Stampace

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Stampace
StampaceCA5.jpg
La Chiesa di Sant'Anna e il quartiere
Stato Italia Italia
Regione Sardegna Sardegna
Provincia Cagliari Cagliari
Città Cagliari
Mappa dei quartieri di

Stampace (Stampaxi in sardo campidanese) è uno dei quattro quartieri storici della città di Cagliari.

Il quartiere, situato nel centro storico cittadino, a Ovest del Castello di Cagliari, venne fondato dai Pisani nel XIII secolo e da essi dotato di un modesto sistema di fortificazione (di cui resta la torre dello Sperone).

Dalla fondazione Stampace è stato un quartiere abitato prevalentemente da mercanti, artigiani e piccolo borghesi, sino a perdere gradualmente questa caratterizzazione con l'avvicinarsi dell'epoca contemporanea. Stampace confina ad ovest con il "borgo", oggi quartiere, di Sant'Avendrace, in passato una delle zone più periferiche e povere della città. Grande importanza storica e artistica hanno i numerosi siti archeologici ubicati nell'area di Stampace e Sant'Avendrace, testimonianze della Cagliari dei Punici e dei Romani, oltre alle tracce, poche, della capitale giudicale di Santa Igia, nella zona confinante con lo stagno di Santa Gilla.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo al nome, il canonico Giovanni Spano scrive[1]: "Non si sa l'origine della voce da cui ha preso il nome questo Quartiere. Vi sono opinioni che sia stato così denominato da un luogo così stesso appellato nella città di Pisa, sia che fosse una via, sia che fosse un quartiere della città." Da un recente studio storico-filologico ci è offerta la seguente interpretazione: "Il nome Stampace ricorda la dominazione pisana del Cagliaritano, essendo infatti quello dell'omonimo luogo delle mura di Pisa corrispondente alla Porta al Mare, luogo in cui è probabile esistesse nell'Alto Medioevo una chiesa dedicata a Santo Paciano, vescovo di Barcellona vissuto nella seconda metà del quarto secolo; dopo la conquista aragonese-catalana del 1325 i catalani usarono chiamare quel posto Escampaig (R. Muntaner, Crònica catalana, all'anno 1325. Barcellona, 1860), nome evidentemente tratto da un qualcosa tipo Ex-campagna, visto che i precedenti dominatori pisani l'avevano ricavato da una zona agreste allora fuori città." (Guglielmo Peirce, Le origini preistoriche dell'onomastica italiana.S.N.S.P. 1998. Smashwords, 2010).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere era già abitato in età romana, come è testimoniato da molte strutture rinvenute appartenenti a quel periodo: il foro, sotto l'attuale piazza del Carmine; il tempio di Via Malta; le terme, nella zona di viale Trieste; la necropoli di Tuvixeddu, a Sant'Avendrace; il quartiere borghese (del quale fa parte la "villa di Tigellio"), l'anfiteatro romano.

Porta di Stampace-1854

Fino all'Unità d'Italia Stampace era protetto da un cinta muraria di età pisana. Successivamente, con l'espansione della città al di fuori delle antiche mura, si decise di abbattere le mura di Stampace, insieme a quelle di Marina e Villanova. L'unica parte delle mura superstite è la torre di san Michele, a fianco della chiesa omonima. In piazza Yenne, all'imbocco dell'odierna via Manno, c'era la Porta Stampace sorgeva che fu demolita nel 1856. Nei documenti d'epoca viene chiamata anche Porta Marina e Porta San Giorgio. Accanto alla Porta vi era il bastione di San Francesco, che occupava parte dell'odierno largo Carlo Felice.
Durante i bombardamenti del 1943 a Stampace vennero aperti molti rifugi, come quello nella cripta di Santa Restituta, il rifugio di via Don Bosco e l'ospedale san Giorgio in viale Merello, nel cortile della sede della Croce Rossa Italiana, dalla quale era gestito. Il 17 febbraio 1943 all'ingresso del rifugio di Santa Restituta morirono quasi 200 persone, tra le quali anche il pittore Tarquinio Sini, mentre cercavano disperatamente di aprire una delle due entrate per mettersi al riparo, poiché non era venuto nessuno ad aprire con le chiavi.
Da quella volta si decise che i rifugi dovevano rimanere sempre aperti.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

L'Anfiteatro Romano
Palazzo Civico

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Chiara, fondata nel XIII secolo, ricostruita in stile barocco nel XVII secolo. Si trova in cima alle scalette di Santa Chiara.
  • Cripta di Sant'Agostino, ovvero ciò che resta di una chiesa del XV secolo, costruita su un edificio più antico, distrutta e riedificata nel quartiere Marina alla fine del XVI secolo. Si trova nel Largo Carlo Felice, e vi si accede dal Palazzo Accardo.
  • Rovine della Chiesa di San Francesco, in stile gotico, abbattuta verso la fine del XIX secolo in seguito ai danni causati da un incendio e dan un fulmine che aveva colpito il campanile. Il portale è stato conservato nella Chiesa di Nostra Signora di Bonaria, mentre i resti del chiostro si conservano in via Mameli. Qui visse fino alla sua morte (avvenuta intorno al 1510) donna Violante Carroz, contessa di Quirra, come atto di pentimento per aver fatto uccidere un suo prete che operava contro i suoi voleri.

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

  • Ospedale Civile San Giovanni di Dio, imponente edificio della metà del XIX secolo, in stile neoclassico, opera dell'architetto cagliaritano Gaetano Cima. Dall'ingresso in facciata, decorato da sei imponenti colonne, si accede all'atrio, dove si trovano le statue raffiguranti i benefattori dell'ospedale, al centro dell'edificio. Al primo piano la cappella, dedicata a san Giovanni di Dio, a pianta circolare, coperta da una cupola emisferica affrescata. Dall'atrio e dalla cappella centrali si sviluppano a raggiera diversi corridoi, con alte volte a botte, che conducono ai reparti. L'edificio, pur essendo un monumento rilevante dal punto di vista architettonico e storico, è ancora utilizzato come ospedale.
  • Villette o case a due piani di viale Trento, in stile liberty (in particolare nel tratto con una sola corsia, dove si trova il palazzo Merello).

Nel quartiere a palazzine centenarie, si alternano palazzi costruiti nel dopoguerra, testimoni dei bombardamenti del 1943. Un esempio è il palazzo multipiani all'angolo tra il Largo Carlo Felice e il Corso.

  • Palazzo della Regione Sardegna, di Ubaldo Badas, in viale Trento.
  • Palazzo della Banca di Roma, in piazza Yenne.
StampaceCA4.jpg
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Panorama di Stampace dal bastione Santa Croce


Piazze principali[modifica | modifica wikitesto]

Viabilità principale[modifica | modifica wikitesto]

Le principali arterie del quartiere sono:

  • Corso Vittorio Emanuele II, dove si possono trovare ristoranti tipici, librerie, oreficerie, la Stazione dei Carabinieri ed altro;
  • Viale Trento, con le sue villette liberty; ogni domenica vi si tiene un mercato delle pulci;
  • Largo Carlo Felice, con la statua del sovrano, la passeggiata e le banche. Inoltre fino agli anni cinquanta del Novecento, vi era anche il grande mercato alimentare.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Festa di sant'Efisio[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, dal 1 al 4 maggio, nel quartiere si svolge parte della sagra dedicata al santo guerriero. Nella mattina del 1 Maggio si svolge la processione dei fedeli in costume, che precedono il cocchio dove è alloggiato Sant'Efisio, che dopo esser arrivato al luogo del martirio, Nora, ritorna la sera del 4 nella chiesa a lui dedicata nel quartiere.

Cùcurus cotus day[modifica | modifica wikitesto]

Per due giorni del mese di luglio si festeggia nel quartiere Stampace “il giorno delle teste calde” (cùcurus cotus), proprio come venivano chiamati in passato gli stampacini per la loro testardaggine. La festa prende vita intorno alla chiesa di San Michele: teatro, cabaret e musica animano le strade del quartiere. Inoltre, vengono distribuiti gratuitamente (Su cumbidu) carne di pecora, pesce, malloreddus, fregula sarda e altre specialità offerte dagli stessi stampacini.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Stampace c'è la scuola più vecchia ancora in funzione di Cagliari, la Sebastiano Satta, in via Angioy. Unica Scuola con tre ingressi. L'ingresso principale e nella Via Francesco Crispi il secondo nella piazza del Carmine/via Sassari. Una scuola che non è più in funzione nella circoscrizione nº2 a Sant'Avendrace e la scuola Elementare Edmondo De Amicis. La scuola media Giovanni Spano nella via Falzarego attualmente ospita gli alunni della scuola elementare Edmondo de Amicis inaugurata nei primi anni cinquanta. Attualmente in disuso causa carenza di alunni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ in Guida alla città e dintorni di Cagliari (1861) pag. 127

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tatiana Kirova, Franco Masala, Michele Pintus. Cagliari. Quartieri storici. Stampace. Cagliari, Silvana Editoriale, 1994. ISBN 88-366-0393-9
  • Giuseppe Luigi Nonnis, Cagliari. Passeggiate semiserie. Stampace, La Riflessione, 2010, ISBN 978-88-6211-423-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]