Paul Singer

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Paul Elliott Singer

Paul Elliott Singer (New York, 22 agosto 1944) è un imprenditore statunitense.

Fondatore, azionista del fondo Elliott Management Corporation tra i maggiori fondi hedge americani, fondi ad alto rischio e specializzati nell'acquisizione di debiti di paesi in default e imprese quasi in fallimento. Gestisce anche NML Capital Limited, unità offshore di Elliott Management Corporation con sede alle isole Cayman. Dal 10 luglio 2018 ha acquisito il 99,7℅ delle quote dell'AC Milan, sempre nel 2018 è indicato da Forbes quale 822° uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato di 2,8 miliardi di dollari.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1944 a New York da una famiglia ebrea, figlio di un farmacista di Manhattan e di una casalinga, due fratelli, ha conseguito un bachelor in psicologia presso l'Università di Rochester nel 1966 e una laurea in legge presso la Harvard Law School nel 1969. Nel 1974 lavora come avvocato nella divisione immobiliare della banca d'investimento Donaldson, Lufkin & Jenrette. Nel 1977 crea l'hedge fund Elliott Management Corporation con 1,3 milioni di dollari raccolti tra amici e parenti. Facendosi ben presto la fama di essere uno speculatore senza pietà,[2] il suo fondo viene addirittura chiamato "fondo avvoltoio".[3] La sua difesa: "Faccio solo rispettare la legge e le mie battaglie legali aiutano a evitare che leader statali irresponsabili usino male o, peggio, rubino i soldi che vengono loro prestati".[4] La sua strategia: comprare debito di nazioni e aziende in crisi quando è superscontato per poi rivenderlo con un profitto oppure ricorrere in tribunale per ottenere il rimborso.[5] Filantropo, finanziariamente sostenitore dei diritti LGBTQ e del Partito Repubblicano,[6] suona il piano ed è grande appassionato della squadra di calcio inglese dell'Arsenal. Dal 1977 ha avuto risultati negativi solo in due anni e una media di rendimento del 14%. Soci: Jon Pollock, co-chief financial officer; Gordon Singer, il figlio di Paul, responsabile dell'ufficio di Londra della Elliott Management; Steven Kasoff, responsabile del portafoglio.[7]

Gli investimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nei debiti sovrani[modifica | modifica wikitesto]

Una buona parte degli investimenti effettuati dalle società di Paul Singer riguarda i debiti dei Paesi in default.[8]

Perù[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 Elliot Management Corporation acquista bond per 20 milioni di dollari del debito del Perù in default.[9] Dopo una lunga controversia in cui Singer aveva fatto anche sequestrare il jet del presidente peruviano, Alberto Fujimori, era stato sconfitto in Tribunale nel 1998 per l'intento apertamente speculativo; aveva invece vinto in appello ottenendo un risarcimento di 58 milioni di dollari comprensivi degli interessi.

Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono voluti 15 anni per vincere la battaglia più famosa di Singer, quella contro il governo argentino per il rimborso delle obbligazioni su cui il fondo Elliot aveva investito comprando nel 2001 con un forte sconto, per un valore nominale di 630 milioni di dollari, i Tango bond poi finiti in default. L'Argentina aveva in seguito proposto un rimborso parziale (30 centesimi per dollaro), accettato da vari investitori ma non da Singer il quale si era rivolto a vari tribunali del Regno Unito e degli Stati Uniti, nel 2012 aveva fatto anche sequestrare come garanzia una nave scuola della marina argentina ormeggiata in un porto del Ghana. Nel 2016 il nuovo governo argentino ha rimborsato al fondo 2,4 miliardi di dollari, l'equivalente di un guadagno di almeno dieci volte la cifra investita.

Congo[modifica | modifica wikitesto]

Investe 10 milioni di dollari su un debito valutato sulla carta 400 milioni. La causa giudiziaria porta anche al congelamento di alcuni pagamenti petroliferi e alla decisione del presidente americano George W. Bush di adottare una clausola che impediva il sequestro di assets congolesi in Usa da parte dell'hedge fund di Singer. Alla fine ottiene 127 milioni di dollari.

In aziende[modifica | modifica wikitesto]

Focalizzandosi principalmente sugli investimenti di Borsa dopo il crollo azionario del 1987, la recessione degli anni novanta e la crisi economica causata dal fallimento della Lehman Brothers nel 2008, l'hedge fund di Singer è intervenuto per la ristrutturazione di aziende statunitensi e internazionali acquisendo anche partecipazioni con la giustificazione di voler difendere gli interessi degli azionisti di minoranza e aprendo battaglie legali in tutto il mondo: TWA, MCI, WorldCom, Enron, Chrysler, Delphi Automotive, Novell, Skopko, Adecco, Hess, Elektrim. Nel 2011 ha fatto causa presso il Tribunale inglese ad una società statale vietnamita, Vinishine, finita in default su un prestito di 600 milioni di dollari sostenuto dal governo vietnamita per poi abbandonare il caso l'anno successivo.

Nel 2015 ha investito nella rete cellulare Sigfox (serve Spagna, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi) e in pannelli solari nel Regno Unito, ha acquisito partecipazioni in CDK Global (diventandone il terzo azionista con il 5,4% del capitale) e in Cabela's (11,1%). Nell'estate 2017 si è opposto a Warren Buffett per il controllo di Orion, società attiva nell'energia Usa: Buffett ha investito 18,1 miliardi di dollari (di cui 9 in contanti) per rilevare Energy Future Holdings, in bancarotta ma a cui fa capo Orion; Singer ha sparigliato le carte con il suo fondo Elliott Management rilevando bon per 3 miliardi di dollari.[10]

All'inizio del 2018 entra con una quota superiore al 6% nel capitale di Whitbread, una multinazionale inglese (quotata alla Borsa di Londra) che ha il controllo di Costa Coffee, la seconda catena di caffè più grande al mondo dopo Sturbucks e la prima nel Regno Unito. Elliott chiede, come in precedenza aveva chiesto un altro fondo americano, Sachem Head, di attuare lo spin-off, lo scorporo, della catena Costa Caffee dal resto del gruppo e quotarlo poi in Borsa.[11] Dieci giorni dopo l'ingresso del fondo Elliott, Whitbread decide di scorporare la società dalle altre attività del gruppo[12] e di quotarla in Borsa entro due anni.[13]

Nel maggio 2018 lancia un'offerta pubblica di acquisto da 6,9 miliardi di dollari su Athenahealth, una società specializzata in software per i pagamenti nella sanità e in cui il fondo di Elliott è già azionista rilevante con il 9%. In una lettera al management sostiene di non essere soddisfatto della performance della società quotata al Nasdaq e che ci vuole un cambiamento operativo. Propone 160 dollari ad azione in contanti con un premio del 27%. In Borsa il titolo è salito del 24%.[14]

In immobili[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2010 Singer è impegnato con il suo fondo a investire anche in immobili in difficoltà, oltre 2 miliardi di dollari. Oltre al team di New York, dispone squadre di analisti e gestori anche a Londra, Hong Kong e Tokyo. Nel 2013 ha collaborato con Time Equities su un progetto commerciale e immobiliare di 63 piani a New York. Nel 2014 si è impegnato nella trasformazione in Beekam Street di un edificio con 130 anni alle spalle, uno dei primi grattacieli di Manhattan, in un albergo di 287 camere e 46 appartamenti.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad essere intervenuta anni fa in Telecom Italia, l'hedge fund di Singer ha una battaglia legale aperta contro i giapponesi di Hitachi che hanno comprato dall'ex Finmeccanica il 60% di Ansaldo Sts e il 100% di Ansaldo Breda. Secondo Singer l'operazione è stata fatta in modo da danneggiare gli azionisti di minoranza dell'Ansaldo Sts tra cui figura anche Elliott Management con il 31%.[4]

Nell'aprile 2017 Paul Singer è intervenuto anche sulla squadra di calcio del Milan con un prestito last minute di 303 milioni di dollari: 180 al nuovo proprietario della società milanese, il cinese Yonghong Li, con un tasso dell'11,5%, 123 milioni al club ad un tasso del 7,7%. Ottenendo, in garanzia del debito che va restituito nell'ottobre 2018, il 99,93% dell'AC Milan SpA oltre al controllo su tutti i marchi e su tutti i diritti di proprietà della società rossonera. Nel novembre 2017 l'amministratore delegato del club scelto dal proprietario cinese, Marco Fassone, ha firmato l'accordo con un advisor londinese, Bgb Weston, che dovrà trovare la banca che rifinanzierà il club.[15]

Nel marzo 2018 entra di nuovo in Telecom Italia, società controllata dal gruppo francese Vivendi di Bolloré, rilevando inizialmente una quota inferiore al 3%[16] con il titolo che in Borsa s'impenna del 6%. Paul Singer muove critiche al vertice dell'azienda in merito alla governance, alla valutazione del titolo, alle strategie e alle relazioni con le autorità italiane sostenendo che tutte queste cose potrebbero essere migliorate. Singer accusa anche Vivendi di trovarsi nel caso Telecom Italia in conflitto di interessi a causa dello scontro in atto con Mediaset di Silvio Berlusconi su Premium.[17]

Il quadro è più complicato. Oltre allo scontro con Mediaset c'è anche il braccio di ferro tra il vertice Telecom Italia e il Governo Gentiloni che vedrebbe di buon occhio lo scorporo della rete con la creazione di due società (una per i servizi, una per il network) e un'intesa tra Telecom con Open Fiber, una società dell'Enel e della CDP, Cassa Depositi e Prestiti.[18] Vivendi non è d'accordo.[17] Nello stesso mese CDP, controllata dal Tesoro italiano, entra in Telecom con una quota del 4,26%. Nell'assemblea del 4 maggio il ribaltone: il fondo Elliott, appoggiato anche da CDP, vince con il 49,84% dei voti (che gli valgono 10 posti su 15 nel board) mentre Vivendi ottiene il 47,18%. Con il nuovo consiglio d'amministrazione formato da 13 consiglieri indipendenti su 15, compreso il presidente, Telecom Italia diventa, come voluto da Elliott, una public company. Il 7 maggio vengono eletti all'unanimità, con la sola loro astensione, Fulvio Conti presidente e Amos Genish (confermato) come amministratore delegato.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Repubblicano da sempre, ha finanziato le campagne presidenziali di Rudolph Giuliani nel 2007, Mitt Romney nel 2012, Marco Rubio nel 2015. Ha sostenuto il movimento Never Trump contro la candidatura di Donald Trump ma poi si è riconciliato con il nuovo presidente finanziando la festa della sua inaugurazione.[4]

Filantropia[modifica | modifica wikitesto]

Singer ha sottoscritto la campagna The Giving Pledge lanciata dai miliardari Bill Gates e Warren Buffett, ovvero la promessa di donare oltre metà della propria ricchezza per "affrontare le sfide più difficili della società".[19] Ha anche creato la Fondazione della famiglia Paul E. Singer che sostiene cause meritevoli tra cui la Harvard Graduate School of Education, il Premio Singer per l'eccellenza nell'insegnamento secondario, il VH1 Save The Music Foundation, il National Action Fund for Gay and Lesbian Task Force, Food Bank for New York City, l'American Unity Fund, la New York City Police Foundation. Singer e la fondazione di famiglia sostengono anche il progetto Philos, un'organizzazione cristiana pro-israeliana. Nel 2016 Singer ha collaborato con il Museo della Bibbia per finanziare Passages Israel, un programma per portare gli studenti universitari in Israele.

La comunità Lgbt[modifica | modifica wikitesto]

Singer sostiene finanziariamente con forza (oltre 10 milioni di dollari) i diritti della comunità Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) da quando nel 1998 il suo secondo figlio, Andrew, gli ha rivelato di essere gay, sposandosi poi nel 2009 in Massachusetts con il suo partner. Nel 2014 Singer ha detto al Forum economico mondiale di Davos: "All'inizio era qualcosa che andava oltre la mia comprensione. Ma dopo una serie di conversazioni con mio figlio, ho imparato molto sulla sessualità e sono diventato molto entusiasta dei suoi sforzi per fermare la discriminazione". Ci sono voluti 17 anni per arrivare alla sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato i matrimoni gay negli USA.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paul Elliott Singer su, su forbes.com.
  2. ^ Michelle Celarier, Mitt Romney's hedge fund kingmaker, CNN - Fortune, 26 marzo 2012.
  3. ^ Michael Sheehan, Vulture funds – the key players, in The Guardian, 15 novembre 2011. URL consultato il 10 giugno 2012.
  4. ^ a b c d Singer il pirata degli hedge, su corriere.it, 31 luglio 2017. URL consultato l'11 novembre 2017.
  5. ^ Dr.Paul e Mr.Singer i due volti del miliardario che può mettere in ginocchio l'Argentina, su ilsole24ore.com, 17 giugno 2014. URL consultato l'11 novembre 2017.
  6. ^ Ron Kampeas, Jewish, Republican, pro-gay rights, su JTA, JTA. URL consultato il 29 novembre 2015.
  7. ^ Juliet Chung, Elliott Management Names Fourth Equity Partner, Wall Street Journal, 30 gennaio 2015. URL consultato il 16 aprile 2015.
  8. ^ (IT) Federico De Rosa e Maria Elena Zanini, Dall’Ansaldo al Milan: chi è Singer lo «psicologo» che ha scalato Tim, in Corriere della Sera. URL consultato il 5 maggio 2018.
  9. ^ David Bosco, The Debt Frenzy, in Foreign Policy, 11 giugno 2007. URL consultato il 3 ottobre 2010.
  10. ^ Elliott dichiara guerra a Buffett sull'energia Usa, su ilgiornale.it, 7 agosto 2017. URL consultato il 15 novembre 2017.
  11. ^ Costa Coffee in Borsa da solo, su aifi.it, 18 aprile 2018. URL consultato il 18 aprile 2018.
  12. ^ Scorporo di Costa Coffee da Whitbread, su aifi.it, 27 aprile 2018. URL consultato il 5 maggio 2018.
  13. ^ (EN) Whitbread Plc announces intention to demerge Costa, su whitbread.co.uk, 25 aprile 2018. URL consultato il 5 maggio 2018.
  14. ^ (EN) Elliott Management makes proposals for acquire Athenahealth, su businesswire.com, 7 maggio 2018. URL consultato l'8 maggio 2018.
  15. ^ Corriere della Sera, 11 novembre 2017
  16. ^ Elliott entra in Tim e sfida Vivendi, via i loro cinque consiglieri, su ilsole24ore.com, 6 marzo 2018. URL consultato il 6 maggio 2018.
  17. ^ a b Ecco come è nato lo scontro Vivendi e Elliott, i passi falsi con Berlusconi e il governo, su repubblica.it, 4 maggio 2018. URL consultato il 6 maggio 2018.
  18. ^ Calenda a gamba tesa con lo sconfitto Vivendi. Ecco cosa vuole davvero il ministro, su notizie.tiscali.it, 5 maggio 2018. URL consultato il 6 maggio 2018.
  19. ^ Sito ufficiale, su givingpledge.org.

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