Piero Camilli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Piero Camilli (Acquapendente, 8 novembre 1950) è un imprenditore, politico e dirigente sportivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Imprenditore nel settore dell'allevamento e della lavorazione delle carni ovine, Camilli ha sviluppato l'attività commerciale avviata dal padre nel secondo dopoguerra. Oggi è proprietario dell'azienda ILCO (acronimo di Industria Lavorazione Carni Ovine) con sede ad Acquapendente e operativa in ambito nazionale e internazionale.

Accanto all'impegno, ormai da anni, di dirigente sportivo, affianca negli ultimi tempi quello politico. Dopo essere stato consigliere al comune di Grotte di Castro, suo paese di residenza, il 7 giugno 2009 ne diviene il sindaco in rappresentanza di una lista civica di centro-destra. Nel 2010 viene eletto pure consigliere alla Provincia di Viterbo.

Nel mondo del calcio[modifica | modifica wikitesto]

Unione Sportiva Grosseto Football Club 1912[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2000 Camilli ha acquistato il Grosseto, squadra del capoluogo maremmano la quale, in difficoltà societarie, era costretta nei campionati dilettantistici regionali della Toscana e dell'Italia centrale. Sotto la sua presidenza, la squadra biancorossa è passata in sette anni dalla Serie D alla Serie B, vincendo un campionato di Serie C2, uno di C1 e una Supercoppa di Lega Professionisti di Serie C1, primo trofeo ufficiale della storia della società unionista. Nel giugno 2009, dopo l'eliminazione subita dal Grosseto da parte del Livorno nella doppia semifinale play-off per la promozione in Serie A, ha annunciato la decisione di abbandonare la presidenza. La decisione è poi rientrata.

Il 26 luglio 2012 Camilli viene deferito dalla Procura Federale della FIGC per illecito sportivo in riguardo alla partita Ancona-Grosseto del 2010-2011. Il 1º agosto il procuratore federale Stefano Palazzi richiede per lui 5 anni di inibizione più preclusione mentre per il Grosseto richiede la retrocessione in Lega Pro con 3 punti di penalizzazione.[1] Il 10 agosto in primo grado la Commissione Disciplinare gli conferma la squalifica.[2] Camilli ha commentato così la sentenza: "Sono stato condannato senza che ci fosse uno straccio di prova, i giudici hanno creduto a una persona che è stata in carcere".[3] Il 22 agosto in secondo grado viene totalmente prosciolto e così il Grosseto ha potuto giocare normalmente in Serie B.[4]

Il 16 aprile 2013, dopo sei anni nella serie cadetta, il Grosseto retrocede matematicamente in Lega Pro a cinque giornate dal termine del campionato: nel corso della stagione Piero Camilli lascia la carica di presidente e il club passa in mano ai figli Vincenzo e Luciano. Ufficialmente la società viene retta prima da un amministratore delegato (Antonio Ranucci) e successivamente da un amministratore unico (Luciano Cafaro) fino al 30 giugno 2015, data in cui Camilli non iscrive la squadra al succesivo campionato di Lega Pro, consegnando la formazione maremmana al Comune di Grosseto nella figura del sindaco Emilio Bonifazi. Il gesto costringe di fatto la società a ripartire dal dilettantismo, facendo terminare nel peggiore dei modi l'era Camilli.

Il 9 febbraio 2015 la procura di Cremona termina le indagini e formula per lui e altri indagati le accuse di associazione a delinquere e frode sportiva.[5]

Associazione Calcio Pisa 1909[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 2009, poi, Camilli è entrato col 20% di quote nel neonato AC Pisa 1909 (erede del retrocesso in Prima Divisione e fallito Pisa Calcio) assieme agli amici imprenditori Aringhieri e Battini. La squadra pisana ottiene la promozione dalla Serie D alla Lega Pro già nell'aprile 2010, avendo a disposizione un tecnico come Stefano Cuoghi e un organico di categoria senza dubbio superiore, annoverando calciatori esperti come Marco Carparelli e giovani promettenti. Il 15 giugno 2011 Camilli dichiara in un primo momento di voler cedere le sue quote e di non volersi interessare più del Pisa, ma il 30 giugno successivo fa dietrofront e chiede espressamente al socio Carlo Battini di cedergli le sue quote. Nel corso del campionato però Battini rileva tutte le quote di Camilli, che conclude così la sua esperienza pisana e torna a concentrarsi esclusivamente sul Grosseto.

Viterbese Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2013, Piero Camilli diventa nuovo direttore e patron della Viterbese, che ripartirà dall'Eccellenza in seguito a un fallimento. Il nuovo nome della società sarà "Viterbese Castrense", nome scelto proprio dal nuovo DG.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [Scommesse: Conte, si fa dura http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcioscommesse/articoli/87091/conte-respinto-il-patteggiamento.shtml], sportmediaset.it, 1º agosto 2012.
  2. ^ Scommesse: le sentenze, sportmediaset.it, 10 agosto 2012.
  3. ^ Calcioscommesse, maxi replica di Camilli per il processo di appello, Il Messaggero, 17 agosto 2012.
  4. ^ Scommesse: Conte, nessuno sconto, sportmediaset.it, 22 agosto 2012.
  5. ^ Calcioscommesse, indagini chiuse per Goretti e Nicco: la lista dei 130 indagati
Predecessore Presidente dell'Unione Sportiva Grosseto Football Club Successore
Luigi Franco Moretti 2000