successo, sino all'anno 1513", 1598
  • Leandro Alberti, "Descrittione di tutta l'Italia, et isole pertinenti ad essa", 1581
  • Pietro Granetto (Petrus Granetius) Stylus regius Galliarum iuridicus olim Salucianis præscriptus. Burgi Sebusianorum (Bourg en Bresse), Jean Tainturier, 1630
  • Antonio Chiusole, "La genealogia delle case più illustri di tutto il mondo", J. B. Recurti, 1743
  • Lodovico Antonio Muratori, "Annali d'Italia, dal principio dell'era volgare", 1744
  • Carlo Tenivelli, "Biografia Piemontese, Volume 4", Briolo, 1792
  • Benvenuto da San Giorgio (conte di Biandrate), "Cronica del Monferrato", A. Forni, 1780
  • Goffredo Casalis, a cura di, Dizionario Geografico Storico-Statistico-Commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, Compilato per cura del professore e dottore di belle lettere Goffredo Casalis, Torino, 1833-1856, in 28 Volumi, di volta in volta pubblicati presso codesti editori torinesi: G. Maspero librajo e Cassone, Marzorati, Vercellotti tipografi.  (ristampato Nabu Press, 2011)
  • Gaetano Moroni, "Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni", Tipografia Emiliana, 1842
  •  Raffaello Menochio, Le Memorie storiche della città di Carmagnola, Torino, 1890
  • Fedele Savio, "Studi storici sul marchese Guglielmo III di Monferrato ed i suoi figli con documenti inediti", Fratelli Bocca, 1885
  • "Le carte dello Archivio capitolare di Casale Monferrato fino al 1313, Volume 40", 1907
  • Carlo Cipolla (conte), "Pubblicazioni sulla storia medioevale italiana", Istituto veneto di arti grafiche, 1914
  • Leopoldo Usseglio, "I marchesi di Monferrato in Italia ed in oriente durante i sccoli XII e XIII, 1926
  • Vincenzo De Bartholomaeis, "Poesie provenzali storiche relative all'Italia", Tipografia del Senato, 1931
  • Alfredo Bosisio, "Il basso Medioevo", Ist. geografico De Agostini, 1968
  • Giuseppe Aldo Di Ricaldone, "Annali del Monferrato (951-1708)", La cartostampa, 1972
  • Michele Ruggiero, "Storia del Piemonte", Piemonte in Bancarella, 1979
  • Anna Maria Nada Patrone, "Storia d'Italia, Volume 5", UTET, 1986
  • Cosimo Damiano Fonseca, Valentino Pace, "Federico II e l'Italia", De Luca, 1995
  • Gustavo Mola di Nomaglio, "Feudi e nobiltà negli stati dei Savoia: materiali, spunti, spigolature bibliografiche per una storia, con la cronologia feudale delle Valli di Lanzo", 2006
  • Mario Bernabò Silorata, "Gregorio IX e Federico II di Svevia: incontri e scontri tra sacerdozio e impero", Nerbini, 2007
  • Sonia Maura Barillari, "Monferrato: percorsi medievali di testi e musiche : atti del convegno, Rocca Grimalda-Ovada, 26-27 giugno 2004", Edizioni dell'Orso, 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 81690705