Calluna vulgaris

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Brugo
Calluna vulgaris 1.jpg
Brugo in fiore
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Dilleniidae
Ordine Ericales
Famiglia Ericaceae
Genere Calluna
Specie C. vulgaris
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
Ordine Ericales
Famiglia Ericaceae
Nomenclatura binomiale
Calluna vulgaris
(L.) Hull
Sinonimi

(Vedi testo)

Nomi comuni

Brughiera
Scopetti
Grecchia
Brentolo

Il brugo (Calluna vulgaris (L.) Hull, 1808) è una pianta della famiglia delle Ericacee, unica specie del genere Calluna.
Si tratta di un piccolo arbusto perenne che cresce fino ad un'altezza di 20–50 cm (raramente fino a 1-1,5 m). Talvolta è chiamato col nome di erica selvatica[1] o erica [2].

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il genere Calluna si distingue dal genere affine Erica per la corolla e il calice divisi in quattro parti (tetramero e non pentamero come l’Erica). Spesso comunque viene confusa con le specie di questo genere: infatti la nostra pianta a volte è chiamata anche falsa erica o impropriamente erica selvatica o ancora più impropriamente erica.

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Essendo una pianta conosciuta fin dall’antichità nei vari testi può presentarsi con nomi scientifici diversi oggi considerati sinonimi:

  • Calluna alpestris Gandoger (1884);
  • Calluna atlantica Seemen (1866);
  • Calluna beleziana Rouy (1895);
  • Calluna brumalis Gandoger (1884);
  • Calluna erica DC.;
  • Calluna olbiensis Albert (1883);
  • Calluna oviformis Gandoger (1875);
  • Calluna pyrenaica Gandoger (1884);
  • Calluna sagittifolia Gray (1821);
  • Calluna sancta Gandoger (1884).

Variabilità[modifica | modifica sorgente]

Ne esistono diverse varietà (secondo alcuni autori alcune di queste varianti non sono altro che sinonimi):

  • C. vulgaris var. pubescens W.D.J.Koch
  • C. vulgaris var. hirsuta (Gray) Rouy (1821): specie nana, compatta con foglie grigio-verdi e fiori porpora
  • C..vulgaris var. condensata Lamotte (1881)
  • C. vulgaris var. alba (Weston) G.Don (1926): con doppi fiori bianchi

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

  • Erica carnea L. – Erica carnicina o scopina: i fiori sono molto simili (stesso colore) ma sono pentameri; il calice inoltre è lungo la metà della corolla che è più lunga della nostra pianta. Anche le foglie sono più lunghe (4–13 mm). Frequentano lo stesso habitat.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico Calluna deriva dalla parola greca καλλύνω (kallýnō), verbo che vuol dire “pulire, spazzare”: infatti un tempo il brugo veniva usato per fare scope. Il nome specifico vulgaris deriva dall'aggettivo latino che significa “comune”, “conosciuto da tutti”.
In botanica la denominazione Calluna è stata introdotta nel 1802 ad opera dell’inglese Richard Anthony Salisbury (2 maggio 1761 - 1829)
In Francia questa pianta viene chiamata bruyere commune mentre gli inglesi la chiamano ling, common ling o anche heather; per i tedeschi invece è Heidekraut. In Polonia viene chiamata wrzos, da cui deriva il nome del mese di settembrewrzesień – quando il brugo fiorisce.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta

L’aspetto della pianta è suffruticoso e cespitoso, appartiene infatti alla forma biologica camefita fruticosa di tipo Nano-fanerofite (Ch frut/NP).

Radici[modifica | modifica sorgente]

Radice micorrizata.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto è legnoso, tenace, glabro ad andamento prostrato, molto ramificato e intrecciato per cui a volte la copertura del terreno circostante da parte della nostra pianta è compatta e densa.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Foglie aghiformi sempreverdi opposte alterne

Le foglie sono aghiformi sempreverdi (non caduche), opposte e alterne a coppia (ossia ogni coppia si presenta in posizione alterna rispetto alla precedente), densamente embricate in 4 file longitudinali a sezione triangolare e di forma lanceolato-squamiformi. Sono sessili e alla base presentano due piccole orecchiette. Dimensioni: lunghezza 2–3 mm; larghezza 0,7 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Racemo apicale unilaterale

L’infiorescenza è un racemo apicale unilaterale (i vari fiori sono tutti rivolti dallo stesso lato). Sempre in posizione apicale insieme ai fiori sono presenti alcune foglie (tipo brattee). La spiga florale è lunga dai 20 ai 30 cm.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

Fiore attinomorfo, tetramero con perianzio persistente
Fiore con lungo stilo sporgente

I fiori nelle piante selvatiche sono solitamente di tonalità viola o colore malva ma anche rosei (raramente bianchi) e sono un po’ penduli. Alla base dei fiori sono presenti 4 – 8 piccole bratteole lineari (l'insieme è chiamato epicalice). I fiori sono ermafroditi, attinomorfi e tetrameri (corolla e calice quadripartiti).

  • Calice: il calice ( gamosepalo) è membranoso (la cui lunghezza e maggiore della corolla) ed è formato da 4 lobi (sepali petaloidei) lunghi 4–6 mm e non saldati interamente. Il colore è lo stesso della corolla.
  • Corolla: i petali sono la metà dei sepali e sono saldati per due terzi. La corolla ( gamopetala) è campanulata e fuoriesce solo in parte dal calice. Dimensioni: 2–3 mm.
  • Androceo: gli stami sono 8 con antere acuminate ( aristate) e due appendici riflesse
  • Gineceo: l’ovario è supero con un solo stilo molto lungo che fuoriesce vistosamente dal fiore.
  • Fioritura: fiorisce alla fine dell'estate. Ma a quote basse può fiorire fino a novembre.
  • Impollinazione: tramite farfalle (anche notturne), api e vento (impollinazione anemofila); quest’ultimo modo di impollinazione è tipico dei primi periodi di fioritura della pianta.

È da notare che il perianzio (formato dai due primi verticilli del fiore: quello del calice e quello della corolla) è persistente.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è una capsula tetraloculare (a 4 loculi) contenente piccoli semi ovoidi (uno per ogni loculo).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il geoelemento della nostra pianta è Circumbor.-Euroameric (anfiatlantico). Quindi è comune in Europa, in Siberia occidentale, in Asia minore e in America settentrionale nelle zone fredde e temperato fredde di questi continenti con buone precipitazioni e periodi estivi ristretti.
In Italia è comune nelle zone centrosettentrionali, raro nell’Appennino centrale, assente al sud e isole. In particolare è comune nel paesaggio delle brughiere ai piedi delle Prealpi lombarde, o nella zona delle baragge vercellesi. Verso Viareggio scende fin quasi al mare.
Cresce in terreni acidi ben drenati, in pieno sole o parzialmente in ombra, nei boschi di conifere e torbiere. È una componente comune dell'habitat delle lande, delle brughiere e dei cespuglieti in genere.
Diffusione altitudinale: da 0 a 2500 m s.l.m..

Ecologia[modifica | modifica sorgente]

Il brugo tollera il pascolo moderato ed è in grado di ricrescere in seguito ad incendi occasionali. È una fonte di nutrimento importante per diversi animali come pecore o cervi, che possono nutrirsi degli apici delle piante quando la neve copre la vegetazione bassa. Le pernici si nutrono di giovani germogli e di semi. Sia l'adulto che la larva del coleottero Lochmaea suturalis se ne nutrono e possono provocare la morte delle piante. Anche le larve di numerose specie di lepidotteri si nutrono sul brugo.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

Il brugo, nella medicina popolare, viene usato (tramite decotti) nei disturbi alle vie urinarie (cisti e leucorree) in quanto facilita la secrezione urinaria. Ma è usato anche in casi di infiammazioni intestinali (i tannini hanno un buon potere astringente). Vengono sconsigliate dosi troppo elevate: può causare irritazione.
Esternamente viene usato, sotto forma di lavaggi, per attenuare le infezioni dell’apparato boccale.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Può essere usata come condimento, oppure (dalle foglie) si ricava un infuso.
In certe zone d’Italia (poche) con il brugo si produce del miele uniflorale molto scuro. All’estero tale produzione è più consistente (Europa settentrionale, America settentrionale e Nuova Zelanda). Il miele prodotto dal brugo è tissotropico: ossia normalmente si presenta sotto forma di gel, ma se sottoposto ad agitazione si fluidifica; torna gelatinoso se lasciato a riposo.

Industria[modifica | modifica sorgente]

L’industria dalla pianta ricava tannino e coloranti. Inoltre l’artigianato utilizza i fusti legnosi e flessibili per la preparazione di scope.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Il brugo è una pianta ornamentale comunemente coltivata nei giardini e a scopo paesaggistico.
Ci sono diverse cultivar selezionate per il colore dei fiori e del fogliame, e per il loro portamento. Le cultivar hanno fiori di colori diversi che variano dal bianco al rosa e ad una vasta gamma di violetti, comprendendo i rossi. La stagione di fioritura per le diverse cultivar va dalla fine di luglio fino a novembre nell'emisfero settentrionale. Al termine della fioritura i fiori diventano marroni, ma rimangono sulle piante per tutto l'inverno.
Le cultivar con fogliame ornamentale vengono solitamente selezionate per le foglie dai colori rossastri o dorati. Alcune forme possono essere grigie argentee. Molte delle forme con fogliame ornamentale cambiano colore con l'arrivo del clima invernale, di solito aumentando l'intensità del colore. Altre forme vengono coltivate per il loro fogliame primaverile.

Di seguito elenchiamo alcune cultivar (è da notare che per certi autori alcune di queste non sono altro che delle varianti).

  • Calluna vulgaris ‘Alba Plena’: presenta fiori doppi di colore bianco.
  • Calluna vulgaris ‘August Beauty’: i fusti non sono eretti ma penduli e i fiori sono bianchi.
  • Calluna vulgaris ‘Beoley Gold’: i fiori sono biancastri, e le foglie nel periodo invernale diventano di colore dorato-arancio.
  • Calluna vulgaris ‘Elsie Purnel’: fiori rosa in doppia fila con foglie verde-grigio.
  • Calluna vulgaris ‘Foxii Nana’: il colore dei fiore è sul malva, mentre le foglie si presentano con un verde chiaro brillante.
  • Calluna vulgaris ‘Golden Feather’: i fiori sono rosa, mentre il fogliame è giallo vivo.
  • Calluna vulgaris ‘J.H. Hamilton’: con fiori doppi e di colore rosa salmone.
  • Calluna vulgaris ‘Silver King’: i fiori variano dal rosa alla malva; le foglie sono grigio-verdi.
  • Calluna vulgaris ‘Sunset’: questa cultivar è apprezzata soprattutto per il fogliame assai decorativo che assume un colore dal giallo oro al rosso vivo nel periodo invernale.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il brugo è stato introdotto in Nuova Zelanda ed è diventato infestante in alcune aree, ad esempio nel Tongariro National Park, dove la pianta si riproduce in modo smisurato. Per fermare la propagazione del brugo, è stata introdotta la Lochmaea suturalis; i primi tentativi hanno avuto parziale successo.

Il brugo è uno dei fiori nazionali della Scozia, il secondo dopo il cardo. È anche il fiore nazionale della Norvegia. Il suo nome inglese, Heather, è usato come nome proprio femminile.

Galleria di foto[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi alla voce erica
  2. ^ viene classificato come erica, per esempio, nel data base delle erbe medicinali della val Trebbia,vedi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia., Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 259. ISBN 88-506-2449-2.
  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di campo, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2002.
  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di montagna, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2001.
  • Wolfgang Lippert, Dieter Podlech, Fiori, Milano, Giorgio Mondadori, 1990.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 408.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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