Policarpo, ufficiale di scrittura

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Policarpo, ufficiale di scrittura
Policarpo, ufficiale di scrittura.jpg
Policarpo De' Tappetti (Renato Rascel) in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia, Spagna, Francia
Anno1959
Durata103 min
Dati tecniciEastmancolor
Generecommedia
RegiaMario Soldati
SoggettoLuigi Arnaldo Vassallo (romanzo La famiglia De' Tappetti), Age & Scarpelli
SceneggiaturaAge & Scarpelli
ProduttoreSilvio Clementelli
Produttore esecutivoGiuseppe Bordogni
Casa di produzioneTitanus, Société Générale de Cinématographie, Hispanex Films
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaGiuseppe Rotunno
MontaggioMario Serandrei, Julio Peña
MusicheAngelo Francesco Lavagnino
ScenografiaFlavio Mogherini
CostumiPiero Tosi
TruccoEligio Trani
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Policarpo, ufficiale di scrittura è un film del 1959 diretto da Mario Soldati.

Presentato in concorso al 12º Festival di Cannes, ha vinto il premio come miglior commedia.[1] Il film è tratto dal romanzo La famiglia De' Tappetti di Luigi Arnaldo Vassallo, anche noto come Gandolin, pubblicato nel 1903.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Policarpo De' Tappetti è un modesto impiegato ministeriale della Roma umbertina: è preciso e diligente, ma i suoi eccessi di zelo gli attirano l'antipatia del cavalier Cesare Pancarano di Rondò, suo severo capo ufficio, oltreché borioso aristocratico convinto d'essere imparentato con la regnante dinastia dei Savoia, motivo per cui spende fior di quattrini per complesse ricerche genealogiche col fine di accertarne la veridicità.

Le rispettive famiglie dei due s'incontrano per caso passeggiando al Pincio, e il figlio di Pancarano di Rondò, Gerolamo, s'invaghisce di Celeste, la giovane e carina figlia di Policarpo; di fronte all'insistente corte che le fa Gegè, personaggio fatuo e superficiale, la ragazza si mostra piuttosto perplessa, ma accetta di fidanzarsi con lui per l'insistenza dei genitori, che prevedono per lei un brillante matrimonio.

Il cavalier Pancarano di Rondò, tuttavia, non vede di buon occhio il legame tra i due giovani, poiché, ritenendosi di nobile lignaggio, vorrebbe vedere il figlio sposato a una signorina del gran mondo". Per distogliere dunque Gegè dall'idea di sposare Celeste, il cavaliere avvicina Edelweiss, subretta di café-chantant di cui il giovane era stato in precedenza innamorato, e la convince a farsi vedere in costume da bagno sulla spiaggia di Ostia, dove Gegé ha in programma di recarsi con la fidanzata. Ovviamente le cose vanno come previsto dal cavaliere: Gegè lascia Celeste per correre dietro alla sua vecchia fiamma.

Nel frattempo Celeste s'innamora di Mario Marchetti, giovane meccanico serio e onesto dal quale si fa insegnare a scrivere a macchina, volendo la ragazza trovarsi un lavoro come dattilografa. Policarpo dapprima si oppone fermamente al corteggiamento della figlia da parte di Mario e all'idea che Celeste vada a lavorare, ma alla fine è costretto a cedere.

Celeste si fidanza quindi con Mario, mentre Policarpo, calligrafo diplomato e acerrimo nemico della macchina per scrivere, dovrà trasformarsi in dattilografo per ordine del Ministero, altrimenti perderà il posto. Farà quindi — con sorpresa di tutti — sfoggio di questa novità tecnica in occasione della visita del ministro per l’inaugurazione del nuovo sistema di dattilografia battendo rapidamente a macchina il celebre coro da Il Conte di Carmagnola di Alessandro Manzoni («S'ode a destra uno squillo di tromba [...]»).

Al cavalier Pancarano di Rondò, intanto, è giunta una sgradita notizia: Gegè, fuggito insieme a Edelweiss, s'è sposato con lei a Venezia. Subito dopo, inoltre, gli studiosi che per suo conto ricercavano documenti genealogici attestanti il suo presunto sangue blu gli comunicano che un suo avo era chiamato Biancamano non perché imparentato con la regnante dinastia dei Savoia, bensì a causa della sua professione di imbianchino. A questo punto il cavalier Pancarano decide d'essere più amichevole con Policarpo. Nella scena finale, lo splendido cameo di Amedeo Nazzari nei panni di un carabiniere che ferma un cavallo imbizzarrito.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola venne proiettata per la prima volta nel maggio 1959 al Festival di Cannes, mentre uscì nelle sale il 18 maggio 1961 in Spagna.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1959, su festival-cannes.fr. URL consultato il 10 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2013).

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