Palazzo Nuovo (Bergamo)

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Palazzo Nuovo di Bergamo
GiorcesPalanuovoBG1.JPG
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Bergamo
Indirizzo Piazza Vecchia
Coordinate 45°42′15.6″N 9°39′47.41″E / 45.704333°N 9.663169°E45.704333; 9.663169Coordinate: 45°42′15.6″N 9°39′47.41″E / 45.704333°N 9.663169°E45.704333; 9.663169
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione inizio '600-1958
Stile rinascimentale
Uso sede della Biblioteca Angelo Mai
Realizzazione
Architetto Vincenzo Scamozzi

Il Palazzo Nuovo di Bergamo, attuale sede della civica Biblioteca Angelo Mai, si trova nella parte alta della città, sul lato nordorientale della Piazza Vecchia che chiude, così, come una quinta.

La sua posizione è contrapposta al medievale palazzo della Ragione, con la fontana Contarini che campeggia in mezzo alla piazza, la Torre del Campanone che completa l'architettura medievale del palazzo della Ragione, il palazzo del Podestà e i palazzi che chiudono la piazza.

L'edificio[modifica | modifica wikitesto]

Seconda trabeazione

Il Palazzo Nuovo, come viene chiamato in contrapposizione al Palazzo Vecchio o della Ragione, inizialmente destinato a ospitare la sede del comune, fu costruito su disegno dell'architetto Vincenzo Scamozzi, (Vicenza, 2 settembre 1548 - Venezia, 7 agosto 1616)[1], a partire dai primi anni del Seicento e fu completato definitivamente solo nel 1958 con l'apposizione sulla facciata delle ultime opere ornamentali. Si tratta infatti di sei statue, opere di Tobia Vescovi, che furono poste sulle trabeazioni del secondo, quinto e ottavo finestrone della facciata prospiciente Piazza Vecchia.

La loggia d'accesso, che alleggerisce la facciata, fu progettata dall'architetto Andrea Ceresola, detto il Vannone, a cui si deve, fra l'altro, anche la ricostruzione del Palazzo Ducale di Genova, 1591[2]

Quinta trabeazione

La facciata in marmo bianco di Zandobbio è opera, 1928, dell'architetto Ernesto Pirovano, (Milano 1866-1934),[3] che nel suo disegno tenne conto del progetto iniziale dello Scamozzi.

La facciata si sviluppa secondo due ordini sovrapposti: il primo, al piano terra, caratterizzato dagli archi del loggiato e il secondo, superiore, alleggerito da una serie di nove finestre che si aprono dietro una elegante balaustra. Sia le finestre del secondo ordine che gli archi della loggia sottostante sono racchiusi da colonne doriche sovrapposte che ingentiliscono il complesso. Chiude il tutto un mezzanino finestrato con il sovrastante coronamento balaustrato.

Dalla loggia esterna si passa all'atrio, di gusto neoclassico, ornato da marmi e lapidi commemorative che creano un ambiente austero ma rasserenante, quasi a volere invitare alla lettura.

Ottava trabeazione

Tra le opere ornamentali più significative dell'atrio si evidenziano la cosiddetta Colonna Camozzi, un leggio scolpito a forma di albero con gli stemmi di Bergamo e di Brescia, il busto marmoreo della poetessa Paolina Secco Suardo (Bergamo 1746-1801), il busto marmoreo di Jacopo da Calepio, detto il Calepino (Bergamo 1440 ca.-1509 ca.), il busto di Bartolomeo Colleoni (Solza, Bergamo, 1400 - Malpaga, Bergamo, 1475) e altri meno noti.

Le pareti sono chiuse, in alto, da venti medaglioni in gesso raffiguranti altrettanti personaggi famosi che operarono a Bergamo.

Affreschi a grottesche e allegorici di Pietro Baschenis decorano le sale interne.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Biblioteca Angelo Mai.

La biblioteca civica Angelo Mai, nata da un lascito librario che il cardinale Alessandro Giuseppe Furietti aveva fatto alla città il 13 febbraio 1768, fu inizialmente ospitata nel Palazzo della Ragione per poi essere trasferita, nel 1928 nel Palazzo Nuovo, dove attualmente si trova.

Si tratta di una istituzione di conservazione storica tra le più importanti d'Italia, ricca di 677.145 volumi, 2.280 incunaboli e 16.830 manoscritti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vincenzo Scamozzi fu contemporaneo, anche se più giovane, di Andrea Palladio di cui subì la fama e da cui fu in un certo senso oscurato. Architetto rinascimentale operò, a cavallo tra XVI e XVII secolo, prevalentemente in area veneto-veneziana. Tra le sue innumerevoli opere eccelle Villa Pisani detta la Rocca a Lonigo (Vicenza).
  2. ^ Andrea Ceresola di Lanzo d'Intelvi, Como, fu particolarmente attivo a Genova dove si occupò oltre che del Palazzo Ducale di numerosi altri edifici tra i quali spiccano il Palazzo alla Marina già Doria di Pegli e la Villa Saluzzo Bombrini il cui loggiato richiama quello del Palazzo Nuovo.
  3. ^ Ernesto Pirovano, (Milano 1866 - 1934), operò molto a Bergamo dove oltre la facciata del Palazzo Nuovo progettò, fra l'altro, il vecchio mercato ortofrutticolo in fondo a Via Paleocapa e la facciata del cimitero monumentale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Chiodi. Il palazzo della Biblioteca Civica. Bergomum, Bollettino della Civica Biblioteca, n. 1, 1965.
  • Renato Ravanelli, La storia di Bergamo - Bergamo, Grafica & Arte, 1996. ISBN 8872011337.
  • Carlo Salone. La fabbrica di Palazzo Nuovo in Bergamo. Bergomum, Bollettino della Civica Biblioteca, n. 4, 1987.
  • Antonio Tiraboschi. Notizie storiche intorno alla Biblioteca pubblica. Bergamo, Gaffuri e Gatti, 1880.
  • Giuseppe Berlendis, Palazzo Comunale, in Principali monumenti della città e provincia di Bergamo, Bergamo, Stamperia Crescini, 1843.

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