Terremoto di Loma Prieta del 1989

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Terremoto di Loma Prieta del 1989
Cypress structure.jpeg
Data 17 ottobre 1989
Ora 17:04 (ora locale)
Magnitudo Richter 7.1 Ml
Magnitudo momento
Profondità 18 km
Epicentro Foresta di Nisene Marks State Park, California
37°02′24″N 121°52′48″W / 37.04°N 121.88°W37.04; -121.88Coordinate: 37°02′24″N 121°52′48″W / 37.04°N 121.88°W37.04; -121.88
Nazioni colpite Stati Uniti Stati Uniti
Intensità Mercalli 9.5 magnitudo
Vittime 63 morti, 3.757 feriti
Mappa di localizzazione: Stati Uniti d'America
Terremoto di Loma Prieta del 1989
Posizione dell'epicentro

Il terremoto di Loma Prieta è stato un evento sismico particolarmente violento, avvenuto nella Baia di San Francisco, in California, il 17 ottobre 1989. Il sisma ebbe una magnitudo di 7.1 sulla scala Richter e durò 15 secondi.[1]

Il sisma e le conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Avvenuto nella Baia di San Francisco, in California, il 17 ottobre 1989, ha causato 63 morti, oltre 3.000 feriti e circa 10.000 sfollati, e ingenti danni agli edifici ed alle infrastrutture. L'epicentro del terremoto è stato registrato nel Parco Statale della Foresta di Nisene Marks, nella Contea di Santa Cruz, in un'area spopolata delle Montagne di Santa Cruz, pochi chilometri a nord-est di Santa Cruz. Il terremoto si è verificato durante il warm-up per la terza partita di World Series del 1989, e perciò è stato il primo grande terremoto ad essere trasmesso in diretta televisiva.

Danni causati[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei punti in cui il Bay Bridge ha ceduto

Il sisma ha causato gravi danni in tutta la San Francisco Bay Area, più in particolare nelle città di San Francisco e Oakland, ma anche in molti altri centri più piccoli della regione: migliaia di case sono state disintegrate, in molte zone il terreno si è spaccato a causa del movimento della crosta terrestre, molti ponti si sono spezzati o hanno subito gravi lesioni, tra cui il Bay Bridge e alcuni ponti e viadotti delle strade statali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paula Dunbar, Significant Earthquake, su ngdc.noaa.gov. URL consultato il 7 febbraio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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