Tommaso I di Saluzzo

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Tommaso I del Vasto (Saluzzo, 1239Saluzzo, 1296) fu marchese di Saluzzo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua giovinezza venne allevato alla corte di Chivasso dal marchese Bonifacio II del Monferrato, come da volontà del padre Manfredo III, che lasciava il piccolo Tommaso orfano a cinque anni. Il 30 ottobre 1244 giura quindi fedeltà al marchese Bonifacio II del Monferrato nella casa di Bongiovanni Granetto a Carmagnola (vedi Granet (famiglia)).

Da quando prese il potere, il suo governo segnò un momento di svolta nella storia del marchesato piemontese. Sotto di lui, infatti, memore delle esperienze governative apprese alla corte di Chivasso, Saluzzo si impegnò attivamente nei giochi politici piemontesi e non solo, riuscendo a stabilire definitivamente i confini dello stato, limiti che avrebbe mantenuti quasi inalterati per due secoli, estendendo la propria egemonia sino a Carmagnola.

La sua politica si incentrò a fianco degli imperiali, come da tradizione di famiglia, alleandosi anche con i Savoia per combattere Torino e Asti; ma ebbe come principale avversario Carlo d'Angiò, che meditava un'espansione in Piemonte favorito dalla politica francesizzante dei papi di Avignone.

Accerchiato infatti dagli Angiò, Tommaso I decise di entrare nella lega antiangioina piemontese capeggiata dal cugino Guglielmo VII: le armate di Carlo si rivolsero contro i saluzzesi decisamente più numerose, vincendoli nel 1267 (anno in cui Tommaso fece atto di sottomissione ai nemici) durante la guerra per il possesso della Valle Stura di Demonte.

Sconfitto ma non distrutto, Tommaso rientrò nel 1277 nella Lega antiangiona che ebbe come risultato finale la decisiva Battaglia di Roccavione, durante la quale Carlo venne sconfitto dalle forze congiunte dei piemontesi.

Insieme al vittorioso cugino Guglielmo VII, Tommaso cercò di allearsi con Pietro III d'Aragona per attaccare in forze i domini sabaudi con lo scopo di annettere i territori dei Savoia: l'alleanza non arrivò mai in porto, ma ciò dimostra l'autorità che il marchese saluzzese dimostrava in Europa.

Ritiratosi dalle campagne belliche per difendere ed amministrare al meglio i suoi possedimenti a Saluzzo, Tommaso conquistò Cuneo nel 1291 e incentrò nelle sue mani, escludendo gli altri membri della sua famiglia, tutto il potere marchionale: sempre sotto il suo marchesato Saluzzo si trasformò in libero comune, con un podestà che governava in nome dei marchesi. Tommaso ebbe a cuore la difesa delle sue roccaforti, eresse molte fortificazioni e incominciando ad edificare il castello cittadino come lo si può ancora vedere.

Alla sua morte sarà suo figlio Manfredo a prendere le redini dello stato, come da testamento del padre.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso ebbe quindici figli con Luisa di Ceva:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Delfino Muletti, "Memorie storico-diplomatiche appartenenti alla città ed ai marchesi di Saluzzo", Lobetti-Bodoni, 1830
  •  Raffaello Menochio, Le Memorie storiche della città di Carmagnola, Torino, 1890
  • "Biblioteca della Società storica subalpina, Volume 14", Società storica subalpina, 1903
  • Armando Tallone, "Tommaso I, marchese di Saluzzo (1244-1296): monografia storica con appendice di documenti inediti", tip. di Bellafore e Bosco, 1916
  • Giuseppe Aldo Di Ricaldone, "Annali del Monferrato (951-1708)", La Cartostampa, 1972
  • Piccolo archivio storico dell'antico marchesato di Saluzzo sotto il patronato del conte Ludovico di Saluzzo-Crissolo dei marchesi di Saluzzo / diretto da Domenico Chiattone ; colla collaborazione di Costanzo Rinaudo, Ferdinando Gabotto, Giuseppe Roberti. - Rist. anast. - Saluzzo : Editoriale Rosso, 1987.
  • Aldo Alessandro Mola, "Saluzzo: un'antica capitale", Newton & Compton, 2001 
Predecessore Marchese di Saluzzo Successore
Manfredo III 1244 - 1296 Manfredo IV