Ugo Zatterin

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Ugo Zatterin

Ugo Zatterin (Venezia, 15 ottobre 1920Roma, 17 luglio 2000) è stato un giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza, giornalista professionista dal 1944, fu dapprima cronista parlamentare per i quotidiani L'Avanti, Il Tempo, La Stampa e La Gazzetta del Popolo.

Il 1º maggio 1961 venne assunto in Rai, con la quale aveva iniziato a collaborare nel 1957 e dove rimase fino al 15 giugno 1986: fu il primo commentatore politico del telegiornale nazionale, autore di inchieste e di documentari (La donna che lavora, Salute sotto inchiesta, L'industria dei calciatori, Viaggio nell'Italia che cambia) e divenne famoso come moderatore delle accese tribune politiche negli anni settanta (anche oggetto in tale veste di alcune celebri imitazioni di Alighiero Noschese).

Zatterin diede la notizia in televisione della chiusura definitiva, il 20 settembre del 1958 delle case di tolleranza in Italia in virtù della legge Merlin, riuscendo a non nominare né le case chiuse, né le prostitute[1].

Nel 1968 conseguì in Italia il premio Borselli quale miglior giornalista dell'anno.

Gli vennero affidate le direzioni del quotidiano Telesera, del Radiocorriere e, dal 1969, del Centro di produzione Rai di Torino.

Nel 1980 succedette ad Andrea Barbato alla direzione del Tg2, incarico che mantenne fino al 1986, quando assunse la direzione del quotidiano abruzzese di nuova fondazione Il Centro, che abbandonò nel 1989. Successivamente divenne direttore del bisettimanale locale Eco di Biella.

È deceduto nel 2000 presso il Policlinico Gemelli di Roma.

Predecessore Direttore del Tg2 Successore TG2 logo.svg
Andrea Barbato 1980 - 1986 Antonio Ghirelli
Predecessore Direttore de Il Centro Successore
nessuno 1986 - 1989 Andrea Barberi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filmato audio 1958 - Zatterin annuncia la legge Merlin e la fine delle case chiuse, youtube.com. URL consultato il 18 febbraio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN11625935 · LCCN: (ENn98083782 · SBN: IT\ICCU\CFIV\065747 · ISNI: (EN0000 0000 3254 4433