Paolo Morando

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Il busto di Paolo Morando presso la Protomoteca della Biblioteca civica di Verona

Paolo Morando, noto come Il Cavazzola, (Verona, 1486Verona, 1522), è stato un pittore italiano, rinascimentale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Taddeo Morando, detto Cavazzola, e di sua moglie Elisabetta, Paolo Morando nacque tra il 1485 e il 1488, a Verona.[1] Si formò artisticamente sotto la guida di Francesco e Domenico Morone, dai quali seguì principalmente la lezione cromatica brillante tendente al rossastro e l'attenzione alle luminosità, evidenziata nella Madonna che allatta e nella Annunciazione (San Biagio a Verona).[2]

Nei lavori successivi, Cavazzola evidenziò accostamenti con il Bonsignori per la plasticità e l'intensità delle ombre dalla parvenza scultorea. Un tipico esempio fu la Madonna leggente del 1508, appartenente al frequentato tipo iconografico della Madonna leggente in cui si avvertono anche attenzioni alla pittura belliniana e lombarda.[3]

Dopo aver dipinto assieme al Morone la Pentecoste, dipinta per la cappella Miniscalchi in Sant'Anastasia[3] a Verona, è con l'Annunciazione affrescata nella chiesa veronese di San Nazzaro del 1510, che ormai Cavazzola mostrò di aver assimilato tutti gli insegnamenti giovanili, quali la plasticità delle forme, la chiarezza cromatica e gli ornamenti intrisi di luminosità, su uno sfondo prospettico-illusionistico sensibile all'opera di Bramante e Mantegna.[3]

Verso la fine degli anni dieci del secolo, Cavazzola si avvicinò a schemi raffaelleschi arricchiti dalle influenze di Giovan Francesco Caroto, come mostrarono la Pala delle Virtù e la Madonna con san Giovannino. Contemporaneamente alcune Madonne indicarono derivazioni giorgionesche, sia per l'ambientazione sia per il colore. L'opera più significativa di questa fase fu però il polittico con Storie della Passione del 1517 che racchiuse tutti i vari insegnamenti provenienti dalle scuole regionali italiane. [2] Nella Deposizione e nella Orazione nell'orto, il pittore compì un primo esempio di dissociazione coloristica moderna seguendo le linee percorse da Paolo Veronese.[2]

Da non sottovalutare furono i ritratti caratterizzati da una figurazione espressiva e acutamente psicologica, come nel Gentiluomo.[2]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Madonna che legge (1508, Museo di Villa Cagnola, Gazzada)
  • Discesa dello Spirito Santo (1509-10, cappella Miniscalchi, chiesa di Sant'Anastasia, Verona)
  • Annunciazione (1510, cappella di San Biagio, Santi Nazaro e Celso, Verona)
  • Ritratto di dama (Accademia Carrara, Bergamo)
  • Passione di Cristo (1517, Museo di Castelvecchio, Verona)
  • Ritratto di uomo (1518, Gëmaldegalerie, Dresde)
  • Vergine con Bambino (1518, Museo Poldi Pezzoli, Milano)
  • Stupore di San Tommaso (c. 1518-19, Museo di Castelvecchio, Verona)
  • Ritratto di guerriero con scudiero (c. 1518-22, Uffizi, Firenze, attribuita anche a Giorgione con datazione 1500-1510 circa)
  • Vergine in gloria con San Francesco e San Bernardo (Pala Sacco, c. 1522, Museo di Castelvecchio, Verona)
  • "Madonna con Bambino, San Giovanni ed un angelo" (c. 1514-1518, National Gallery, Londra)
  • Ritratto di san Damiano, olio su tela (Museo civico di Vicenza)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Morando, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 16 giugno 2018.
  2. ^ a b c d le muse, III, Novara, De Agostini, 1964, p. 176.
  3. ^ a b c Miklós Boskovits, Giorgio Fossaluzza, p. 160.

Bibliografía[modifica | modifica wikitesto]

  • Sydney Joseph Freedberg, Pintura en Italia, 1500-1600, pag. 358-59, Cátedra, Madrid, 1978, ISBN 84-376-0153-3
  • The Grove Dictionary of Art, MacMillan editore, 2000
  • Giorgio Vasari. La vita dei più importanti architetti, pittori, e scultori italiani da Cimabue ai nostri tempi, Cátedra, 2002, ISBN 978-84-376-1974-3
  • Miklós Boskovits, Giorgio Fossaluzza, La collezione Cagnola. I dipinti, Busto Arsizio, Nomos Edizioni, 1998.
  • Giuseppe Maggioni, Opere d'arte sui Santi Medici nel Veneto, La Festa dei santi Cosma e Damiano in Alberobello, 9-15, 2017, Ed. Aga, Alberobello.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN10636955 · ISNI (EN0000 0000 6674 9939 · LCCN (ENnr95014293 · GND (DE118519794 · ULAN (EN500008327 · CERL cnp00546063 · WorldCat Identities (ENnr95-014293
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie