Renato Donatelli

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Renato Donatelli (Morino, 16 luglio 1927Milano, 5 ottobre 1969) è stato un cardiochirurgo italiano. Nel 1963 ha effettuato, per primo in Italia e fra i primi nel mondo, una sostituzione di valvola cardiaca non più efficiente con una artificiale in materiale plastico.

Renato Donatelli - Agosto 1964

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Angelo e Maria Sebastiani, entrambi di antiche famiglie ternane, nasce a Morino (AQ), dove il padre dirige i lavori di costruzione della Centrale Idroelettrica “Lo Schioppo”, il 16 luglio 1927.

Rientra a Terni verso la fine del 1928 poi - sempre per motivi di lavoro del padre, ora alle dipendenze di una società idroelettrica italo turca - la famiglia si trasferisce in Turchia ad Istanbul alla fine del 1930 e vi resta sino alla fine del 1932.

Il 19 marzo 1936 nasce il fratello Giuseppe Maria e tre giorni dopo muore la mamma (a soli 31 anni) a seguito delle conseguenze di una broncopolmonite. Purtroppo non esiste ancora la penicillina.

Il dolore ed il trauma patiti alla scomparsa della mamma, alla quale lo legava un rapporto dolcissimo, e la constatazione dell’assoluta impotenza dei medici nel tentativo di salvarla, lo orientano sin da allora a “voler fare il medico”. Infatti più che una professione quella del medico la intenderà sempre come una missione volta al tentativo di contrastare il male e attenuare le sofferenze che ne derivano.

Tale evento lo porta ad interrompere lo studio del violino e si dedica in qualche misura e per qualche anno alla scherma.

A Terni frequenta le elementari “XXVIII Ottobre” (oggi De Amicis) di Via Dentato non lontana dal civico 3 dove abita con la famiglia e dal 1936, dopo la morte della mamma, le completa alla “Mazzini” di Piazza S.Pietro vicino alla casa dei nonni paterni in Corso Vittorio Emanuele dove con il padre va ad abitare.

Prosegue gli studi al Liceo Ginnasio G.C. Tacito sino al 5° ginnasio nel 1943, poi a causa delle sempre più frequenti e devastanti incursioni aeree su Terni e nuovi trasferimenti del padre (nel frattempo risposatosi avrà altri due figli) completa il liceo al “Foscarini” di Venezia e al “Beccaria” di Milano. Sempre per motivi bellici nell'agosto del 1945 sostiene l’esame di maturità al “Cairoli” di Varese. Prepara in un solo anno il programma del secondo e terzo.

Si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università di Milano. Nel corso dei sei anni è più volte esentato per merito dal pagamento delle tasse. Si laurea il 7 novembre 1951 con il massimo dei voti.

Iter professionale e cronologia degli eventi[modifica | modifica wikitesto]

Espletati gli obblighi militari presso la Scuola di Sanità Militare a Firenze, apre un piccolo ambulatorio a Milano in una zona molto periferica. Conta in tal modo di gravare finanziariamente sulla famiglia il meno possibile. Medico fiduciario dell’INAM e di qualche altro ente previdenziale, svolge attività ambulatoriale tutti i giorni dalle 17,30 alle 19,30. Questo orario gli consente di far fronte agli impegni che come assistente volontario si è assunto presso il Padiglione Pizzamiglio di Chirurgia Generale dell’Ospedale Maggiore di Milano Niguarda diretto dal professor Rossi ove presta servizio dalle ore 8 di tutti i giorni.

In tale reparto dal febbraio 1950 presta servizio come aiuto-chirurgo Angelo De Gasperis un quarantenne piemontese, uomo di grande fascino. Questi durante tutto il periodo bellico (1940-1945) aveva prestato servizio in Marina come ufficiale e alla ripresa dell’attività professionale era tornato a Milano presso l’Istituto di Clinica Chirurgica con il professor Donati e poi con il professor Fasiani.

La sua intraprendenza ed il carattere non facile a scendere a compromessi lo avevano indotto ben presto a scrutare nuovi orizzonti.

Va a Stoccolma dal professor Crafoor ad approfondire nuovi tipi di anestesia con respirazione controllata. Torna in Italia e nel 1948 va negli Stati Uniti a visitare diversi centri di chirurgia del torace.

Al Pizzamiglio per affrontare nuovi orizzonti nella cura delle malattie cardiache De Gasperis ha avviato un reparto autonomo di cardiologia e Donatelli tende ad orientarsi verso tale specializzazione. Infatti non predilige la vista del sangue e ricorda molto bene che da studente la prima volta che entrò in camera operatoria svenne.

De Gasperis lo segue attentamente. Lo scruta, lo valuta, apprezza il suo impegno e intuendone le doti, lo incita ad indirizzarsi invece proprio alla chirurgia.

De Gasperis finalmente libero da lacci e lacciuoli, sta rapidamente affermandosi non solo come chirurgo d’avanguardia, ma anche come studioso appassionato e grande organizzatore.

Un collaboratore come Donatelli disponibile, instancabile, diligente ed assai preparato è ciò che finora gli è mancato per cercare di realizzare appieno e con qualche risparmio di energia i suoi programmi e le sue idee innovatrici. Lo vuole con sé e lo spinge letteralmente in camera operatoria.

Donatelli diverrà Il suo allievo prediletto sul quale riporrà tutta la sua fiducia.

1952 - Si iscrive alla scuola di specializzazione in Chirurgia Generale presso l’Università di Genova.

1956 - In concomitanza con l’avvio di una Divisione di Chirurgia Toracica all'Ospedale Maggiore che De Gasperis è riuscito ad ottenere e della quale diviene Primario, viene nominato assistente medico chirurgo incaricato.

1957 - Il 1º aprile è nominato assistente medico chirurgo effettivo.

- Il 28 novembre consegue la specializzazione in Chirurgia Generale e Terapia chirurgica presso l’Università di Genova con votazione 50/50 e lode.

1959 – Il 10 dicembre consegue la specializzazione in Chirurgia Polmonare presso l’Università di Torino.

1962 – Il 28 febbraio gli viene conferito l’incarico di aiuto-chirurgo presso la divisione di Chirurgia Toracica sino all'esito del concorso pubblico ad aiuto chirurgo.

- L’8 maggio risulta assegnatario del premio per operosità scientifica indetto dagli Istituti Ospitalieri di Milano per l’anno 1961

- Il 4 giugno consegue la docenza in Clinica Chirurgica Generale e Terapia Chirurgica

- Il 19 luglio muore Angelo De Gasperis.

Questi sin dall'inizio dell’anno si era diagnosticato un male incurabile ma continuò a dirigere il reparto e ad operare fino a quando un minimo di forze glielo consentirono. Del suo stato di salute era al corrente solo Donatelli che lo assistette assiduamente ed amorevolmente. Fino quando fu possibile volle che il segreto fosse mantenuto anche nei confronti della moglie e dei quattro figli di età compresa fra i 4 ed i quattordici anni.

Subito dopo il doloroso evento Donatelli si adopera perché la Divisione di Chirurgia Toracica sia intestata al nome del suo fondatore e, appellandosi ad estimatori, amici e conoscenti (segnatamente al Dott. Furio Cicogna, pres. Confindustria, e al Dott. Carlo Faina, pres. Montecatini-Farmitalia) promuove la istituzione della “Fondazione amici Angelo De Gasperis” per la raccolta di fondi da destinare ad attrezzature ed iniziative diverse in favore e nell'interesse del Centro.

I molteplici ardimentosi interventi, eseguiti da De Gasperis fra i primi in Europa, hanno riguardato in particolare la correzione di complesse cardiopatie anche e soprattutto avvalendosi dell’ipotermia profonda associata alla Circolazione Extra-corporea; questa finalmente applicabile dopo i notevoli defatiganti esperimenti e la definitiva messa a punto della macchina cuore-polmone e dello scambiatore di calore. Tutto e sempre facendo incondizionato affidamento sulla costante e preziosa collaborazione di Donatelli e con la collaborazione del Politecnico di Milano

Nota curiosa: De Gasperis fu il primo ad introdurre l’uso in camera operatoria di camici e teli di color verde per attenuare il contrasto del sangue con il bianco.

Alla morte di De Gasperis da parte di alcuni fra i più importanti centri universitari si scatena una lotta incredibile per mettere mano a quello che è oramai riconosciuto come il più importante e qualificato centro italiano di chirurgia toracica divenuto acefalo. I tentativi di forzature da parte di molti fra coloro che di fatto hanno in mano le carte per “sceglierne” il successore sono molteplici, ma le credenziali lasciate dal “Capo”, la casistica operatoria e la lungimiranza del consiglio di amministrazione degli Istituti Ospitalieri - in particolare del suo presidente prof.Carlo Masini - fanno sì che alla lunga, la scelta del successore di De Gasperis cada su Donatelli. Ma è fuori dubbio che sarebbe stato più facile e molto meno rischioso affidare il tutto a persona matura, protetta e con “adeguati” titoli (a prescindere da specifiche competenze), formatasi in un determinato ambito e con l’avallo di qualcuno che conti, piuttosto che metterlo in mano ad un ragazzotto di appena 35 anni, bravo forse fin che se ne voglia, ma allo sbaraglio e “senza protezioni”. In caso di insuccesso di Donatelli infatti quali sarebbero state le conseguenze per chi avesse appoggiato in qualche modo la sua candidatura? Valeva la pena correre questi rischi?

Ma Donatelli tiene duro e si impone ritmi di lavoro impressionanti.

Affronta con ferrea volontà, determinazione e caparbietà tutti gli ostacoli che gli si presentano, causa di enormi preoccupazioni e non minori sacrifici. Oltre ad ambienti generalmente subdoli ed ostili, deve fronteggiare anche la defezione di colleghi, chirurghi e anestesisti, che improvvisamente si ritengono allo sbando e cercano subitanee e rassicuranti soluzioni alternative, abbandonando in men che non si dica la nave in pericolo.

- Il 7 novembre però il Consiglio di Amministrazione degli Istituti Ospitalieri di Milano con votazione segreta, ma con l’unanimità dei suoi membri, gli conferisce l’incarico di primario della Divisione di Chirurgia Toracica.

1963 – In febbraio si reca negli Stati Uniti a Boston, Cleveland, Houston ove prende contatti con diversi centri e in particolare con i professori Michael De Backey e Denton Cooley. Ne ritorna portando con sé, ed a sue spese, alcuni prototipi di valvole cardiache artificiali. Va anche in Canada a Toronto.Tornerà altre volte negli USA negli anni 1966, 1967 e nel 1968 anche in Svezia a Stoccolma.

-Il 23 luglio consegue la docenza in Chirurgia Toracica.

-Il 25 settembre esegue, primo in Italia, la sostituzione della valvola mitralica con una protesi artificiale; la notizia trapelò sui media solo il 5 ottobre successivo.

-Il 9 novembre la giuria del Premio Victor “L’Uomo del Giorno” composta da: Biki, Fanny Branca, Mila Contini, Edgarda Ferri, Germana Marucelli e Bianca Toccafondi, all'unanimità decide di assegnargli il premio con la seguente motivazione: “Ha appreso dal maestro Angelo De Gasperis il rituale chirurgico, il tecnicismo biologico, lo spirito di sacrificio e l’assoluta dedizione al malato. Nei suoi soggiorni nelle cliniche estere ha tenuto alto il nome della chirurgia italiana. Recentemente fra i primi nel mondo ha sostituito con successo una valvola cardiaca malata con una artificiale. Le sue prestazioni cardiochirurgiche sono ormai considerate tra le più eccellenti in campo internazionale”.

1964 - In maggio, esegue anche la sostituzione della valvola aortica.

1965 - È acclamato membro titolare della Société Européenne de Chirurgie Cardiovasculaire.

- In giugno al 5º Festival Internazionale del Film Scientifico a Torino (5-13) viene consegnato alla sua Divisione il Medaglione d’Argento per il film “Correzione chirurgica di insufficienza mitralica con protesi valvola di Starr-Edwards” girato in diretta nella sua sala operatoria.

(Già in occasione della VII Settimana medica degli Ospedali a Roma nell'aprile 1962 alla stessa Divisione era stato assegnato il primo premio della rassegna cinematografica).

- In luglio esegue la contemporanea sostituzione della mitralica e dell’aortica.

1966 - Il 27 aprile ottiene la nomina a primario di ruolo della Divisione di Chirurgia Toracica essendo risultato vincitore del concorso pubblico per titoli ed esami.

- Il 10 ottobre viene nominato socio onorario dell’Accademia Lancisiana di Roma.

Durante l’anno esegue i primi esperimenti di trapianto di cuore su animali. Gli esperimenti riescono ed inducono a cauto ottimismo. Gli animali infatti sopravvivono agli interventi per un lasso di tempo che, se rapportato alla durata media di vita dell’uomo, può ragionevolmente presumersi in un paio d’anni. Ciò conferma che non esistono particolari problemi di carattere chirurgico; sotto questo aspetto infatti risultano tecnicamente più difficili le sostituzioni valvolari (come del resto verrà confermato in tempi successivi al primo trapianto effettuato sull'uomo a fine 1967). Gli ostacoli sono di altra natura ed al momento non superabili:

  1. Problemi legali: infatti la legge italiana non permetteva la sostituzione di mono organi. Al riguardo Donatelli da tempo si stava dando da fare per sensibilizzare sull'argomento esponenti del potere legislativo, il Ministero ed il Consiglio Superiore della Sanità. Con la sua prematura scomparsa - terminate purtroppo le sue pressioni- a tale possibilità ci si sarebbe arrivati soltanto nel 1985 (quasi 20 anni dopo!);
  2. Problemi biologici: connessi alla immunità ed al rigetto da affrontare con adeguati farmaci non ancora sufficientemente testati;
  3. Problema etico-morale: stabilire con certezza la morte del donatore tenuto conto che al momento in cui si effettua il prelievo dell’organo il cuore deve essere pulsante.

In fin dei conti protendeva per il futuro al trapianto con protesi artificiale.

A tal riguardo fu molto interessante, fra le altre, una conferenza tenuta all'Istituto Leone XIII a Milano nel febbraio 1968 da Donatelli ed il gesuita Padre Giacomo Perico, nonché un’ampia ed approfondita trasmissione televisiva (anche su questo argomento) con i professori Barnard, Donatelli, Valdoni e Stefanini, nel corso della quale tante conclamate certezze vennero messe in dubbio.

1967 – In maggio esegue la contemporanea sostituzione nello stesso paziente di tutte e tre valvole del cuore: mitrale, aortica e tricuspidale. (Sempre per primo in Italia ed anche in Europa e fra i pochi nel mondo).

- Il 30 giugno è cofondatore a Roma con il professor Pietro Valdoni e altri colleghi, della Soc. Italiana di Chirurgia Cardiaca (SICCH) di cui fu Vice Presidente.

- In settembre promuove e organizza con il collega della Divisone Cardiologica professor Fausto Rovelli, il primo Corso superiori di aggiornamento per cardiologi e medici di famiglia, che avrà poi cadenza annuale.

1968 – Il 16 novembre gli viene conferita la cittadinanza onoraria di Houston (Usa-Texas)

1969 - In occasione delle Giornate Cardiologiche Internazionali di Napoli (26-27 aprile) viene premiato con il “bisturi d’oro” insieme a Barnard.

- Ai primi di agosto, stremato per i logoranti ritmi di lavoro -la lista dei pazienti dall'Italia e anche dall'estero in attesa di essere operati comprende diverse centinaia di nomi - riappaiono i sintomi di una vecchia epatite contratta nel 1962 da uno dei pazienti che aveva a suo tempo salvato. Lotta ancora una volta strenuamente contro il male ma si rende conto che questa volta non ce l’avrebbe fatta.

- Il 5 ottobre muore a Milano.

Ebbe solenni funerali in Ospedale a Milano il giorno 6, ripetuti il giorno 7 a Terni dove riposa nella cappella di famiglia.

Un noto giornale nel riportare la notizia della sua scomparsa titolò a caratteri di scatola: È morto Renato Donatelli il mago del cuore – Un Barnard senza i riflettori. Gloria e vanto della cardiochirurgia italiana. Fra le migliaia di messaggi di cordoglio, anche quello di Ada Scarpa la paziente alla quale aveva innestato la prima valvola nel settembre del 1963.

Iniziative e pubblicazioni scientifiche[modifica | modifica wikitesto]

Assunse diverse cariche nell’ambito della Società Italiana di Cardiochirurgia e di Chirurgia Toracica; fu brillante relatore in diversi congressi nazionali ed internazionali, fondò e diresse collane scientifiche.

Fu autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche e, fra le altre, delle seguenti monografie:

- L’ipotermia associata alla Circolazione Extra Corporea - Ed.La Chirurgia Toracica-Roma 1966

- Cardiopatie congenite ed acquisite – Ed.Piccin Padova – 1967

- Le protesi mitraliche - Ed.La Chirurgia Toracica-Roma 1968

- La tetralogia di Fallot - Ed.PiccinPadova 1969

- Cardiopatie reumatiche e insufficienza coronarica - Ed.Piccin Padova – 1969

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a diverse monografie, interviste giornalistiche e trasmissioni radiotelevisive.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

- Medaglia d’Oro al valore civile (alla memoria) - 1974

- Medaglia d’Oro al merito della Sanità Pubblica (alla memoria) -1970

- Medaglia d’Oro di benemerenza del Comune di Milano (Ambrogino) - 1969

Motivazione: “Cardiochirurgo di chiara fama ha proseguito con magnifico impulso unitamente ai valorosi colleghi l’opera iniziata da Angelo De Gasperis nella divisione di Terapia Chirurgica delle pneumopatie e cardiopatie presso l’Ospedale Maggiore di Milano Niguarda unendo alle doti dello scienziato le grandi virtù dell’uomo e dell’animatore praticate nella sua intensa vita immaturamente stroncata da morbo contratto nell'adempimento della generosa missione. Aldo Aniasi - Sindaco.”

- Medaglia d’Oro Giornata Nazionale del Medico (18 ottobre 1969)

Comitato promotore: Giuseppe Ungaretti, Carlo Bo, Sandro Bolchi, Fabiano Fabiani, Alfonso Gatto, Franco Gentilini, Gino Giugni, Alberto Lupo, Renato Puchetti, Leone Piccioni, Alberto Spreafico, Ugo Zatterin. Presidente Mario Missiroli. La motivazione: “Nella memoria del prof. Donatelli onoriamo con sommo rispetto la sua eccezionale statura di medico e di scienziato, le sue genuine doti di umanità e di altruismo. Onoriamo in lui la figura esemplare del medico che consacra tutto se stesso alla professione intesa nel suo significato più alto sino all'estremo sacrificio della propria esistenza. Onoriamo in lui il geniale alfiere della cardiochirurgia italiana ed insieme il maestro che ha lasciato una impronta indelebile del suo talento e della sua illuminata visione scientifica. Nel suo ricordo auspichiamo che la scuola del Centro De Gasperis vanto di Milano e di tutta l’Italia proceda sulla strada da lui segnata verso nuove conquiste nell'eterna lotta dell’uomo contro la sofferenza.”

- Medaglia d’Oro con diploma di benemerenza (alla memoria) del Consiglio di Amministrazione degli Istituti Ospitalieri di Milano

- Premio Victor “Uomo del giorno” Milano settembre 1963

- Bisturi d’Oro - Napoli 1969

- Socio onorario Accademia Lancisiana - Roma 1966

- Cittadinanza onoraria di Houston – 1968

- Ape d’Oro della Provincia di Terni – 1999

- Vie a: Milano, Terni, Morino (AQ), Trescore Balneario (BG)

- Reparto Cardiologico Ospedale Civile - Terni

- Divisione Cardiochirurgia e Cardiologia Ospedale di Circolo - Varese

- Blocco Operatorio div. Cardiochirurgia A.De Gasperis Ospedale Magg. - Milano

- Liceo ScientificoMilano

- Liceo Scientifico - Terni

- Scuola media statale – Roma

- Scuola media statale – Morino (AQ)

- Scuola elementare – Terni

- Scuola elementare – Segrate (Mi)

- Scuola Infermieri Professionali – Perugia

- Lapide del Comune di Terni

Alla sua memoria nel novembre 1977 nel cinquantesimo dalla sua nascita presso l'Ospedale Maggiore di Milano simposio internazionale su “Presente e futuro delle protesi cardiache”.

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del Ministero della Sanità, il 19-20 novembre 1999 a 30 anni dalla morte, pure a Milano si tenne altro simposio internazionale sul tema: “New trend in congestive heart failure treatment”.

Dal 1971 nell'ambito dei corsi annuali di aggiornamenti cardiologici, che si tengono presso l’Ospedale Maggiore di Milano Niguarda, viene consegnato il Premio Renato Donatelli all'autore del miglior lavoro presentato in tema cardiochirurgico.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN90244801 · ISNI (EN0000 0004 1970 3486 · SBN IT\ICCU\MILV\094598 · WorldCat Identities (EN90244801