Riserva naturale orientata delle Baragge

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Baragge - Bessa - Area attrezzata Brich Zumaglia - Mont Prève
Baragge Candelo.jpg
Tipo di area Riserva naturale regionale
Stati Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Province Biella Biella Vercelli Vercelli Novara Novara
Comuni Benna, Brusnengo, Candelo, Castelletto Cervo, Cavaglio d'Agogna, Cavallirio, Cossato, Cureggio, Fontaneto d'Agogna, Gattinara, Ghemme, Lenta, Lozzolo, Massazza, Masserano, Mottalciata, Roasio, Romagnano Sesia, Rovasenda, Salussola, Verrone, Villanova Biellese
Superficie a terra 3.980,27 ha
Provvedimenti istitutivi 1985-1992-1995 - Ente di gestione istituito con legge regionale n. 61 del 13 aprile 1995
Gestore Ente di Gestione Aree Protette Baragge-Bessa-Brich
Sito istituzionale

La Riserva naturale orientata delle Baragge raggruppa un insieme di territori del Piemonte destinati a riserva naturale regionale e sottoposti a vincoli di tutela.

Ne fanno parte:

L'area gode di particolari caratteristiche archeologiche, paesaggistiche, naturalistiche, floristiche e storiche e riguarda ventidue comuni di tre province: Biella, Vercelli e Novara.
Dieci sono le sub-aree interessate dalla macro-definizione.

Il territorio delle riserve naturali è prevalentemente pianeggiante o collinare, ideali per escursioni podistiche (trekking) o a cavallo oppure ancora in bicicletta.

Ente di gestione[modifica | modifica wikitesto]

L'ente preposto alla gestione, salvaguardia e valorizzazione delle zone protette è l'"Ente di gestione aree protette Baragge-Bessa-Brich", con sede a Cerrione (provincia di Biella), che è stato istituito nel 1995 dal consiglio regionale del Piemonte[1].

Parte delle aree godevano da data antecedente dello status di zone protette:

  • l'area delle Baragge (territori misti brughiera/praterie) si estende su 3.980 ettari, riguarda tutte e tre le province citate (ventidue i comuni interessati e sette le sub-aree) ed è stata istituita nel 1992. In particolare vengono distinte:
    • Provincia di Biella - Baraggione di Candelo e Cossato, Baraggia di Verrone (Biella)
    • Provincia di Vercelli - Baragge vercellesi (Vercelli)
    • Provincia di Novara - Baragge del Piano Rosa (Novara)
  • l'area della Bessa (territorio di natura morenica ricco di residui di oro) ha una superficie di 723 ettari; riguarda la sola provincia di Biella (quattro i comuni interessati, 2 le sub-aree) ed è la prima ad essere stata istituita nel 1985.
  • l'area del Brich di Zumaglia (colle di Zumaglia e Mont Prève) si apre su 44 ettari, riguarda la sola provincia di Biella (due i comuni interessati, una sub-area) ed è quella di più recente istituzione (1995).

Le tre riserve naturali[modifica | modifica wikitesto]

Baragge[modifica | modifica wikitesto]

La Riserva naturale orientata delle Baragge è costituita da sette porzioni differenti di territorio attraversate da strade statali, provinciali e comunali che ne facilitano l'accesso da uno qualsiasi dei ventidue comuni interessati. Tali aree sono attraversate inoltre da una fitta rete di percorsi ciclabili.

La fitta brughiera caratterizzata da felci aquiline e brugo, alternata a vaste distese di prateria, che fa apparire la zona simile per certi versi alla savana africana, è posizionata su un altopiano ad un'altitudine che varia dai 150 ai 340 metri fra le province di Biella, Vercelli e Novara. Offre incomparabili scenari che, movimentati dalla presenza di numerose greggi di pecore, mutano nei colori con il mutare delle stagioni.

Il Baraggione che si estende fra Candelo e Cossato è quello più vasto e conosciuto, anche per la presenza di un antico ricetto - il Ricetto di Candelo - costituito da un nucleo fortificato in epoca medioevale all'interno del quale si svolgono manifestazioni culturali e rievocazioni storiche. La zona è riconosciuta come Sito di interesse comunitario cod. IT1130003 (Baraggia di Candelo).[2]

Verso le Baragge vercellesi, a Castellengo, presso Cossato, è ubicato l'Ecomuseo del Cossatese e delle Baragge. Di rilievo l'antica chiesa dei santi Pietro e Paolo e il castello che la sovrasta.

Inclusi nel territorio delle Baragge biellesi sono anche la brughiera che sorge attorno a Verrone e il centro storico di Masserano (con il castello edificato dell'XI, il priorato cluniacense di Castelletto Cervo (XIII secolo). Il castello di Rovasenda e l'area nei pressi dell'omonimo torrente sono invece parte della provincia di Vercelli e sono riconosciute come Sito di interesse comunitario cod. IT1120004 (Baraggia di Rovasenda).[2].

La Baraggia novarese del Piano Rosa si estende sul lato orientale del fiume Sesia, nel triangolo Gattinara - Ghemme - Romagnano Sesia; è riconosciuta come SIC cod. IT1150007 (Baraggia di Piano Rosa)[2].

Luoghi di particolare interesse storico-turistico sono, a Roasio, la chiesa romanica di Sant'Eusebio dei Pecurilli e, vicino a Romagnano Sesia, il santuario della Madonna di Rado.

Bessa e Serra Morenica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: La Bessa.
Una veduta del Parco naturale della Bessa

La Riserva naturale speciale della Bessa della Regione Piemonte, situata nella valle dell'Elvo, si sviluppa per circa 7 chilometri quadrati ad una quota che oscilla fra i 270 e i 430 metri di altitudine. Territorialmente corre per tutta la sua estensione sul fianco biellese della collina morenica della Serra (tra le più estese d'Europa).

In tempo lontani fu sede di attività di ricerca dell'oro nei corsi d'acqua che scendono dalle vicine montagne, attività che prosegue anche oggigiorno ad opera di numerosi appassionati.

Si calcola che in epoca romana - fra il II secolo a.C. e il I secolo a.C. - migliaia di persone lavorassero già nella zona. Ne sono testimonianza antichi scritti e numerosi manufatti e reperti archeologici ritrovati anche in tempi recenti.

Nonostante il paesaggio quasi lunare - fatto di ciottoli accatastati dal tempo (i cosiddetti ciapei) e profondi e lunghi valloni (le bunde) - è meta di escursioni sia a piedi che in mountain bike.

Molto apprezzata è la visita ai numerosi casali della zona, in particolare a quelli della frazione di Vermogno di Zubiena - sede del Centro visite e dell'Area attrezzata della riserva e dell'Ecomuseo dell'oro - e di Mongrando.

Nel borgo medioevale di Magnano sono visitabili l'antico ricetto e la chiesa romanica intitolata a San Secondo, ove si svolgono in estate rassegne di musica classica.

La Bessa è raggiungibile dall'autostrada A4 Torino-Milano, uscita a Santhià e statale n. 143 per Biella.

Brich Zumaglia-Mont Préve[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Brich di Zumaglia.

L'area attrezzata del Brich di Zumaglia e del Mont Prève è distinguibile dalle doppie cime gemelle del Brich propriamente inteso (brich è termine che indica un territorio impervio) e del Mont Prève, due asperità a nord-est della città di Biella, proprio allo sbocco della Valle Cervo.

Oltre al comune di Zumaglia, interessa quello di Ronco Biellese.

La riserva è raggiungibile dall'autostrada A4 Torino-Milano, con uscita al casello di Santhià e prosecuzione lungo la strada statale 143 fino alla deviazione per Ronco Biellese.

L'altitudine massima è posta a 669 metri, ove sorge il castello fatto ricostruire in epoca fascista sui resti di un'antica rocca. Il castello - aperto in particolari circostante e sede di spettacoli teatrali itineranti estivi - è circondato da un boscoso parco nel quale è gradevole compiere passeggiate, ricco di particolari specie esotiche. Particolarmente apprezzabili sono gli elementi architettonici - monumenti, fioriere ed epigrafi - che decorano i viali che salgono alla cima del colle.

L'altra cima del complesso naturalistico è data dal Mont Prève, collina gemella del Brich zumagliese. Fitti boschi di castagno e robinia caratterizzano la tipica macchia di questa parte del biellese. LIPU ed ente di gestione dell'area hanno allestito, nei pressi della Cascina Alè (luogo di allevamento di numerose specie animali), una stazione di ambientamento per uccelli rapaci. Un percorso ginnico attrezzato completa la scenografia della riserva naturale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Istituzione dell'Ente di gestione aree protette Baragge-Bessa-Brich con legge regionale n. 61 del 13 aprile 1995.
  2. ^ a b c Rete Natura 2000- schede descrittive sintetiche dei Siti di Importanza Comunitaria, Regione Piemonte - settore pianificazione aree protette, 2007 (on-line in formato .pdf)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Donna, G. Mancini, Gli Ictimuli e la Bessa: storia della dominazione ligure-celtica e romana nel Biellese occidentale con notizie sui documenti archeologici di Salussola, Ed. L'Impronta, 1936.
  • Giacomo Calleri, Pier Giorgio Bovo, Roberto Mondello, La Bessa: documentazioni sulle aurifodinæ romane nel territorio biellese, Città di Biella, 1985.
  • Franco Gianotti, Bessa, paesaggio ed evoluzione geologica delle grandi aurifodine biellesi, Eventi & progetti, 1996

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]