Basalioma

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Basalioma
Basal cell carcinoma pathology.jpg
Immagine istopatologica del basalioma (forma nodulare)
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 173
ICD-10 (EN) C44
Sinonimi
Carcinoma basocellulare
Epitelioma basocellulare
Carcinoma tricoblastico

Il basalioma o carcinoma basocellulare (BCC) rientra nella categoria di neoplasia cutanea, ed è fra di esse la forma maligna più diffusa. Colpisce in prevalenza zone del corpo fotoesposte, soprattutto il viso. Il termine basocellulare deriva dal fatto che si compone di cellule molto simili a quelle dello strato basale dell'epidermide.

Per prevenire tale neoplasia bisognerebbe cercare di evitare la prolungata esposizione ai raggi solari e, in ogni caso, proteggere la pelle con filtri solari quando si è esposti, per ridurne i possibili rischi.

Il grado di protezione dei filtri solari contenuti nelle creme protettive dipende dal fattore di protezione, che non dovrebbe mai essere inferiore a 15. Il fattore di protezione esprime il rapporto fra la quantità di radiazione UVB in grado di provocare eritema sulla pelle protetta e quantità di radiazione UVB in grado di provocare stesso eritema quando la pelle non è protetta[1].

Anche l’abbigliamento serve per schermare la luce del sole: in caso di esposizioni prolungate, soprattutto se la radiazione solare è intensa, preferire camicie a manica lunga, pantaloni lunghi, l’uso di occhiali e/o cappelli con visiera [1].

Poiché il basalioma ha una crescita lenta, di mesi o anni, ma può essere invasivo e deturpante nonostante sia un tumore localizzato (assenza di metastasi), risulta fondamentale intervenire precocemente [1].

È importante quindi abituarsi ad un controllo periodico della pelle sia sotto forma di autocontrollo sia con visite dermatologiche a cadenza periodica. Qualsiasi lesione della pelle, macchia o nevo, che cambia colore, forma, dimensione nel tempo o che tenda a sanguinare per più di tre settimane dovrebbe indurre ad un approfondimento specialistico [1].

Tipologia[modifica | modifica sorgente]

Il Basalioma nella sua forma conclamata si suddivide in:

  • Nodulare (il più comune, simula nell’aspetto un eczema, il colore arriva dal rosa scuro al rosso sino al bruno si mostra maggiormente fra capo e collo. In tale forma comune è l'ulcerazione rapida ed infiltrante)
  • Superficiale, detto anche pagetoide o bowenoide (dalla composizione può essere confuso con il melanoma, si mostra sul tronco)
  • Morfeiforme, chiamata anche sclerodermiforme (una lesione con una forma di tipo placca, con teleangectasia, si mostra maggiormente nel tronco e sul viso e in tal caso si può mostare una parestesia localizzata)
  • Fibroepiteliale, detto anche fibroepitelioma di Pinkus (il più aggressivo, la sua consistenza è molle, il colore più chiaro tendente ad un rosa tenue, la sede con maggiore incidenza è quella lombosacrale)

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Più predisposta alla formazione di basalioma è la popolazione anziana, anche se si mostra anche in età pediatrica. Tuttavia, si manifesta raramente prima dei 20 anni. Colpisce soprattutto l'etnia bianca e il sesso maschile.[2]

Ecco l'incidenza calcolata in alcune nazioni:

Nazione Incidenza
Flag of New South Wales.svg Nuovo Galles del Sud 114.2 per 100.000[3]
Stati UnitiUSA 146 per 100.000
Australia Australia 726 per 100.000[4]

Si sta assistendo ad un incremento annuale dei casi riscontrati negli USA di circa il 10%, portando ad un rischio calcolato del 30%.[5]

Rimane la prima forma di massa tumorale cutanea, rappresentando circa il 75% dei casi.[6]

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Nei vari casi si è riscontrato inizialmente sulla pelle una papula di colore perlaceo, traslucida, liscia al tatto con bordi evidenziati. Può essere arrossata, non presenta squame e tende all'ulcerazione. Mostra una lenta crescita durante la quale può anche regredire spontaneamente.

La si riscontra più comunemente isolata ed è associata anche a sindromi come la sindrome di Gorlin-Goltz[7] o la sindrome di Bazex–Dupré–Christol.[8]

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Fra le varie cause la più comune è l’esposizione a raggi UV che ne aumenta il rischio.[9] L'esposizione continua al sole e le scottature possono aumentare il rischio nei soggetti con meno di 20 anni[10] e altre meno comuni come l’esposizione all’arsenico inorganico (è il caso anche di insetticidi, fra cui si cita ad esempio il verde Parigi) o a radiazioni ionizzanti.[11] Una carnagione chiara, avendo meno protezione rispetto ad altre più scure, costituisce un fattore di rischio. Inoltre è stata evidenziata una componente genetica, mutazioni del gene PTCH1[12] localizzato al cromosoma 9q22.3.

Istopatologia[modifica | modifica sorgente]

Può essere a nidi solidi, multifocale. Le cellule caratteristicamente si dispongono alla periferia dei nidi disponendosi a formare una "palizzata" e hanno un'attività mitotica bassa. È spesso presente un'intensa reazione desmoplastica e retrazione artefattuale con la formazione di uno spazio otticamente vuoto all'interfaccia tumore-stroma. Le forme più aggressive tendono a perdere l'arrangiamento a palizzata. Ha una crescita locale aggressiva, infiltrante (ulcus rodens). Il derma superficiale è sede di fenomeni elastolitici di degenerazione solare.

Diagnosi differenziale[modifica | modifica sorgente]

Deve essere differenziata dal nevo di Miescher, psoriasi, malattia di Bowen. La forma pigmentata in particolare può essere confusa con un melanoma o cheratosi seborroica.

Terapie[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento dipende da un insieme di fattori:

Altre terapie in via di sperimentazioni riguardano ad esempio l'uso di imiquimod al 5% (da somministrare in crema).[16]

Rimozione locale tramite escissione chirurgica, in tali casi occorre controllare la corrispondenza fra le dimensioni della neoplasia e il margine laterale di cute sana che deve essere fra i 2 e i 5 mm.[17] Le relative metastasi sono state rivelate raramente e sempre localizzate vicino al noduloulcerato rimosso. L’esito mortale è rarissimo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Pharmamedix: Basalioma http://www.pharmamedix.com/patologiavoce.php?pat=Basalioma&vo=Avvertenze
  2. ^ Diepgen TL, Mahler VM. The epidemiology of skin cancer. Br J Dermatol 2002; 146 (suppl 61): 1-6.
  3. ^ Holmes SA, Malinovszky K, Roberts DL, Changing trends in non-melanoma skin cancer in South Wales, 1988-1998 in Br J Dermatol, vol. 143, marzo 2000, pp. 1224-9.
  4. ^ Marks R, Staples M, Giles G, Trends in non-melanocytic skin cancer treated in Australia: the second national survey in Int J Cancer, vol. 53, marzo 1993, pp. 585-90.
  5. ^ Miller DL, Weinstock MA, Nonmelanoma skin cancer in the United States: incidence in J Am Acad Dermatol, vol. 30, marzo 1994, pp. 774-8.
  6. ^ Szeimies RM, Karrer S, Towards a more specific therapy: targeting nonmelanoma skin cancer cells in Br J Dermatol, nº 154, maggio 2006, pp. 16-21.
  7. ^ Honavar SG, Shields JA, Shields CL, Eagle RC Jr, Demirci H, Mahmood EZ, Basal cell carcinoma of the eyelid associated with Gorlin-Goltz syndrome in Ophthalmology, nº 108, giugno 2001, pp. 1115-23.
  8. ^ Griffin JR, Cohen PR, Tschen JA, Mullans EA, Schulze KE, Martinelli PT, Nelson BR, Basal cell carcinoma in childhood: case report and literature review in J Am Acad Dermatol, nº 57, novembre 2007, pp. S97-102.
  9. ^ Rosso S, Zanetti R, Martinez C, Tormo MJ, Scraub S, Sancho-Garnier H, et al.. The multicentre south European study “helios” II: different sun exposure patterns in the aetiology of basal and squamous cell carcinomas of the skin. Br J Cancer 1996; 73: 1447-54.
  10. ^ Corona R, Dogliotti E, D'Errico M, Sera F, Iavarone I, Baliva G, et al.. Risk factors for basal cell carcinoma in a Mediterranean population. Arch Dermatol 2002; 137: 1162-8.
  11. ^ Gianni Bonadonna, Gioacchino Robustelli Della Cuna, Pinuccia Valgussa, Medicina oncologica, 8ª ed., Milano, Elsevier Masson, 2007, p. 785, ISBN 978-88-214-2814-2.
  12. ^ Nakamura M, Tokura Y, A novel missense mutation in the PTCH1 gene in a premature case of nevoid basal cell carcinoma syndrome in Eur J Dermatol, vol. 3, nº 19, maggio-giugno 2009, pp. 262-3.
  13. ^ Skelton LA, The effective treatment of basal cell carcinoma in Br J Nurs, nº 8, marzo 2009, pp. 346, 348-50.
  14. ^ Campolmi P, Brazzini B, Urso C, Ghersetich I, Mavilia L, Hercogova J, Lotti T, Superpulsed CO2 laser treatment of basal cell carcinoma with intraoperatory histopathologic and cytologic examination in Dermatol Surg, 2002, pp. 909-912.
  15. ^ Caccialanza M, Piccinno R, Percivalle S, Rozza M, Radiotherapy of carcinomas of the skin overlying the cartilage of the nose: our experience in 671 lesions in J Eur Acad Dermatol Venereol, 2009.
  16. ^ Ormerod A, Rajpara S, Basal cell carcinoma in Clin Evid (Online), 2008, p. 1719.
  17. ^ Gianni Bonadonna, Gioacchino Robustelli Della Cuna, Pinuccia Valgussa, Medicina oncologica, 8ª ed., Milano, Elsevier Masson, 2007, p. 786, ISBN 978-88-214-2814-2.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gianni Bonadonna, Gioacchino Robustelli Della Cuna, Pinuccia Valagussa, Medicina oncologica, 8ª ed., Milano, Elsevier Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2814-2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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