Auguste Mariette

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Statua di Mariette à Boulogne-sur-Mer

Auguste-Édouard Mariette (Boulogne-sur-Mer, 11 febbraio 1821Bulaq presso Il Cairo, 18 gennaio 1881) è stato un egittologo francese, fondatore del Museo Egizio del Cairo.

La vocazione[modifica | modifica sorgente]

Professore presso il collège di Boulogne nel 1841 si appassiona all'egittologia visitando la Galleria egizia del museo della città e leggendo gli appunti che il cugino Nestor L'Hôte, morto nel 1845, collaboratore di Champollion, ha raccolto durante il suo viaggio con la missione franco-toscana in Egitto.
Per definire la sua passione Mariette dichiarò: «io sono entrato in Egitto attraverso la mummia del museo di Boulogne» e «l'anatra egizia è un animale pericoloso: con un colpo di becco vi inocula il suo veleno e voi sarete egittologi per tutta la vita». Studia il geroglifico ed il copto e rinuncia al suo incarico di professore per entrare come commesso al Museo del Louvre accettando un impiego ingrato e mal pagato. Notato da Emmanuel de Rougé e da Charles Lenormant riesce a farsi inviare in Egitto, nel 1850, con l'incarico di reperire ed acquistare manoscritti copti.

Primi scavi - Saqqara[modifica | modifica sorgente]

L'affare non riesce e Mariette utilizza i fondi a sua disposizione per realizzare uno scavo archeologico a Saqqara dopo aver ammirato dalle mura del Cairo lo spettacolo delle piramidi, del Nilo e della pianura circostante. Di ciò che vide dirà: «Vi è là, a portata di mano, tutto un mondo di tombe, di stele, d'iscrizioni, di statue. Cosa dire di più?».
Il giorno dopo aver scritto queste parole si organizza ed il 20 ottobre 1850 pone il suo campo ai piedi della Grande piramide. Durante una ricognizione sulla piana di Saqqara una testa di sfinge emergente dalla sabbia lo porta a ricordare la descrizione, fatta dallo storico greco Strabone di un viale bordato da più di centoquaranta sfingi che conduceva al Serapeion. L'antico viaggiatore greco affermava che si trovava a Menfi «... un tempio di Serapis in una zona talmente ricca di sabbia che il vento l'accumulava coprendo le sfingi le une fino alla metà le altre fino alla testa...».
Mariette, seguendo il ricordo dello storico greco, inizia a scavare portando subito alla luce numerose sfingi ed una statua di notevole fattura: lo scriba, uno dei pezzi di maggior pregio della sezione egizia del Museo del Louvre. Fino al 1854, anno in cui rientra in Francia, Mariette riporta alla luce, con successivi scavi, il Serapeo, dove sono conservati i sarcofagi dei tori Api, e numerose mastabe risalenti al periodo detto Regno Antico.

Ritorno in Egitto e nuove scoperte[modifica | modifica sorgente]

Mariette fotografato da Nadar, ca. 1861

Nel 1857 è nuovamente in Egitto dove incontra Ferdinand de Lesseps e comincia a porsi il problema della conservazione e destinazione dei reperti scavati: «... su di noi incombe il dovere di vegliare sui monumenti. Tra cinquecento anni l'Egitto sarà ancora in grado di mostrare agli studiosi che lo visiteranno ciò che noi scopriamo oggi?». Viene presentato a Saïd Pacha, successore di Mehemet Ali nella guida dell'Egitto. Mariette apre un nuovo cantiere a Dra Abu el Naggah (sito dell'antica Tebe) dove, nel dicembre dello stesso anno viene rinvenuto intatto il sarcofago di Ahmose.

Fondatore del Museo del Cairo[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 1858 viene nominato direttore generale del Museo di Bulaq, istituzione che diventerà il Museo Egizio del Cairo.
Nello stesso anno un suo collaboratore rinviene la tomba di Ahhotep I, regina principale di Kamose, tomba che conserva quasi intatto l'arredo funebre.

Un egittologo diventato egiziano[modifica | modifica sorgente]

In occasione dell'esposizione universale del 1867 i gioielli della regina Ahhotep vengono esposti a Parigi dove l'imperatrice Eugenia arriva a chiederli in dono a Isma'il Pascià. La fiera opposizione di Mariette alla cessione gli procurerà non pochi problemi. Comunque nel 1870 si reca a Parigi per organizzare la messa in scena dell'opera di Giuseppe Verdi, Aida, prevista per l'inaugurazione del canale di Suez (opera per la quale il librettista Antonio Ghislanzoni si era avvalso della sua consulenza), ma si ritrova bloccato nella città assediata dall'esercito prussiano.

Nel 1872 Mariette ha 2780 operai sotto la sua direzione all'interno del Servizio delle Antichità dell'Egitto. Risale il Nilo in compagnia del pittore Charles Landelle. Il chedivè lo nomina bey poi pascià. Nel 1880 viene raggiunto in Egitto da Gaston Maspero e nel 1881 muore di diabete al Cairo, dopo aver scavato oltre 300 tombe tra Saqqara e Giza e ritrovato oltre 15.000 oggetti. La sua ultima opera, Mastabe dell'Antico Regno, viene pubblicata postuma.

Mariette e Boulogne-sur-Mer[modifica | modifica sorgente]

Il ricordo di Mariette è rimasto molto vivo a Boulogne-sur-Mer ove la sua famiglia è ancora molto nota (una sua nipote è giudice della corte d'appello). Una delle vie principali nel quartiere residenziale di Boulogne si chiama "Boulevard Auguste Mariette" ed il municipio di Boulogne-sur-Mer organizza regolarmente delle grandi mostre egiziane con le scoperte di Mariette come tema principale. Una grande nave egiziana, ricostruita, si può vedere vicina alla statua di Mariette sotto le mura dell'acropoli.

Oltre che i suoi famosissimi vasi greci, il castello-museo di Boulogne-sur-mer possiede la sesta collezione d'arte egizia del mondo.

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