Baldovino di Exeter

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Baldovino di Exeter
arcivescovo della Chiesa cattolica
Incarichi ricoperti Vescovo di Worcester
Arcivescovo di Canterbury
Nato 1125
Ordinato sacerdote 1161
Consacrato vescovo 1180
Consacrato arcivescovo 1185
Deceduto 1190
 

Baldovino di Exeter (Exeter, 1125 circa – 19 novembre 1190) è stato un arcivescovo cattolico britannico.

Indice

Biografia [modifica]

Figlio di un uomo di chiesa studiò Diritto canonico e Teologia presso l'Università di Bologna e fu tutore del nipote di Papa Eugenio III prima di tornare in patria e servire come Vescovo di Exeter. Divenne un monaco Cistercensi e venne eletto abate del monastero e successivamente divenne vescovo di Worcester. Prima di raggiungere tale carica scrisse diversi sermoni ed opere teologiche, alcune delle quali sono arrivate fino a noi. In qualità di vescovo Baldovino catturò l'attenzione di Enrico II d'Inghilterra che lo nominò Arcivescovo, in quelle vesti discusse con i propri canonici circa la fondazione di una chiesa e ne seguì l'imprigionamento dei canonici stessi nel convento per circa un anno. Baldovino passò anche diverso tempo nel Galles con Giraldus Cambrensis andando a chiedere soldi per la Terza Crociata. Con l'ascesa al trono di Riccardo I d'Inghilterra Baldovino fu spedito in Terra Santa dove finì nelle mene politiche del Regno di Gerusalemme. Fu in quella terra straniera che Baldovino morì e le sue dispute con i canonici condusse alcuni cronacotecari a definirlo più dannoso per la Cristianità del Saladino.

Il figlio dell'Arcidiacono che divenne Vescovo [modifica]

Baldovino nacque a Exeter attorno al 1125 da Hugh d'Eu Arcidiacono di Totnes e da una donna dal nome ignoto che in seguito divenne una suora. È possibile che egli abbia studiato presso l'Università di Bologna attorno al 1150 insieme al futuro Papa Urbano III [1], tale viaggio potrebbe essere stato voluto da Robert Warelwast (morto nel 1155), vescovo di Exeter che volle che Baldovino studiasse legge[2]. Benché taluni sostengano che in seguito Baldovino abbia insegnato ad Exeter non vi sono fonti coeve che testimonino tale avvenimento.[3]. Nel 1151 Papa Eugenio III lo nominò tutore del nipote, ma dal 1155 sembra che Baldovino sia ritornato in Inghilterra dove abitò presso la casa di Robert di Chichester (morto circa nel 1160), Vescovo di Exeter [1]. Baldovino attrasse quindi l'attenzione del suo successore Bartholomew Iscanus che lo nominò Arcidiacono di Totnes attorno al 1161 a seguito della morte del padre di Baldovino stesso[4]. Durante questo periodo egli fu conosciuto come un esperto in Diritto canonico[5] e ricevette diverse lettere da John di Salisbury dove questi si lamentava della condotta di Baldovino durante la Disputa su Becket, accusandolo di non aver supportato a sufficienza l'Arcivescovo di Canterbury Thomas Becket nella sua disputa con il sovrano, esortandolo ad influenzare i vescovi perché dessero il loro pieno appoggio all'Arcivescovo ed esortandoli a non scrivere nulla contro di lui[6]. Altre lettere di John trattano di Roger di Worcester (Tours 9 agosto 1179) che sembrava stesse parlando male di Becket e il suo intento sembrava quello di far avere a Becket un avvertimento circa la condotta di Roger per mano di Baldovino. Ancora nel 1169 la vita dell'Arcivescovo toccò di striscio quella di Baldovino, quando egli si oppose alla scomunica di alcuni nobili e chierici che si opponevano alla sua causa voluta da Thomas stesso. L'obiezione di Baldovino non era sull'azione in sé, ma sul fatto che gli interessati non erano stati informati sul fatto che tale azione stava prendendo corpo[5]. Nel 1170 Baldovino divenne un monaco dell'ordine dei Cistercensi e venne nominato abate del Monastero di Forde, era ancora conosciuto per le sue competenze di diritto canonico e spesso agì come giudice papale delegato ascoltando casi che erano giunti alla Curia romana che li aveva rimandati presso le corti locali [5] perché fossero evasi. Nel 1175 Baldovino mediò nella controversia fra l'Abbazia di Malmesbury e Josceline de Bohon (1111 circa1184), Vescovo di Salisbury [3], nel 1178 fu raccomandato presso Papa Alessandro III perché avesse la Cardinale, ma tale raccomandazione non ebbe effetto [3]. Il 10 agosto 1180 Baldovino divenne Vescovo di Worcester e fu lì che attirò l'attenzione di Enrico II d'Inghilterra e qui si interrompe la sua produzione scritta, benché lo scrittore medievale Walter Map (1140-circa 1208 o 1210) sostenga che egli scrisse opere anche dopo la sua elezione a Vescovo non ve n'è traccia se non ad eccezione di qualche sermone[7].

L'Arcivescovo di Enrico e Riccardo [modifica]

Nel dicembre 1184 Baldovino venne trasferito dalla diocesi di Worcester a quella di Canterbury dopo che Enrico II aveva lasciato intendere che in quella sede non avrebbe voluto altri che lui[8], tanto più che l'altro pretendente Richard di Dover era morto nell'aprile precedente. I monaci della Cattedrale di Canterbury portarono avanti tre canditati: Odo, che era stato loro priore e poi abate all'Abbazia di Battle, Peter de Leia (morto 1198), un Cluniacensi Vescovo dell'Antica diocesi di Saint David's e Teobaldo abate di Cluny, ma nessuno di trovò l'approvazione dei Vescovi inglesi che scelsero l'uomo del re: Baldovino[9]. Baldovino ricevette il proprio Pallio (cattolicesimo) da Papa Lucio III, l'anno dopo fu anche nominato Legato papale, anche se la sua autorità non si estendeva anche sull'Arcidiocesi di York[10]. Durante il suo Arcivescovado egli discusse lungamente con i monaci della Cattedrale di Canterbury che lamentavano il suo stretto controllo su di loro e dubitavano della liceità della sua elezione. Dal canto suo Baldovino disapprovava lo stile lussuoso e lussurioso in cui vivevano e riteneva che stessero speculando troppo sul defunto Thomas Becket[5]. La disputa degenerò quando Baldovino privò i monaci della rendita proveniente da alcune delle loro proprietà, in più propose di dedicare una chiesa a Becket lì a Canterbury ponendola però nelle mani dei diaconi invece che dei chierici. In questa mossa i monaci del Capitolo (cristianesimo) videro un chiaro tentativo di minare la loro preminenza rispetto al clero secolare costituito per lo più dai diaconi. Non è chiaro se Baldovino fosse davvero dell'avviso di indebolire i monaci a tal punto, ma le fonti sono chiare circa l'appoggio degli altri vescovi, egli cercò il consiglio di Ugo di Lincoln che lo consigliò di lasciar perdere se non voleva causare guai ad entrambe le parti. In ogni caso la controversia fu lunga e i monaci finirono per essere imprigionati entro le loro stesse mura dal gennaio 1188 all'agosto 1189. La conseguenza più lampante fu la sospensione della Liturgia e pian piano in Europa ogni grande ordine monastico o diocesi fu costretta a prendere le parti di uno o dell'altro. Intanto nel 1188 Baldovino era stato chiamato da Enrico II perché raccogliesse del denaro per la Terza crociata che nasceva a seguito dell'Assedio di Gerusalemme (1187) ad opera del Saladino. Tali soldi vennero raccolti con una tassa che prevedeva il prelievo di un decimo di ogni entrata o proprietà di coloro che giuravano che non sarebbero mai partiti per la Crociata[11]. Conosciuta come la Decima del Saladino era la tassa più ingente mai raccolta fino a quel momento in Inghilterra[12]. Poiché la tassa era una decima venne raccolta più dalle Diocesi che non dalle istituzioni laiche e soprattutto Baldovino venne biasimato per la sua asprezza[13], questo non gli impedì di andare in Normandia nel mese di febbraio insieme al re e al suo consigliere Peter di Blois (1135 circa 1211 circa). Baldovino fece anche voto di andare alla crociata insieme al re e molti altri nel gennaio 1188[14] e l'11 febbraio dello stesso anno iniziò una campagna per reclutare supporto per la Crociata stessa[15]. Nel mese di aprile si recò in Galles per raccogliere altro sostegno e obbligò i propri servitori e discepoli a fare a piedi su e giù per le colline allo scopo di allenarsi per il lungo viaggio verso la Terra Santa[16]. Baldovino passò buona parte dell'anno in Galles insieme a Giraldus Cambrensis e questi scrisse che insieme avevano reclutato circa 3.000 uomini[16] anche se vi fu chi disse che Baldovino si era imbarcato in tale viaggio solo per sfuggire alle contese con i propri monaci[17]. Uno degli effetti di tale missione fu l'implicita asserzione del potere di Enrico II in una parte del suo regno che si era sempre dimostrata alquanto indocile, anche Baldovino espresse la propria autorità sopra i vescovi gallesi quando decise di celebrare una Messa in ogni cattedrale gallese, tanto che fu il primo Arcivescovo a celebrare messa entro le mura della Cattedrale di St Asaph e scomunicò l'unico nobile che si era rifiutato di apparire di fronte a lui: Owain Cyfeiliog (1130 circa-1197)[17]. Baldovino fu a fianco di Enrico anche poco prima della sua morte quando questi cercò di negoziare una tregua con il figlio Riccardo I d'Inghilterra che si era ribellato contro di lui. Dopo la morte del re Riccardo I d'Inghilterra chiese ed ottenne il perdono per il proprio peccato di disobbedienza da Baldovino e da Gautier de Coutances, Arcivescovo di Rouen[18]. I due arcivescovi furono al fianco del nuovo re quando egli venne investito del Ducato di Normandia il 20 luglio 1189 a Rouen. Il 13 settembre dello stesso anno fu Baldovino ad incoronare Riccardo nella Cattedrale di Westminster, la prima di cui si abbiano notizie dettagliate[18]. Con l'ascesa di Riccardo i monaci di Canterbury si rivolsero a lui per risolvere l'annosa disputa che avevano con il loro Arcivescovo, nel mese di novembre il re insieme alla madre Eleonora di Aquitania si recarono a Canterbury per risolvere la cosa prima che venisse coinvolto il papato[18]. Alla fine Riccardo consigliò a Baldovino di lasciare perdere i suoi progetti circa la costruzione della nuova chiesa e di licenziare il priore Roger Norreis (morto tra il 1223 e il 1225) che era tutt'altro che amato o capace. Subito dopo il sovrano partì per la Crociata e Baldovino disse che la chiesa l'avrebbe fatta costruire a Lambeth e poi partì per raggiungere il re. Nell'agosto del 1189 Baldovino si scontrò con il fratello di Riccardo, Giovanni Senza Terra perché disapprovava il suo matrimonio con Isabella di Gloucester per via della loro consanguineità, Giovanni disse che avrebbe chiesto la dispensa papale, cosa che non fece mai[19]. Baldovino in risposta prese le terre di Giovanni con l'Interdetto, ma il Papa la pensò diversamente e dichiarò legali le nozze, Riccardo dal canto suo ridiede all'Arcivescovado di Canterbury il potere di essere una Zecca (moneta).

Il viaggio in Terra Santa [modifica]

Nell'aprile del 1190 Baldovino raggiunse Riccardo alla Crociata, in testa all'avanguardia inglese lasciò Marsiglia insieme con Hubert Walter e Ranulf de Glanvil imbarcandosi per la Siria il 5 agosto[14]. Baldovino aveva delegato l'adempimento dei propri doveri, spirituali e temporali, a Gilbert Glanvill (morto 24 giugno 1214) Vescovo di Rochester, ma affidò tutte le autorità arcivescovili a Richard FitzNeal (1130 circa-10 settembre 1198), vescovo di Londra, usanza questa che risaliva a diverso tempo prima[14]. Baldovino continuò in qualche modo ad occuparsi degli affari ecclesiastici, trattando, ad esempio con Hugh Nonant Vescovo di Coventry che egli aveva sospeso nel mese di marzo perché deteneva uffici secolari come quello di sceriffo e alla fine egli scrisse a FitzNeal che Nonat rinunciava a tali incarichi[20]. Baldovino infine arrivò a Tiro il 16 settembre, mentre Riccardo non arrivò in Siria sino al 1191. Non è chiaro il perché di questa dilazione dei tempi, forse Baldovino doveva stare attento agli interessi del re mentre questi percorreva una strada più comoda o forse doveva liberarsi di un qualche membro dell'entourage reale o qualcuno che era vicino a Glanvill e di cui Riccardo non si fidava. Baldovino non era particolarmente vicino a Gilbert Glanvill, quindi è più probabile che dovesse sorvegliare che gli affari del re fossero ben amministrati [16]. Un'altra ipotesi è che si dovessero portare al Regno di Gerusalemme aiuti quanto più presto si poteva essendo giunta la notizia che Federico Barbarossa era morto nel giugno precedente mentre andava in Terra Santa [21]. Quando Baldovino arrivò ad Acri il 12 ottobre trovò che le forze musulmane erano assediate dai franchi sotto il comando di Guido di Lusignano che si era recato lì insieme alla moglie Sibilla di Gerusalemme che a loro volta erano assediati dal Saladino. Al suo arrivo Baldovino trovò che v'era una crisi in corso nel Regno di Gerusalemme, Sibilla, che era cugina del defunto Enrico II d'Inghilterra era morta nel mese di luglio insieme a due delle figlie in un'epidemia che aveva devastato il loro accampamento. Questo aveva lasciato Guido senza un vero vincolo legale che lo ponesse a capo del Regno poiché aveva occupato quella posizione in virtù del suo matrimonio. L'erede legale sembrava essere la sorellastra della defunta Isabella di Gerusalemme che era sposata a Umfredo IV di Toron, questi però era fedele a Guido e pareva non nutrire particolari ambizioni per la posizione di re che si trovava a portata di mano. Altro candidato era Corrado del Monferrato zio di Baldovino V di Gerusalemme, ultimo re dal titolo incontrastato, Corrado aveva salvato il Regno dalla distruzione conducendo con successo l'Assedio di Tiro e aveva anche il supporto della madre di Isabella Maria Comnena (Regina di Gerusalemme) ed il marito di lei, Baliano di Ibelin. Maria e Baliano rapirono Isabella dal marito e la forzarono a chiedere l'annullamento per farla sposare a Corrado così che egli avesse maggiori titoli per reclamare il trono [18]. Baldovino sposò la causa di Guido, ma Corrado dalla sua aveva l'Arcivescovo di Pisa Ubaldo Lanfranchi, Philip di Dreux (1158-1217), Vescovo di Beauvais ed Eraclio di Cesarea Patriarca di Gerusalemme. Il matrimonio di Isabella fu forzatamente annullato e Baldovino provò a minacciare di scomunica tutti coloro che erano coinvolti nella vicenda, ma la morte lo colse il 19 novembre 1190. Secondo le sue volontà il comando andò a Hubert Walter che pagò il salario agli uomini di Baldovino prendendo i soldi dalle sue proprietà e dando il resto ai poveri [16].

Note [modifica]

  1. ^ a b Bartlett, Robert C. (2000). England Under the Norman and Angevin Kings: 1075–1225. Oxford, UK: Clarendon Press.
  2. ^ Barlow, Frank (2004). "Warelwast, Robert de (d. 1155)". Oxford Dictionary of National Biography
  3. ^ a b c Morey, Adrian (1937). Bartholomew of Exeter: Bishop and Canonist, A Study in the Twelfth Century. Cambridge, UK: Cambridge University Press
  4. ^ Knowles, David (1976). The Monastic Order in England: A History of its Development from the Times of St. Dunstan to the Fourth Lateran Council, 940–1216 (Seconda ed.). Cambridge, UK: Cambridge University Press
  5. ^ a b c d Barlow, Frank (1986). Thomas Becket. Berkeley, CA: University of California Press
  6. ^ Knowles, David (1951). The Episcopal Colleagues of Archbishop Thomas Becket. Cambridge, UK: Cambridge University Press
  7. ^ Holdsworth, Christopher (2004). "Baldwin (c.1125–1190)". Oxford Dictionary of National Biography. Oxford University Press.
  8. ^ Fryde, E. B.; Greenway, D. E.; Porter, S.; Roy, I. (1996). Handbook of British Chronology (Third revised ed.). Cambridge, UK: Cambridge University Press
  9. ^ Knowles, David (1976). The Monastic Order in England: A History of its Development from the Times of St. Dunstan to the Fourth Lateran Council, 940–1216 (Seconda ed.). Cambridge, UK: Cambridge University Press.
  10. ^ Robinson, I. S. (1990). The Papacy 1073–1198: Continuity and Innovation. Cambridge, UK: Cambridge University Press.
  11. ^ Lyon, Bryce Dale (1980). A Constitutional and Legal History of Medieval England (Seconda ed.). New York: Norton.
  12. ^ Powell, J. Enoch; Wallis, Keith (1968). The House of Lords in the Middle Ages: A History of the English House of Lords to 1540. London: Weidenfeld and Nicolson
  13. ^ Poole, Austin Lane (1955). From Domesday Book to Magna Carta, 1087–1216 (Seconda ed.). Oxford, UK: Clarendon Press
  14. ^ a b c Young, Charles R. (1968). Hubert Walter: Lord of Canterbury and Lord of England. Durham, NC: Duke University Press
  15. ^ Tyerman, Christopher (2006). God's War: A New History of the Crusades. Cambridge, MA: Belknap Press.
  16. ^ a b c d Tyerman, Christopher (1988). England and the Crusades, 1095–1588. Chicago, IL: University of Chicago Press
  17. ^ a b Tyerman, Christopher (2006). God's War: A New History of the Crusades. Cambridge, MA: Belknap Press
  18. ^ a b c d Gillingham, John (1999). Richard I. New Haven, CT: Yale University Press
  19. ^ Bartlett, Robert C. (2000). England Under the Norman and Angevin Kings: 1075–1225. Oxford, UK: Clarendon Press
  20. ^ Franklin, M. J. (2004). "Nonant, Hugh de (d. 1198)". Oxford Dictionary of National Biography. Oxford University Press
  21. ^ yerman, Christopher (2006). God's War: A New History of the Crusades. Cambridge, MA: Belknap Press.

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