Basilica reale pontificia di San Francesco di Paola (Napoli)

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Coordinate: 40°50′07.07″N 14°14′50.9″E / 40.835296°N 14.247471°E40.835296; 14.247471

Basilica reale pontificia di San Francesco di Paola
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Località CoA Città di Napoli.svg Napoli
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Francesco di Paola
Diocesi Arcidiocesi di Napoli
Stile architettonico Neoclassico
Completamento 1824

La basilica reale pontificia di San Francesco di Paola è tra le più caratteristiche e celebri chiese di Napoli; è situata al centro del lato curvo di piazza del Plebiscito, davanti al Palazzo Reale: si tratta della più importante chiesa italiana del periodo neoclassico[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

La basilica con il colonnato vista da piazza del Plebiscito

Nel 1809 Gioacchino Murat ordinò la demolizione degli antichi conventi del "Largo di Palazzo", attuale piazza del Plebiscito, e bandì un pubblico concorso per la realizzazione di una nuova piazza. In un primo tempo fu affidata all'architetto Leopoldo Laperuta, ma questi non andò oltre alla costruzione delle fondamenta.

Nel 1815 il re Ferdinando I delle Due Sicilie decise l'edificazione della basilica come ringraziamento a san Francesco di Paola per la riconquista del regno. Nel 1817 l'incarico fu affidato all'Accademia di San Luca nella persona dell'architetto svizzero Pietro Bianchi di Lugano, il quale mostrò nella realizzazione della nuova chiesa grandi qualità ingegneristiche, attestate dalla solidità dell'opera e dall'intelligenza delle soluzioni tecniche[2]. Al Bianchi si deve anche la costruzione dell'ampio portico a emiciclo sorretto da 38 colonne giganti di ordine dorico[3], che fronteggiano Palazzo Reale e si rifanno alla tradizione antica delle piazze porticate, luogo delle attività politiche, economiche, sociali e culturali della città.

I lavori furono ultimati nel 1824, ma solo nel 1836 la chiesa venne inaugurata da papa Gregorio XVI, che le conferì il titolo di basilica, la rese indipendente dalla curia arcivescovile di Napoli e concesse il privilegio ai suoi ministri di officiare con l'altare rivolto verso i fedeli.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

Particolare della facciata da posizione laterale
Colonnato della basilica

La chiesa, per la sua forma circolare, ricorda il Pantheon di Roma. La facciata è preceduta da un pronao formato da sei colonne e due pilastri di ordine ionico, che reggono un architrave sul quale è scolpita la dedica:

« D.O.M.D. FRANCISCO DE PAULA FERDINANDUS I EX VOTO A MDCCCXVI. »

Il pronao è sormontato da un timpano classicheggiante ai cui vertici sono collocate le statue raffiguranti la Religione, tra San Francesco di Paola a sinistra, titolare della chiesa, e San Ferdinando, a destra, in onore del re Ferdinando. Il pronao è accessibile sia dal porticato, che dalla scalinata che sale dalla piazza. Nel porticato si trovano le statue delle quattro virtù cardinali e delle tre virtù teologali, mentre ai lati della scalinata avrebbero dovuto essere collocate due statue raffiguranti la Pietà e la Costanza, che simboleggiavano le virtù manifestate dal re e da Ferrante d'Aragona: al loro posto si decise invece di collocare le due statue equestri nella piazza, raffiguranti il re Ferdinando (opera di Antonio Canova) e il padre, Carlo III di Spagna (opera di Antonio Calì).

La chiesa è sormontata da tre cupole: quella centrale, alta 53 metri, è stata costruita su un alto ed ampio tamburo.

Interno[modifica | modifica sorgente]

Scorcio dell'interno
Vista interna della cupola
zona absidale

Si entra in un atrio, fiancheggiato da due cappelle; in quella a destra vi è un'opera giovanile di Luca Giordano, con Sant'Onofrio Orante.

Al centro la rotonda, dal diametro di 34 m, è coperta dalla cupola sorretta da 34 colonne di ordine corinzio alte 11 m e con fusti in marmo di Mondragone, alternate ad altrettanti pilastri.

Lungo le pareti, da destra, vi sono otto statue: San Giovanni Crisostomo opera di Gennaro Calì, Sant'Ambrogio di Tito Angelini, San Luca di Antonio Calì, San Matteo, di Carlo Finelli, San Giovanni Evangelista, di Pietro Tenerani, San Marco di Giuseppe de Fabris, Sant'Agostino di Tommaso Arnaud e Sant'Attanasio di Angelo Solani. Sopra il colonnato invece vi sono poste le tribune di corte.

Agli altari delle cappelle si trovano, da destra, i seguenti dipinti: San Nicola da Tolentino e San Francesco di Paola che riceve da un angelo lo stemma della carità, di Nicola Carta, l'Ultima comunione di San Ferdinando di Castiglia di Pietro Benvenuti, il Transito di San Giuseppe di Camillo Guerra, l'Immacolata e morte di Sant'Andrea Avellino di Tommaso de Vivo.

L'altare maggiore, ricco di lapislazzuli e di pietre preziose, opera di Anselmo Cangiano del 1641, fu qui trasferito nel 1835 dalla chiesa dei Santi Apostoli. Ai lati due Angeli Teofori in cartapesta dorata.

Nell'abside San Francesco di Paola resuscita un morto, tela di Vincenzo Camuccini. Nella sagrestia, l'Immacolata di Gaspare Landi e la Circoncisione di Antonio Campi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Middleton-Watkin, op. cit., p. 292.
  2. ^ Alenapoli Tour: San Francesco Di Paola
  3. ^ Arnaldo Venditti, BIANCHI, Pietro in Dizionario Biografico degli Italiani, X volume, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1968. URL consultato il 12-02-2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Robin Middleton e David Watkin, Architettura dell'Ottocento, Martellago (Venezia), Electa [1977], 2001. ISBN 88-435-2465-8.
  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Roma, Newton & Compton, 2004. ISBN 9788854100626.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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