Vite rubate

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vite rubate
Vite rubate.jpg
Titolo originale Louco Amor
Paese Brasile
Anno 1983
Formato serial TV
Genere telenovela
Puntate 160 Modifica su Wikidata
Durata 50 minuti
Lingua originale portoghese
Rapporto 4:3
Crediti
Ideatore Gilberto Braga
Regia Ary Coslov, Wolf Maya, José Wilker
Soggetto Gilberto Braga, Leonor Bassères
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Fotografia Antonio Miziara
Montaggio Carlos Magalhães, Mas dos Santos Costa, Jodelle Larcher
Musiche Sergio Mota
Scenografia Raul Travassos
Costumi Marília Carneiro
Produttore Antônio Chaves
Casa di produzione Rede Globo
Prima visione
Prima TV originale
Dall' 11 aprile 1983
Al 22 ottobre 1983
Rete televisiva Rede Globo
Prima TV in italiano
Data 1986
Rete televisiva TMC

Vite rubate (Louco Amor) è una telenovela brasiliana del 1983 in 160 puntate[1], condensate in 132 episodi nella versione italiana[2].

Scritta da Gilberto Braga (prolifico autore di telenovele di successo come Dancin' Days e Agua Viva), la serie andò in onda su Rede Globo dall'11 aprile al 22 ottobre 1983, mentre in Italia fu trasmessa nel 1986 da TMC[2], allora proprietà del network brasiliano.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ambientata a Rio De Janeiro, negli anni '70, Vite rubate è incentrata soprattutto sull'amore tra persone di diverse classi sociali. La ricca e giovane Patrícia (Bruna Lombardi), figlia di primo letto dell'ambasciatore André Dumont (Mauro Mendonça), è innamorata di Luiz Carlos (Fábio Jr.), figlio della cameriera di famiglia, Isolda (Nicette Bruno). Il ragazzo contraccambia, ma la loro relazione è ostacolata da Renata Dumont (Tereza Rachel), la seconda moglie dell'ambasciatore e matrigna di Patricia. Donna ambiziosa ed estremamente narcisista, Renata è molto ammirata per la sua eleganza, ed è tanto gentile con le persone che ama quanto fredda e distaccata con coloro che non fanno parte del suo mondo. Suo marito è la classica brava persona, di famiglia tradizionale, equilibrato e gentile con tutti. Perdutamente innamorato di Renata, con la quale ha avuto un figlio, Lipe (Lauro Corona), tende sempre a scusare sua moglie per i suoi atteggiamenti detestabili.

Per dividere definitivamente Patricia e Luiz Carlos, la donna manda la ragazza a studiare in Europa. Questa torna a Rio 6 anni più tardi con un figlio, João (Eduardo de Micheli), senza rivelarne la paternità. Luiz Carlos, laureatosi nel frattempo in Scienze della Comunicazione, ma costretto a lavorare come commesso, reincontra Patricia. Nonostante l'euforia iniziale, però, il ragazzo si accorge di non provare gli stessi sentimenti di prima, mentre Patricia non ha intenzione di rinunciare alla sua posizione sociale e alle sue comodità per amore. Sebbene i due non riprendano la loro vecchia relazione, Luiz Carlos è dubbioso riguardo alla paternità di João. Patricia nega che sia lui il padre, ma ben presto il ragazzo scopre che non è così. Profondamente deluso dalla donna, Luiz Carlos si dedica interamente alla vita professionale e riesce ad ottenere un lavoro presso una rivista, "Stampa". Qui conosce una giornalista, Cláudia (Glória Pires), anche lei donna di umili origini ed ex fidanzata di Lipe, figlio di Renata. L'empatia tra i due è immediata e si innamorano.

Ben presto, André muore in un incidente e lascia moglie e figlia in miseria. Renata, oltre al lutto e alla perdita di potere, deve affrontare il suo passato. La donna, infatti, in realtà si chiama Agetilde Rocha, figlia di Agenore Rocha (Mario Lago). La donna aveva avuto un figlio e lo aveva affidato a Isolda, sua amica e poi cameriera in casa Dumont, già madre di un altro bambino, Marcio. Per tutto il tempo, Renata ha creduto che suo figlio fosse Marcio ma scopre che invece è Luiz Carlos. A quel punto la donna cercherà, con tutti i mezzi, di impedire il matrimonio tra Luiz Carlos e Cláudia per far sì che suo figlio torni tra le braccia di Patricia, ma inutilmente. Luiz Carlos e Cláudia si sposano, ottenendo anche la custodia di João.

Altre storie d'amore di rilievo della telenovela sono quelle tra Guilherme (Reginaldo Faria) e Muriel (Tônia Carrero). Uomo pacato ma diretto, Guilherme è l'editore di "Stampa". Muriel, più vecchia di Guilherme, è una persona molto elegante e colta, sempre affamata di nuove esperienze. Donna piena di vita, è profondamente innamorata di suo marito.
José Augusto (Antônio Fagundes) e Lucia (Christiane Torloni), altra coppia della serie, sono rispettivamente il figlio di Muriel e la sorella di Guilherme. All'inizio dello sceneggiato, la donna è la moglie infelice di Fernando (Carlos Eduardo Dolabella). Moglie e madre devota, ma totalmente sopraffatta dalla monotonia, trova un nuovo slancio di vita quando incontra José Augusto, giornalista impegnato dalla genuina personalità.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La telenovela fu distribuita in molti paesi stranieri tra cui Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Spagna, Stati Uniti d'America, Honduras, Italia, Macao, Panama, Paraguay, Perù, Porto Rico, Portogallo, Repubblica Dominicana, Turchia, Uruguay e Venezuela[1].

Sigla e colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

La sigla di apertura si intitola Nosso Louco Amor. Fu composta da Herman Torres e Julio Barroso e interpretata dai Gang 90 & Absurdettes[1].

All'epoca della telenoveva, furono pubblicate due colonne sonore differenti: una "nacional" con brani di Gal Costa (Dom de iludir), Guilherme Arantes (Grafitti), Fábio Jr. (Seres humanos), Barão Vermelho (Você me acende) ed Elis Regina (Folhas secas). L'altra colonna sonora, definita invece "internacional", comprendeva, tra le altre, We've Got Tonight di Bob Seger nella versione di Kenny Rogers e Sheena Easton, Really Say Something delle Bananarama, Just Can't Get Enough dei Depeche Mode, I Know There's Something Going On di Frida ed Electric Avenue di Eddy Grant[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Memoria Globo - Louco Amor.URL consultato l'8 febbraio 2015.
  2. ^ a b Il mondo dei doppiatori - Vite rubate.URL consultato l'8 febbraio 2015.
  3. ^ Teledramaturgia - Louco Amor: Trilha sonora.URL consultato l'11 settembre 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Televisione Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione